Allarme pidocchi: come riconoscerli e i rimedi per curarli

I pidocchi infestano il cuoio cappelluto degli adulti, ma soprattutto quello dei bambini. I più colpiti? Sono quelli che vanno all’asilo e alla scuola elementare. Come intervenire? Ce lo spiega il Dottor Castellazzi, medico chirurgo specialista in Pediatria.
Gaia Cortese 24 ottobre 2018
* ultima modifica il 26/08/2019
Con la collaborazione del Dott. Massimo Luca Castellazzi medico chirurgo specialista in Pediatria

Nel momento esatto in cui sulla bacheca della scuola compare la segnalazione di casi di pediculosi, scatta l'allarme pidocchi, il panico tra le mamme. Appena rientrati a casa il fulmineo controllo della testa dei bambini, capello per capello, con la più viva speranza di essere stati risparmiati. Almeno questa volta.

Cosa sono i pidocchi

I pidocchi sono piccoli insetti che vivono tra i capelli e infestano il cuoio capelluto degli adulti, ma soprattutto quello dei bambini, e i più colpiti sono quelli in età prescolare e scolare, nella fascia dai 3 agli 11 anni. Sono insetti di dimensioni ridotte (da uno a tre millimetri), privi di ali e non in grado di saltare, nonostante sia una credenza diffusa.

La trasmissione dei pidocchi

I pidocchi si spostano da una testa all'altra solo in caso di un contatto diretto fra le teste che duri almeno qualche secondo. La trasmissione dei pidocchi avviene quindi per contatto diretto con persone già infestate oppure attraverso lo scambio di indumenti o effetti personali come cuscini, cappelli, sciarpe, pettini o spazzole.

Come riconoscere le uova dei pidocchi

Il pidocchio infesta in primo luogo il cuoio capelluto e ha un ciclo riproduttivo che parte dalle lendini (uova) fino a formare il pidocchio. Ecco come puoi riconoscere le tipiche uova di pidocchi: le lendini sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm; vengono deposte in gran parte dietro le orecchie e sulla nuca (proprio dove si acutizza la sensazione di prurito), aderiscono al fusto del capello grazie a una sostanza adesiva che secernono, e si schiudono dopo una settimana.

I sintomi dei pidocchi

Il primo sintomo a doverci allarmare è il forte prurito alla testa, dovuto proprio alle punture dell'insetto: ogni volta che il bambino si gratta la testa bisogna controllare che non ci siano pidocchi ed eliminare le lendini. Facile a dirsi. Scovare un pidocchio sulla testa del nostro bambino però non è cosa semplice. Più facile è individuare le uova, che solitamente si ritrovano attaccate ai capelli della nuca e a quelli intorno alle orecchie. Le uova sono attaccate alla radice dei capelli, dove le condizioni di temperatura e umidità sono più favorevoli alla schiusa.

I rimedi contro i pidocchi

Quando sarai certo che tuo figlio ha contratto i pidocchi, magari da qualche compagno di scuola, devi agire subito per eliminarli. Esistono tanti rimedi naturali e non, di seguito potrai scoprire come fare.

Aceto e vino bianco: prepara una lozione in parti uguali con aceto e vino bianco. Poi versala sui capelli umidi dopo aver lavato i capelli. Distribuisci su tutta la testa epoi avvolgi i capelli in un sacchetto di plastica per circa 10 minuti. Risciacqua infine con l’acqua tiepida.

Aceto e maionese: unisci in un contenitore una porzione di aceto e due di maionese e distribuisci il composto, dopo aver mescolato bene, sul cuoio capelluto. Lascia agire per 2 ore. Risciacqua con acqua tiepida e districa i capelli con il pettine per i pidocchi.

Olio essenziale: mescola un po' di shampoo neutro con qualche goccia di un olio essenziale che sia contro i pidocchi. Puoi segliere tra gli oli essenziali alla lavanda, alla menta o all'eucalipto.

Infuso di eucalipto: fai bollire dell’acqua e poi aggiungici le foglie di eucalipto. Lascia in infusione per 15 minuti e successivamente versa l’infuso su tutta la lunghezza della chioma e sul cuoio capelluto.

Infuso di aglio: anche i pidocchi, come i vampiri, temono l'aglio. Prendine quindi una testa e immergila in acqua bollente. Fai riposare per 2 ore, filtra l’acqua e poi versa l’infuso d’aglio sul cuoio capelluto. Copri con un telo e lasciate agire per un’intera notte.

Olio di neem: non proprio gradevole come profumo, l'olio di neem è un alleato per prevenire la comparsa di pidocchi. Ne bastano poche gocce passate sul cuoio capelluto e tra i capelli, per tenere lontani questi ospiti indesiderati.

Il parere dell'esperto

Una volta accertata la presenza di lendini e quindi di pidocchi, bisogna intervenire tempestivamente. Come? Lo abbiamo chiesto al Dottor Massimo Luca Castellazzi, medico chirurgo specialista in Pediatria:

"La pediculosi del capo deve essere trattata con prodotti pediculocidi a base di piretrina, permetrina o malathion in gel, crema o mousse. E' importante distribuire il prodotto su tutti i capelli, in modo uniforme, dalla radice alla punta, lasciarlo agire per circa 10-15 minuti a seconda del prodotto e quindi risciacquare con acqua. Questa operazione deve essere ripetuta dopo una decina di giorni perché alcune uova possono sopravvivere al primo trattamento. E' inoltre importante rimuovere le lendini con un pettine a denti fitti subito dopo il lavaggio dei capelli. Un'alternativa ai trattamenti tradizionali può essere il ricorso ai prodotti a base di gel siliconici inerti di recente introduzione e che agiscono con un meccanismo di soffocamento sulle lendini. Tagliare a zero i capelli, una pratica un tempo molto utilizzata, non è più consigliata perché priva di evidenza e perché può essere umiliante per il bambino".

"Non esistono al momento trattamenti preventivi efficaci. Inoltre il ricorso al trattamento ripetuto dovuto alla "paura dei pidocchi" può essere nocivo. E' buona norma invece cercare di interrompere la trasmissione dell'infestazione attraverso il controllo dei membri della famiglia, il lavaggio della biancheria in acqua calda (almeno 60°C) oppure chiudere in un sacchetto per un paio di settimane o lavare a secco tutto ciò che non può essere lavato a 60° e l'immersione per circa un'ora degli oggetti da toilette (come i pettini) nei prodotti pediculocidi liquidi".

Fonte| Società italiana di Pediatria

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