Anche il vaccino di Johnson&Johnson viene associato a episodi di trombosi: cosa sta succedendo

Di nuovo, si tratta di eventi rarissimi: 6 trombosi cerebrali dei seni venosi su oltre 6 milioni e 800mila persone che hanno ricevuto questo vaccino. Intanto, però, negli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente le somministrazioni in attesa che l’FDA svolga le sue indagini. E in Italia cosa accade?
Giulia Dallagiovanna 14 Aprile 2021
* ultima modifica il 16/05/2021

I vaccini prodotti da Johnson&Johnson sono arrivati oggi all'aeroporto di Pratica di Mare. All'Italia sono state destinate 25 milioni di dosi per il 2021, di cui una prima tranche da 184mila che al momento non verrà somministrata. Questo a causa di alcuni episodi di eventi trombotici registrati negli Stati Uniti che hanno portato l'FDA, l'ente che regola il commercio dei farmaci, a bloccare temporaneamente l'uso di questo farmaco. L'Ema, l'agenzia europea per i medicinali, è in contatto con l'autorità statunitense e ha avviato una propria indagine rispetto alle segnalazioni. Sembra un incubo senza fine, ma ci sono diverse considerazioni che dobbiamo fare, prima di andare nel panico o scegliere di rifiutare il vaccino a prescindere.

Quanti sono i casi

La Food and Drug Administration ha parlato di 6 casi di trombosi cerebrale dei seni venosi, associata a trombocitopenia, cioè a un basso livello di piastrine nel sangue. Ad essere colpite sono state soprattutto donne con un'età compresa tra i 18 e i 48 anni, che sono state colte dai sintomi in periodo che va dai 6 a 13 giorni successivi all'inoculo del vaccino di Johnson&Johnson. Tra loro, è già stato segnalato un decesso e un'altra paziente versa in condizioni critiche.

La patologia è la stessa che è stata registrata in associazione al vaccino di AstraZeneca, ma al momento l'incidenza sembra essere inferiore. I 6 casi infatti si inseriscono in un contesto di oltre 6 milioni e 800mila persone che hanno già ricevuto l'unica dose di Johnson&Johnson necessaria per ottenere l'immunizzazione completa. Facendo un rapido calcolo, è subito evidente come gli episodi siano davvero rari: addirittura meno di 1 su un milione.

Cosa accade adesso

Negli Stati Uniti, l'FDA ha bloccato l'uso del vaccino in tutti i siti federali e ha invitato i diversi Stati a fare lo stesso. Si tratta di uno stop temporaneo, naturalmente, in attesa di far luce sugli eventi avversi riportati. Anche l'EMA, come ti dicevo prima, ha avviato una sua indagine, a cura del Comitato per la sicurezza dei farmaci e la farmacovigilanza. Il governo italiano ha quindi deciso di attendere che i due enti si pronuncino, prima di partire con le somministrazioni della soluzione di Johnson&Johnson.

"Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada miglioreha commentato il ministro della Salute Roberto Speranza, a margine di una riunione con AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco – ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante. Le Regioni devono stare a questa impostazione perché chi è più anziano rischia di perdere la vita".

"Il vaccino di Johnson&Johnson è altamente sicuro" ha commentato Nicola Magrini, direttore generale di AIFA

Nicola Magrini, direttore generale di AIFA, ha poi aggiunto: "Il vaccino di Johnson&Johnson è altamente sicuro, con rapporto rischio beneficio chiaramente favorevole come è stato dimostrato dagli studi. Ci sono molte similitudini con il vaccino AstraZeneca. Le limitazioni sono quindi possibili e ragionevoli e sarà probabilmente la direzione verso la quale ci si muoverà tutti assieme. I dati parlano di rarissimi eventi, 6 casi su 7 milioni di vaccini, non modifica il rapporto beneficio rischio di questo farmaco è una pausa di grande cautela, forse eccessiva in fase pandemica".

Quando i benefici superano i rischi

Anche in questo caso, come già avevamo fatto per AstraZeneca, ti ricordiamo che ogni notizia deve essere valutata nel suo contesto. Siamo nel mezzo di una pandemia, che solo in Italia ha già provocato più di 115mila decessi. Il Covid infatti è una malattia che può avere complicanze anche molto serie, anche se ogni tanto tendiamo a dimenticarcelo. Solo ieri sono morte 476 persone. Prova ripetere questo numero lentamente e a voce alta, prima di urlare al complotto quando si parla di vaccini. Ieri 476 famiglie hanno perso una persona cara, senza nemmeno poterla salutare per l'ultima volta. Dobbiamo ricordarci che lo scopo principale della campagna vaccinale è proprio questo: fare in modo che non muoia più nessuno.

Nel Regno Unito, dove la maggior parte della popolazione è stata vaccinata con AstraZeneca, ieri i decessi sono stati 13. Tredici contro 476. Sono i numeri, e non le opinioni, a spiegarci come mai di questi vaccini abbiamo disperatamente bisogno.

Fonti| FDA; Agi; Ministero della Salute

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