Acondroplasia: scopri i sintomi provocati dalla mutazione genetica che causa accorciamento degli arti

L’acondroplasia è una displasia scheletrica causata dall’alterazione di un gene, è tra le più comuni cause di nanismo: esaminiamo insieme la condizione, le sue caratteristiche e le cause.
16 Settembre 2021 * ultima modifica il 16/09/2021

L’acondroplasia ha un’ereditarietà autosomica dominante con il 100% di penetranza, ciò significa che tutte le persone che hanno la mutazione manifestano i segni e sintomi della patologia. La maggior parte dei casi insorge però da una mutazione spontanea.

Cos’è

L’acondroplasia è tra le displasie scheletriche più comuni riscontrate nell’uomo e rappresenta circa il 90% dei casi di nanismo. Le persone affette hanno una dimensione media del busto, che appare quindi normale, ma gli arti risultano più corti. Il termine acondroplasia è stato utilizzato per la prima volta verso la fine dell’800 e significa letteralmente “senza formazione di cartilagine”.

La causa di acondroplasia è da riscontrarsi nella mutazione del recettore 3 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR3), che comporta un accorciamento delle estremità, patologie spinali e un rischio maggiore di mortalità nei primi anni di vita. Nella maggioranza dei casi questa mutazione è spontanea, e rappresenta un fattore di rischio l’età avanzata del padre: questo comporta una media di 1 neonato affetto su 2.000 da padre con età superiore ai 50 anni, rispetto all’1 su 15.000 di bambini nati da padre con età inferiore.

L’incidenza generale dell’acondroplasia è di circa 1 su 25.000 nati in un anno e, poiché si tratta di eredità autosomica dominante, ne sono colpiti in misura uguale sia i maschi che le femmine.

Sintomi

Le caratteristiche tipiche dell’acondroplasia comprendono, oltre alla bassa statura sproporzionata (nanismo):

  • macrocefalia con protuberanze frontali;
  • ipoplasia mascellare, che consiste in uno sottosviluppo dell’osso mascellare che causa un appiattimento della parte mediana del viso rendendo sporgente la mandibola;
  • accorciamento rizomelico (che riguarda la radice di un arto) delle estremità;
  • brachidattilia, una malformazione che causa un’abnorme brevità delle dita;
  • genu varum;
  • compromissione dell’udito a causa di disfunzione tubarica.

L’acondroplasia potrebbe portare allo sviluppo di lassità articolare (una condizione che permette di estendere l’articolazione oltre i normali limiti fisiologici), cifosi toraco-lombare, iperlordosi lombare e stenosi spinale (restringimento del canale vertebrale). La compressione del midollo spinale può causare apnee notturne, difficoltà a camminare e a deglutire, debolezza e perdita del controllo dell’intestino o della vescica.

L’accorciamento degli arti è uno dei tratti caratteristici dell’acondroplasia.

Cause

L’acondroplasia è causata da una mutazione nel gene del recettore 3 del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR3), che influisce sull’ossificazione indiretta, ossia il processo che forma l’osso a partire da una struttura cartilagine ialina: questa mutazione non permette una corretta crescita ossea lineare.

Nell’80% circa dei casi questa mutazione avviene in modo spontaneo, un bambino con acondroplasia può nascere da genitori sani che non presentano precedenti storie familiari della patologia; un fattore di rischio importante, in questi casi, è l’età paterna avanzata: la mutazione del gene sembra avvenire durante la spermatogenesi. L’età avanzata nelle donne, invece, non sembra influire.

Nel restante 20% dei casi, invece, almeno uno dei genitori ha un gene mutato. La percentuale di trasmissione di una copia mutata del gene da un individuo affetto alla prole è del 50%.

Diagnosi

L’acondroplasia può essere individuata in una diagnosi prenatale se, durante un’ecografia di routine nel secondo o terzo trimestre, si rilevano dimensioni ridotte nelle ossa del feto in via di sviluppo; la diagnosi prenatale è possibile anche utilizzando l’analisi del DNA fetale direttamente dal siero della madre.

L’acondroplasia può essere confermata dai test genetici molecolari per la mutazione FGFR3, utili anche ad accertare la forma specifica di displasia che affligge il paziente.

Durante le procedure di fecondazione in vitro è possibile ottenere una diagnosi genetica preimpianto: un insieme di tecniche che permettono di individuare anomalie cromosomiche e malattie genetiche nei gameti o negli embrioni, prima che vengano trasferiti nell’utero.

La rilevazione di problemi di udito avviene, nei bambini, tramite valutazioni audiometriche, mentre, per rilevare una stenosi spinale, è necessario eseguire una TC o una RM; l’esame radiologico dello scheletro è utilizzato per rilevare specifiche alterazioni ossee.

Cura

Il trattamento si basa principalmente su interventi diretti contro i problemi causati dall’acondroplasia, e varierà in base all’età del paziente trattato. Innanzitutto è molto importante cercare di prevenire lo sviluppo dell’obesità nei bambini affetti, per evitare di aggravare con future complicazioni la salute degli stessi.

La macrocefalia porterà ad una sorveglianza negli anni della circonferenza cranica, tramite delle misurazioni; mentre l’idrocefalo necessiterà di una correzione chirurgica.

La disfunzione tubarica può essere trattata tramite il posizionamento di drenaggio transtimpanico; in caso di apnee ostruttive potrebbe essere necessario un intervento di rimozione di tonsille e adenoidi, perdita di peso e in casi gravi tracheostomia.

La stenosi spinale a livello del foro occipitale (chiamato anche forame magno) può richiedere un trattamento chirurgico di decompressione, attraverso la laminectomia: si rimuove la lamina vertebrale per ottenere un’apertura del canale spinale. La stenosi spinale a livello lombare può richiedere terapie fisiche di correzione, perdita di peso e corticosteroidi: nel caso non dovessero bastare si potrà optare per la laminectomia.

Per quanto concerne la cifosi, in quasi la totalità dei casi in cui si presenta nei neonati questa dovrebbe risolversi spontaneamente: può essere utile l’uso di un rinforzo tramite tutori e, nei casi più gravi, potrebbe essere necessaria la chirurgia.

Aspettativa di vita

L’acondroplasia causa un’aspettativa di vita di circa 10 anni minore rispetto alle persone non affette. Inoltre, come abbiamo già visto, è associata ad un aumento di mortalità nell’infanzia, causato soprattutto dalla stenosi spinale.

L’intelligenza solitamente è nella media, a meno che non si sviluppi anche l’idrocefalo o non vi siano complicazioni del sistema nervoso centrale: la stenosi potrebbe causare più pressione intracranica, che potrebbe portare allo sviluppo di idrocefalo.

La disfunzione tubarica, se non trattata, potrebbe causare problemi di perdita dell’udito, con conseguente interferenza nello sviluppo del linguaggio, che potrebbe richiedere l’aiuto di un logopedista.

Negli adulti l’acondroplasia può portare ad un maggiore rischio di obesità che, come abbiamo già visto, può complicare gli altri sintomi.

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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