alitosi

Alitosi: cause e rimedi di un fastidio imbarazzante

L’alitosi affligge numerose persone e spesso influisce sui rapporti interpersonali. Spesso può essere considerata una patologia e non sempre dipende da una scarsa igiene orale. Infatti, l’alimentazione, le malattie del cavo orale e anche le condizioni cliniche extra-orali giocano un ruolo importante. Esistono però dei rimedi, da adottare in autonomia o con l’aiuto del dentista.
Dott.ssa Simona De Stefano Perfezionata in Endodonzia e Odontoiatria Restaurativa
25 aprile 2019 * ultima modifica il 04/08/2020

Uno dei problemi più imbarazzanti, un fardello per la propria vita sociale, ma anche un campanello d’allarme per individuare problemi importanti: ecco l’alitosi. Una caratteristica poco piacevole che non sempre rappresenta una semplice condizione legata al mancato appuntamento con dentifricio e spazzolino dopo aver mangiato.

Viene spesso associata alla sensazione di bocca impastata che si accompagna ad alito cattivo appena svegli, anche se in questi casi, del tutto fisiologici, è sufficiente lavare i denti per risolvere il “problema”.

Chi, invece, soffre di alitosi sa bene che per combattere la fastidiosa e costante sensazione di alito pesante non è sufficiente seguire le normali procedure di igiene orale. Per quale motivo? Scopriamo insieme e cerchiamo di dare una spiegazione concreta con relative soluzioni.

Cos'è l’alitosi: definizione e spiegazione

Con questo termine s'intende la condizione di odore sgradevole che si accompagna alla respirazione. Si può considerare una vera e propria patologia nel momento in cui l'alito assume un odore cattivo in maniera sistematica. Per quanto venga associata all’igiene orale, spesso non è risolvibile con collutorio, dentifricio e spazzolino.

Cause dell’alitosi, perché si presenta?

Questa condizione può avere cause differenti, che vanno dalla scarsa igiene orale perpetrata nel tempo a una dieta particolare, fino ad arrivare a patologie a carattere sistemico. Infatti a dispetto degli effetti blandi dal punto di vista prettamente medico (ma significativi dal punto di vista sociale), questo disturbo può nascondere condizioni patologiche severe. Di base è dovuta all’effetto della degradazione di residui alimentari o cellulari da parte di alcuni ceppi batterici anaerobi, i quali producono svariati composti volatili dall’odore sgradevole tipici del loro metabolismo. Il 90% di questi composti è rappresentato dai CSV, delle molecole solforate derivanti dall’azione putrefattiva dei batteri presenti nella saliva che ha luogo prevalentemente sulla superficie della lingua e all’interno delle tasche parodontali. Il tipo di flora batterica (anaerobi Gram negativi) e le condizioni fisico-chimiche (come pH e quantità di saliva) possono influenzare enormemente la produzione e l’emanazione di questi composti.

Abitudini alimentari e alitosi

La causa più frequente di alitosi è certamente legata all’accumulo nella bocca di residui alimentari che vengono colonizzati e degradati dai batteri naturalmente presenti all’interno del cavo orale. Ciò non deve necessariamente essere indice di scarsa igiene orale, in quanto l’accumulo può essere secondario a presenza di carie, ricostruzioni e protesi incongrue, o alla presenza di tasche parodontali.

Altro fattore importante che può favorire l’alitosi è la scarsa salivazione. La saliva ha infatti una funzione di continua detersione, di stabilizzazione del pH, oltre che una blanda azione antibatterica, per cui soggetti che tendono a produrne meno, hanno più difficoltà a tenere pulita la bocca, in particolare la lingua, dove a per la presenza delle papille, i batteri si accumulano numerosi. In questi casi, se l’iposcialia è costante, occorre risalire alle cause, che possono essere legate all’assunzione di farmaci, allo stato psicologico, a patologie sistemiche o a condizioni legate alle ghiandole salivari maggiori.

Un cattivo alito, naturalmente, può essere anche correlato alla dieta e, senza scomodare il consumo massivo di cipolla o aglio, basti pensare che anche la continua assunzione di zuccheri semplici o cibi particolarmente salati può esserne responsabile. Inoltre anche il consumo frequente di alcune spezie, come la curcuma, può favorire un alito particolarmente “pesante”.

Cause orali

Quando si parla di alitosi non si può non citare alcune delle patologie più diffuse e sottovalutate, che hanno sede proprio nella nostra bocca. La carie e la parodontite entrambe causate da batteri fisiologicamente presenti nel biofilm salivare, possono determinare alito cattivo, a seguito sia di un più facile accumulo di residui alimentari, sia di una flora batterica anaerobia gram negativa, principale responsabile della produzione di sostanze di odore sgradevole, come nel caso di parodontiti severe. Altre cause legate allo sviluppo di alitosi sono gengiviti, ascessi, alveoliti a seguito di estrazioni, candidosi, infezioni delle ghiandole salivari, calcolosi dei dotti salivari.Per questo motivo in presenza di alitosi è utile rivolgersi ad un odontoiatra, che potrà già iniziare ad escludere eventuali cause orali.

Cause extraorali dell'alito pesante

Spesso alla base dell’alitosi ci sono cause diverse da quelle fin ora citate, si stima che circa il 17% dei casi di alitosi sia legato a fattori extra-orali. Questi possono coinvolgere l’apparato respiratorio (tonsilliti, tonsillollito, bronchiti, sinusiti, riniti, bronchiectasie, polmoniti, corpi estranei, carcinomi), l’apparato digerente ( Helicobacter Pylori, reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, corpi estranei, malattie infiammatorie intestinali, ulcere gastro-duodenali, gastite, diverticolite), l’assunzione di farmaci, o avere una base sistemica ed essere spia di condizioni molto severe, come ipoglicemia, disidratazione, patologie metaboliche (trimetilaminuria) intossicazioni (alcol, arsenico, selenio) diabete, insufficienza epatica e renale di cui è tipico il cosiddetto alito uremico.

Come risolvere l’alitosi?

I presunti rimedi contro l’alitosi sono numerosi e, in genere, inefficaci, così come lo sono le ricerche su internet di metodi alternativi o casalinghi. Mentine e collutori possono ridurre il cattivo odore, ma solo l’individuazione della vera causa da parte di uno specialista può aiutare a risolvere questa condizione.

Nel frattempo, però, queste semplici azioni quotidiane possono aiutare a mantenere un alito gradevole.

Pulizia e igiene orale

Primo passo per avere risultati sul tema dell’alito pesante: bere molto, lavare i denti dopo i pasti in modo accurato, in alternativa (ma solo se siete impossibilitati a brandire uno spazzolino) usare una gomma rinfrescante senza zucchero. Inoltre è buona norma usare il filo interdentale e spazzolare la lingua, che abbiamo visto essere la principale sede  di colonizzazione batterica.

Il collutorio: presunta panacea a qualsivoglia problema orale, in questi casi può effettivamente essere un utile alleato contro l’alitosi. In commercio ne esistono alcuni appositamente ideati per chi tende ad avere un alito non proprio floreale.

Evitare determinate abitudini

Il fumo è sicuramente causa di alito pesante, soprattutto al mattino. Stesso discorso vale per i già citati cibi ricchi di spezie, aglio e cipolle. Senza dimenticare che anche eccessi di grassi (frittura, carni rosse) e zuccheri possono portare a condizioni poco piacevoli. Quindi non esagerare col cibo può aiutare a segnare un punto a favore dell’alito (oltre che della linea!).

Rimedi naturali per l’alito cattivo

Esistono tante soluzioni casalinghe e fai da te per rinfrescare l’alito. Si parte dalla base: bere tanta acqua e mangiare verdure, in particolar modo sedano e finocchi crudi. Altra soluzione interessante: decotti e tisane a base di anice, menta e salvia possono aiutare molto.

Rimedi medici per l’alitosi

Esistono medicinali da banco reperibili in farmacia ed erboristeria, utili a tamponare il cattivo odore del respiro. Molto comode le formulazioni in spray, facili da portare con sé.

Tuttavia è bene ribadire che in caso di alitosi frequente o persistente, non c’è mentina che tenga: uno specialista è l’unica sola soluzione, dal momento che è inutile mascherare il sintomo, se la causa resta.

Odontoiatra laureata col massimo dei voti alla facoltà di Odontoiatria dell’Università Federico II di Napoli con una tesi sperimentale in patologia altro…
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