A 4 anni viene salvato con un trapianto di rene sul pancreas: l’intervento storico alla Città della Salute di Torino

Le condizioni del bimbo si erano aggravate in seguito a un primo trapianto eseguito a 15 mesi di vita per curare un’insufficienza renale terminale, con il rene trapiantato che aveva subito danni irreparabili. L’unica soluzione possibile, dunque, era quella di inserire un nuovo rene attaccandolo alla vena della milza dentro il pancreas, con una tecnica “mai utilizzata prima al mondo su un piccolo paziente già trapiantato di fegato”. Il ri-trapianto è durato 6 ore e ha permesso al bambino di lasciare l’ospedale torinese dopo diversi anni.
Alessandro Bai 11 Agosto 2021
* ultima modifica il 11/08/2021

Si spalancano, finalmente, le porte di una vita normale per un bambino di 4 anni a cui è stato trapiantato un rene sul pancreas, un intervento eseguito alla Città della Salute di Torino sfruttando "una tecnica mai utilizzata prima al mondo su un piccolo paziente già trapiantato di fegato". Per il bimbo di origine marocchina, infatti, l'operazione che gli ha salvato la vita è stata di fatto un secondo trapianto, dopo quello di fegato avvenuto a 15 mesi dalla nascita, un tentativo vano di porre fine ad incubo che era iniziato decisamente troppo presto.

Ad appena 2 mesi di vita, il bambino era stato ricoverato all'ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino per un'insufficienza renale terminale, senza più possibilità di lasciare la struttura: i suoi reni, infatti, erano totalmente pietrificati per via dell'iperossaluria primitiva, una rara malattia genetica trattata con 5 mesi di dialisi quotidiana in attesa del trapianto combinato fegato-rene, eseguito a 15 mesi di vita.

Tuttavia, l'ossalato di calcio rilasciato dai tessuti nei quali si era depositato ha provocato danni irreparabili al rene trapiantato, costringendo il bimbo a ricominciare la dialisi ogni giorno, oltre a causargli problemi di crescita e alimentazione, che a lungo hanno impedito al piccolo di svolgere semplici azioni quotidiane, come giocare al parco insieme agli amici. La trombosi delle vene iliache e della vena cava, quelle che sarebbero state utilizzate per eseguire un nuovo trapianto di rene, ha complicato ulteriormente una situazione già delicata, rendendo possibile solo una soluzione emersa in seguito a uno studio vascolare approfondito da parte dei medici, ovvero trapiantare un nuovo rene attaccandolo alla vena della milza dentro il pancreas in direzione del fegato, una "strada mai percorsa finora al mondo in un paziente portatore di trapianto epatico", come fa sapere la Città della Salute di Torino in un comunicato.

Iscritto alla lista per trapianto renale pediatrico con criteri di urgenza, il bambino è stato sottoposto al ri-trapianto, eseguito da un team multidisciplinare nel corso di un intervento durato 6 ore. L'ospedale spiega che il nuovo rene "ha iniziato a produrre urina già in sala operatoria, senza che vi fosse alcuna sofferenza per il fegato trapiantato tre anni prima", condizioni che hanno permesso di risvegliare immediatamente il bimbo, che nel giro di 2 giorni ha ripreso a mangiare normalmente, grazie ad una funzione renale ristabilita, ma soprattutto ha potuto lasciare l'ospedale dopo diversi anni, con la speranza di poter finalmente cominciare una nuova vita.

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