Aggressione all’Umberto I di Roma: “Grande amarezza, dopo 18 mesi di lotta contro il Covid riceviamo insulti e violenze”

Dopo aver assaltato la sede della CGIL e lanciato bombe carta contro Palazzo Chigi, i manifestanti No Green Pass assieme ai fascisti di Forza Nuova hanno preso di mira anche il Policlinico, un presidio sanitario che nulla ha a che fare con la politica. Il personale si è barricato all’interno e due infermiere sono rimaste ferite. Oggi resta lo smarrimento: dopo mesi a ritmi serrati per curare i pazienti Covid, un gesto del genere appare incredibile.
Giulia Dallagiovanna 11 Ottobre 2021
* ultima modifica il 11/10/2021

Il Policlinico Umberto I di Roma è stato il più grande hub Covid del Centro Italia. Quattrocento posti letto e reparti di Pneumologia, Malattie Infettive e Pronto Soccorso che per un anno e mezzo hanno lavorato senza sosta, soprattutto durate le fasi più acute della pandemia. Questo stesso ospedale ha subito un'aggressione, grave, durante la notte di sabato 9 ottobre. Al termine delle violenze che già si erano verificate nel pomeriggio, con i manifestanti No Green Pass e i neofascisti di Forza Nuova che hanno assaltato la sede della CGIL e lanciato bombe carta contro Palazzo Chigi, una seconda ondata ha riguardato un presidio sanitario che nulla ha a che fare con la politica e i suoi esponenti.

"Oggi rimane l'amarezza – ci fanno sapere dal Policlinico, – di chi lavora da 18 mesi a ritmi serrati per assistere e curare pazienti Covid e si è ritrovato aggredito e insultato senza ragione".

Un manifestante rimasto ferito negli scontri del pomeriggio era infatti in cura al Pronto Soccorso dove, però, era necessario sottoporsi anche a tampone, come accade a chiunque oggi abbia necessità di ricevere assistenza in ospedale. Ma il No Green Pass non solo si è rifiutato: ha iniziato a dare in escandescenza, insultando e colpendo, per fortuna in modo lieve, due infermiere. Nel frattempo sono arrivati altri manifestanti, una trentina in tutto, che hanno fatto irruzione nel Pronto Soccorso, danneggiando una porta e costringendo il personale sanitario a barricarsi all'interno. Al termine degli scontri sono rimasti feriti due agenti di polizia, intervenuti per disperdere gli aggressori, e le due infermiere, una delle quali ha ricevuto anche una bottigliata in testa.

Medici e infermieri non si sono comunque fermati: hanno continuato ad assistere i pazienti

"Desidero esprimere a nome dell’intera comunità della Sapienza la più ferma condanna per gli inauditi atti di violenza perpetrati sabato scorso nella sede della Cgil e per il feroce attacco subito dal personale sanitario del Pronto soccorso del Policlinico universitario Umberto I – ha dichiarato Antonella Polimeni, rettrice dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma. – La settimana appena trascorsa è cominciata in modo straordinariamente positivo con l’assegnazione del Nobel per la Fisica al professor Giorgio Parisi: mai avremmo pensato si concludesse con questi gesti vili e deprecabili che rappresentano un insulto alle libertà democratiche e alla tutela del lavoro, che i nostri padri costituenti ci hanno lasciato in custodia".

"Credo sia significativo sottolineare – ha aggiunto Fabrizio d'Alba, direttore generale dell'Umberto I, – come anche nel momento di massima tensione i nostri operatori sanitari di Pronto Soccorso non si siano in alcun modo fermati, proseguendo l'importante e fondamentale impegno di presa in carico dei cittadini. Un lavoro per il quale vengono formati in una delle Università più prestigiose, istituzione capace di trasmettere valori e conoscenze indispensabili anche in momenti di criticità".

E a condannare quanto accaduto all'ospedale romano è arrivato anche Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei Medici, che ha richiamato alle proprie responsabilità le forze politiche: "Non è possibile che l’opposizione al green pass o al vaccino si trasformi in una guerra. E che a farne le spese siano i medici, gli operatori sanitari, ‘colpevoli’ solo di stare dalla parte della scienza, della salute, della cura. Diciamo ‘no’ a questa violenza di stampo ideologico che sfocia in veri e propri atti di squadrismo. È triste, e può segnare l’inizio di tempi veramente oscuri, che ci sia chi, per una captatio benevolentiae a fini politici o personali, strumentalizza le paure delle persone, vendendo menzogne pericolose in cambio di verità sgradite. E fomenta un clima di odio e di violenza che travolge proprio quelle istituzioni presidio della democrazia e della convivenza civile. È questa la vera dittatura sanitaria, perché baratta diritti e libertà fondamentali dell’individuo e della collettività con gratificazioni immediate e fallaci".

Fonte| Policlinico Umberto I di Roma 

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