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Allergia al polline: quando inizia, i sintomi e come curarla

L’allergia al polline è causata da una risposta eccessiva del sistema immunitario in seguito all’esposizione a questi allergeni, chiamati pollini, liberati dalle piante soprattutto nel periodo primaverile, ma non solo. Ma come fai a capire se i sintomi che avverti indicano una reazione allergica e quali sono i rimedi?
Alessandro Bai 12 Maggio 2022
* ultima modifica il 23/05/2022

Nei mesi primaverili, in particolare aprile, maggio e giugno, la piante appartenenti alle famiglie delle graminacee, cupressacee, betulacee e parietaria sono conosciute per la tendenza a liberare nell'aria grandi quantità di pollini, degli allergeni che nelle persone sensibili a queste sostanze scatenano l'allergia al polline.

La causa di questo problema è la risposta anomala ed eccessiva del tuo sistema immunitario ai pollini, ma capire esattamente da quale pianta provengono quelli che provocano la tua reazione allergica è importante per evitare che insorgano sintomi come naso che cola, starnuti o gonfiore agli occhi.

Vediamo allora quali segnali ti possono aiutare a capire se soffri di allergia ai pollini e i rimedi ai quali ti puoi affidare, dall‘antistaminico all'immunoterapia.

Cos'è

L'allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario che si verifica quando l'organismo è esposto a sostanze chiamate allergeni, che normalmente sono innocue e presenti nell'ambiente, ma che nelle persone allergiche portano al rilascio di istamina e ad un'infiammazione, con la conseguente comparsa di sintomi che colpiscono solitamente occhi, naso, pelle e polmoni.

Il polline è uno degli allergeni più comuni, dato che è prodotto durante tutto l'anno da vari tipi di piante. Tuttavia, è considerato un allergene stagionale perché diversi alberi fioriscono nel periodo primaverile, rilasciando moltissimi pollini nell'aria che possono provocare la reazione allergica chiamata anche pollinosi.

Tra le piante in grado di causare l'allergia al polline ci sono:

  • Le graminacee, che comprendono la gramigna e il bambù
  • Le betulacee, che includono la pianta del nocciolo e la betulla
  • Le cupressacee, tra le quali rientrano il cipresso e il ginepro
  • La parietaria, un genere di piante che appartiene alla famiglia delle Urticaceae
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Il nocciolo fa parte delle betulacee ed è una delle piante in grado di scatenare l’allergia al polline.

Come capire se sei allergico al polline?

I sintomi provocati dall'allergia al polline sono quelli della rinite allergica o febbre da fieno, e dipendono dalla quantità di allergeni alla quale sei esposto o al modo in cui queste sostanze entrano in contatto con il tuo corpo. La pollinosi, infatti, può colpire la pelle o le mucose degli occhi e delle vie aeree, manifestandosi con:

  • Starnuti
  • Congestione nasale
  • Prurito al naso
  • Lacrimazione degli occhi
  • Congiuntivite
  • Tosse
  • Dermatite
  • Orticaria con forte prurito

Nei casi più seri l'allergia ai pollini può provocare anche asma, o peggiorarne la gravità, e difficoltà respiratorie come la dispnea.

Tra gli indizi che ti possono aiutare a riconoscere la pollinosi ci sono anche il periodo di esordio e la durata: se i tuoi sintomi da rinite allergica cominciano durante la primavera, in corrispondenza della fioritura di molte piante, e durano fino a quando rimani esposto ai pollini, è probabile che tu abbia sviluppato una reazione allergica a questi allergeni.

Diagnosi

Sottoporsi ad una visita allergologica è il primo passo per capire se sei allergico ai pollini e qual è il tipo di polline che scatena la tua reazione e i sintomi.

L'allergologo può prescriverti diversi test per ottenere una diagnosi certa di pollinosi, tra i quali:

  • Esami del sangue, utili per ricercare le immuglobine E (IgE) nel sangue
  • Test cutanei o allergometrici, che consistono nella somministrazione sulla pelle di vari tipi di allergeni. Il più comune tra questi esami è il Prick test.
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Prima di pensare ai rimedi, l’allergologo potrebbe prescriverti dei test diagnostici per essere certo che tu sia allergico ai pollini.

Cure e rimedi

Se hai ricevuto la diagnosi di pollinosi e hai capito a quale pianta sei allergico, la prima cosa che dovresti fare è limitare l'esposizione all'allergene responsabile della reazione.

Naturalmente durante il periodo primaverile sarà piuttosto difficile evitare il contatto con i pollini, vista la loro diffusione, quindi tutto ciò che puoi fare è ridurre le tue uscite nei momenti della giornata in cui questi allergeni sono più abbondanti e, quando sei a casa, chiudere le finestre per evitare che il polline entri anche nell'ambiente domestico.

Sarà l'allergologo poi a consigliarti eventualmente un trattamento farmacologico per alleviare i sintomi dell'allergia, che potrebbe comprendere l'uso di spray nasali, colliri e dispositivi per la cura dell'asma.

Tra i farmaci utilizzati in caso di allergia al polline ci sono anche gli antistaminici, che hanno l'effetto di ridurre il rilascio di istamina nel sangue e attenuare di conseguenza prurito o lacrimazione degli occhi. Tuttavia, non possiedono proprietà infiammatorie e di conseguenza agiscono solo sui sintomi, e non sull'origine della reazione allergica.

Infine, l'immunoterapia può essere il trattamento giusto per i casi in cui l'allergia al polline dura per molto tempo e provoca sintomi anche gravi. Questa terapia consiste nel somministrare tramite iniezione una piccola quantità degli allergeni a cui una persona è allergica, in modo che l'organismo sia più abituato alla presenza di queste sostanze e smetta di reagire in modo eccessivo.

A seconda dell'allergene responsabile, un ciclo di immunoterapia può durare da 3 a 5 anni, ma se soffri di pollinosi è importante cominciare iniziare il trattamento prima della fioritura delle piante a cui si è allergici. Gli effetti collaterali sono davvero rari e lievi, motivo per cui anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'immunoterapia, poiché è l'unica cura che, oltre ad alleviare i sintomi, può agire sulle cause dell'allergia e portare alla guarigione.

Fonte | Gruppo San Donato

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