Aneurisma: killer silenzioso, ma lo screening può aiutare a prevenirlo

Quando le arterie si dilatano, per diverse ragioni, possono premere sugli organi circostanti, causando diversi disturbi o, nei casi peggiori, possono rompersi, provocando emorragie interne che possono essere fatali. Questo è l’aneurisma, chiamato anche killer silenzioso, perché nella maggior parte dei casi è asintomatico. È molto pericoloso e non va mai sottovalutato.
Angelica Giambelluca 13 marzo 2020
* ultima modifica il 10/09/2020

L’aneurisma è, in parole semplici, la dilatazione anomala della parete di un’arteria, il vaso che trasporta il sangue dal cuore verso la periferia. In pratica le arterie, a causa di indebolimento o sfiancamento, o per un trauma esterno, a un certo punto potrebbero iniziare a dilatarsi. Un aneurisma potrebbe rimanere dilatato tutta la vita, senza dare sintomi. Oppure, in casi meno frequenti, potrebbe rompersi, provocando un’emorragia interna dalle conseguenze anche fatali.

Cos’è?

L'aneurisma è la dilatazione anomala delle pareti di un'arteria. È molto pericoloso e non va mai sottovalutato: nel 20-30% dei casi di rottura, le persone muoiono prima di arrivare in ospedale. E il 50% muore entro 30 giorni dalla rottura. Spaventa, lo immaginiamo. Ma per i soggetti più a rischio, sottoporsi a regolari screening ed esami e adottare stili di vita corretti possono aiutare a prevenire l’aneurisma.

L’aorta è la più grande arteria del nostro corpo. Riceve sangue ricco di ossigeno dal tuo cuore e ha l’importante compito di distribuirlo alle arterie che si diramano proprio dall’aorta in tutto l’organismo. Esistono diversi tipi di aneurisma: i principali riguardano l’aorta e si dividono in aneurisma addominale e aneurisma toracico (dipende dal tratto dell’aorta interessato dall’aneurisma) e le arterie cerebrali, definiti come aneurisma cerebrale. Ma gli aneurismi possono colpire tutte le arterie del corpo e interessare diversi dipartimenti:

  • Gambe (arterie femorali nelle cosce, arterie poplitee dietro alle ginocchia)
  • Cuore (arterie coronarie)
  • Collo (arterie carotidi

Tipi di aneurisma

Aneurisma addominale

L’aneurisma addominale interessa il tratto dell’aorta all’altezza dell’addome. È il più frequente, in Italia colpisce circa 84 mila persone ogni anno, in prevalenza uomini tabagisti e ipertesi, tra i 50 e gli 80 anni. La letalità è molto elevata: nove persone su dieci non ce la fanno. Gli aneurismi aortici addominali tendono a essere ereditari e la rottura si verifica nel 20% dei casi.

Aneurisma toracico

L’aneurisma dell’aorta toracica: in questo tipo di aneurisma può accadere che il tratto di aorta che passa nel torace (aorta toracica) e nello specifico quello più vicino al cuore, si dilati. Questa dilatazione può provocare un malfunzionamento della valvola aortica che si trova tra il cuore e l’aorta, permettendo al sangue di rifluire al cuore perché la valvola non si chiude bene. Questa condizione è chiamata rigurgito valvolare aortico.

In altri casi, può succedere che i batteri penetrino nel flusso sanguigno per colpa di un’altra infezione (polmonite o infezione delle vie urinarie), si attacchino a un’area dell’aorta e si moltiplichino. L’infezione batterica può indebolire la parete aortica e provocare la formazione di un aneurisma.

Aneurisma cerebrale

L'aneurisma cerebrale si verifica quando si dilata un'arteria cerebrale. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri a 2.5 cm o di più (in questo caso si definiscono lesioni giganti).  Circa il 4-5% della popolazione è portatrice di aneurismi cerebrali, ma solo una minima parte si manifesta con sintomi evidenti. Una minima percentuale va incontro a rottura: si verifica in 10 casi ogni 100.000 persone, con mortalità o gravi condizioni di salute nel 60% dei casi.

I sintomi

L’aneurisma può essere completamente senza sintomi. Gli americani lo chiamano Silent Killer perché, benché sia asintomatico, è estremamente pericoloso. E quando si manifestano i sintomi, significa molto probabilmente che la rottura, le la conseguente emorragia, sono già in corso. Quindi bisogna agire tempestivamente.

Quando gli aneurismi sono particolarmente grandi, possono spingere gli organi circostanti e provocare alcuni disturbi:

  • In caso di aneurisma cerebrale, se l’arteria dilatata spinge, ad esempio, sul nervo ottico, può dare disturbi alla vista, o altri disturbi da “compressione”, cefalea e crisi epilettiche, ma ti ricordo che sono eventi molto rari.
  • Gli aneurismi nell’arco aortico possono causare disturbi a seconda dell’organo compresso dal tratto dilatato: ad esempio se l'aneurisma spinge sul nervo laringeo può provocare alterazioni della voce, se spinge sull’esofago può provocare disturbi della deglutizione
  • In caso di aneurisma addominale particolarmente grande, potrebbero aumentare le pulsazioni

Un gruppo di sintomi definito sindrome di Horner, un disturbo che colpisce un lato del viso, causando la caduta della palpebra, la contrazione della pupilla e una diminuzione della sudorazione, è causato dall’interruzione delle fibre nervose che collegano il cervello all’occhio e questa interruzione può essere originata dalla pressione dell’aneurisma su alcuni nervi del torace.

Quando un aneurisma dell’aorta toracica si rompe, causa un dolore molto forte e acuto nella parte alta della schiena, potresti avere la percezione di essere letteralmente trafitti da qualcosa. Il dolore può estendersi fino all’addome, al progredire del processo di rottura. Il dolore può inoltre essere avvertito nel torace e agli arti superiori, come accade in caso di attacco cardiaco. Un soggetto può rapidamente andare in stato di shock (pressione arteriosa bassa e scarsa ossigenazione agli organi) e morire a causa dell’emorragia interna.

A differenza degli aneurismi dell’aorta e delle arterie cerebrali, gli aneurismi delle arterie poplitee (quelle dietro le ginocchia), femorali, coronarie e carotidi si rompono raramente. Tuttavia, al loro interno possono formarsi dei coaguli di sangue, pericolosi tanto quanto la possibile rottura. Se questi coaguli si staccano dalle pareti dell’arteria, diventano emboli. Gli emboli a questo punto possono circolare liberamente nel sangue.

  • Se arrivano a bloccare un’arteria nella parte bassa della gamba o nel piede, possono causare dolore molto intenso alla gamba, senso di intorpidimento e freddo al piede che può assumere anche un colore pallido.
  • Se l’embolo invece parte da un aneurisma carotideo può ostruire un’arteria cerebrale e causare un ictus, vale a dire un blocco di un’arteria che impedisce l’afflusso di sangue e può portare alla morte del tessuto cerebrale circostante.
  • Se gli emboli sono causati da aneurismi delle arterie del cuore (arterie coronarie) possono provocare attacchi cardiaci.

Quali sono le cause?

Le cause degli aneurismi sono diverse. La principale è l'aterosclerosi, causata dal deposito di materiale grasso (ateromi o placche aterosclerotiche) all’interno delle pareti delle arterie di medie e grandi dimensioni. Questi depositi rendono difficile il passaggio del sangue e possono indebolire le pareti delle arterie, favorendo la formazione dell’aneurisma.

Altre cause dell’aneurisma possono essere dovute a complicanze di un’infezione della valvola cardiaca, di cui abbiamo già parlato, oppure per un’infezione generalizzata chiamata sepsi. Anche l’infiammazione dei vasi sanguigni può causare aneurismi.

Oltre a queste cause fisiologiche, esistono altri fattori di rischio che possono causare la formazione dell’aneurisma:

Si può morire?

Come avrai intuito da quanto ti abbiamo appena descritto, si può morire di aneurisma, soprattutto se si rompe. Purtroppo i sintomi insorgono proprio quando si rompe, oppure in casi più rari quando è talmente ingrossato da premere sugli organi circostanti, causandone un mal funzionamento, come abbiamo appena visto. Nel 20-30% dei casi in cui l’aneurisma si rompe, le persone muoiono prima di arrivare in ospedale. E il 50% muore entro 30 giorni dalla rottura.

La diagnosi

Gli aneurismi sono spesso scoperti per caso durante un esame di diagnostica per immagini eseguito per un altro motivo. Per capire la dimensione e la posizione dell’aneurisma si devono eseguire radiografie, TAC o altre procedure di diagnostica per immagini. Gli aneurismi dell’aorta toracica si identificano più spesso, rispetto al passato, perché la TAC del torace è effettuata più frequentemente per la diagnosi di altre malattie. Per accertarsi delle dimensioni dell’aneurisma si utilizzano esami come l’angiografia con tomografia computerizzata (TC), l’angiografia con risonanza magnetica o l’ecografia transesofagea. La diagnosi dell’aneurisma si può fare anche controllando le pulsazioni: in un soggetto sano, le pulsazioni ai polsi dovrebbero avere la stessa intensità. Altre osservazioni riguardano l’eventuale presenza di un soffio al cuore, la pulsatilità delle arterie centrali e periferiche ed eventuali segni di compressione. Per confermare la diagnosi di aneurisma di effettua l’esame Doppler delle arterie che può determinare il diametro della parete, le dimensioni e l’eventuale forma dell’aneurisma.

Il trattamento

Il trattamento dell’aneurisma consiste solitamente in un intervento chirurgico che rimuove il tratto di arteria dove è presente l’aneurisma e lo sostituisce con una protesi biologica oppure nell’inserimento di una rete metallica (Stent) all’interno dell’arteria. Lo Stent permette alla parete sfiancata di rimodellarsi proprio sulle maglie dello Stent ed evitare la rottura. Dopo l’intervento il paziente deve essere visitato con TAC ogni sei-dodici mesi in modo da valutare l’evoluzione (o involuzione) dell’aneurisma.

Per trattare l’aneurisma si possono usare anche farmaci, come beta-bloccanti, calcio-antagonisti o altri farmaci antipertensivi, utili per diminuire la velocità di crescita dell’aneurisma e limitarne il rischio di rottura. Per i fumatori, è fondamentale smettere di fumare.

È decisamente preferibile trattare un aneurisma dell’aorta toracica prima che si rompa. Per questo, quando raggiunge le dimensioni di 5,5-6 cm o più, i medici raccomandano la riparazione.

Si può prevenire?

Come per tutte le patologie, anche l'aneurisma, in alcuni casi, si può prevenire. La prevenzione dei fattori di rischio è fondamentale, soprattutto quando si è a conoscenza di essere predisposti a un aneurisma cerebrale, a un ictus e così via.

In questi casi quello che possiamo consigliarti è adottare uno stile di vita sano, quindi non fumare, non abusare di alcol, non assumere droghe, mangiare sano, praticare attività fisica anche moderata. Seguire questi consigli è importante sia prima sia dopo la comparsa dell’aneurisma.

Oltre a questo, anche gli screening, per le categorie più a rischio, possono fare la differenza. Secondo un recente studio svolto dalla U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF), sottoporsi a regolari screening per aneurismi dell’aorta addominale e per riparare quelli di maggiori dimensioni può prevenire una rottura dell'aneurisma. Per fare questi screening è utile l'ecografia addominale, soprattutto per la categoria più a rischio: negli uomini  tra i 65 ed i 75 anni (fumatori o ex fumatori) lo screening ha permesso di ridurre la mortalità del 35%, la rottura degli aneurismi del 38% e del 43% il numero degli interventi chirurgici di emergenza.

Fonti| Humanitas; MSD; "Primary Care Screening for Abdominal Aortic Aneurysm: A Systematic Evidence Review for the U.S. Preventive Services Task Force", pubblicato su Evidence Synthesis nel dicembre 2019

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