Apnea notturna: le cause, i sintomi e i rimedi di un problema che forse hai anche tu (e non lo sai)

Quando si soffre di apnea notturna, la maggior parte dei sintomi, come russare e boccheggiare, si verificano mentre dormi e non puoi accorgertene da solo. Ma se chi è in stanza con te si lamenta, non sottovalutare le sue parole. A lungo andare, questa sindrome può aumentare il rischio di diabete, ipertensione e aritmie cardiache.
Giulia Dallagiovanna 12 gennaio 2019
* ultima modifica il 13/03/2019
Con la collaborazione del Dott. Luigi Ferini Strambi presidente dell'Associazione italiana di Medicina del sonno

Ti svegli spesso durante la notte? Chi dorme accanto a te si lamenta perché continui a russare? Al mattino ti capita di avere la gola secca o un leggero mal di testa? Potresti soffrire di apnea notturna. In sostanza, mentre dormi trattieni il respiro come se fossi sott'acqua. Solo che in questo caso, è un'azione del tutto involontaria.

Da solo non puoi rendertene conto, per il semplice fatto che stai dormendo. Ma se il tuo partner ti fa notare che emetti suoni e rumori fastidiosi, non sottovalutare le sue parole. Chi soffre di apnea notturna può avere ripercussioni sul lavoro, ma anche sulla sua salute: aumento del rischio di diabete e malattie cardiovascolari.

Abbiamo inoltre chiesto al dottor Luigi Ferini Strambi, presidente dell'Associazione italiana di Medicina del sonno, di spiegarci nel dettaglio come si può diagnosticare e quali sono le terapie consigliate per chi soffre di apnee notturne.

Cos'è l'apnea notturna

In generale, si può dire che soffri di apnea notturna se mentre dormi ti capita di trattenere il respiro per più di 10 secondi e se questi episodi si verificano almeno 4 o  5 volte per notte. Ma di questo disturbo esistono tre forme diverse: centrale, ostruttiva e mista.

Apnea notturna centrale

Se soffri di apnea notturna centrale, l'origine del disturbo sta nel tuo cervello. I neuroni non mandano infatti i giusti stimoli alla muscolatura respiratoria, che non si attiva e crea un'ostruzione. In pratica, ti stai dimenticando di inspirare ed espirare.

Questa forma è frequente soprattutto nei bambini nati prematuri o in chi soffre di determinate patologie come cardiopatie o neuropatie.

Apnea notturna ostruttiva

La forma più diffusa dell'apnea notturna è quella ostruttiva. È dovuta a un'ostruzione o a un collasso delle vie respiratorie superiori: i polmoni si espandono per ispirare, ma trovano un ostacolo al passaggio dell'aria. L'organismo quindi deve affrontare un notevole sforzo. Per questa ragione, aumentano i battiti cardiaci, si abbassa il livello di ossigeno nel sangue e cresce la pressione arteriosa.

Ma soprattutto il sonno si farà meno profondo e più "leggero", come si dice in gergo. È proprio il contrasto fra l'aria che deve passare e le vie respiratorie chiuse che provoca il russare. Questa forma colpisce soprattutto le persone in sovrappeso, in particolare gli uomini, ma può verificarsi anche nei bambini con le tonsille ingrossate.

Apnea notturna mista

Come immaginerai già dal nome, l'apnea notturna mista si verifica quando l'apnea centrale e quella ostruttiva si verificano in contemporanea. In questo caso, però, la terapia è quella adottata per il disturbo ostruttivo.

Le cause dell'apnea notturna

Il fatto che di giorno non riscontri problemi di respirazione, non significa che tu non possa soffrirne di notte. Mentre sei in piedi o seduto, infatti, i muscoli del collo sostengono le vie respiratorie, che rimangono cosi aperte e libere. Quando ti corichi, però, i tuoi muscoli si rilassano e si restringono.

In alcuni casi, producono proprio un'ostruzione. Può capitare in particolare se i muscoli di collo e lingua si rilassano in modo eccessivo soprattutto dopo una certa età, se la lingua e le tonsille sono ingrossate, se sei in sovrappeso e lo strato di adipe in eccesso ostruisce la trachea e non permette il libero passaggio dell'aria, se hai una struttura ossea particolare.

Quando il tuo cervello si accorge che qualcosa impedisce all'aria di entrare e uscire, inizia a mandare impulsi nervosi ai muscoli affinché si irrigidiscano e si contraggano. Per questa ragione, comincerai a russare.

I sintomi dell'apnea notturna

Se soffri di apnea notturna, non lo sai. O meglio, ti sarà molto difficile scoprirlo da solo, poiché la maggior parte dei sintomi si manifesta di notte. Ma ci sono un paio di fenomeni ai quali puoi prestare attenzione anche tu, partiamo da quelli:

  • durante il giorno, fatichi a rimanere sveglio e concentrato
  • ti capitano episodi di forte sonnolenza nei momenti in cui sei meno attivo, al lavoro, davanti alla televisione oppure mentre guidi
  • ti accorgi di essere più incline alla depressione e all'irritabilità
  • quando ti svegli, hai la bocca secca e il mal di gola
  • al mattino avverti spesso mal di testa e senso di intontimento
  • di notte, succede spesso che ti svegli per andare in bagno
  • se di notte ti capita di sudare

Oltre a questi segnali, devi prestare attenzione anche a quanto ti riferisce chi dorme accanto a te o nella stessa stanza. Dovrà riferirti se:

  • russi o respiri in modo rumoroso
  • se mentre russi, fai pause di una decina di secondi nelle quali trattieni il respiro (le apnee, appunto)
  • se alla fine delle pause ansimi o boccheggi

I fattori di rischio dell'apnea notturna

Come già ti accennavo prima, avrai un rischio maggiore di soffrire di apnea notturna se sei un uomo e se hai problemi di sovrappeso. La forma ostruttiva, poi, è più probabile che insorga con il passare degli anni, quando i tuoi muscoli perdono la loro tonicità e la loro elasticità e tendono più facilmente a rilassarsi.

In generale, però, maggiore probabilità di avere apnee notturne ce l'ha chi presenta vie respiratorie piccole. La causa può essere anatomica, oppure dovuta ad allergie o particolari patologie.

Se poi fumi, devi sapere che, essendo un'abitudine dannosa che provoca disturbi respiratori, può essere la causa anche di questo problema. Infine, chi mostra i sintomi di questa sindrome, il più delle volte soffre anche di ipertensione.

L'apnea notturna nei bambini

Come ti dicevo, più aumentano gli anni, più sei esposto a questo disturbo. Ma in alcuni casi, l'apnea notturna può colpire proprio i più piccoli. Se ad esempio tuo figlio è nato prematuro, soffre di allergie o ha le tonsille ingrossate, dovrai far attenzione alla sua respirazione mentre dorme.

Allo stesso modo, se già da bambino inizia ad accumulare chili di troppo, potrà soffrire di questa sindrome. Te ne accorgerai anche perché a scuola le insegnanti lo troveranno sempre distratto, oppure iperattivo. Potrebbe anche avere difficoltà a relazionarsi con i suoi compagni e mostrare segni di nervosismo e aggressività.

Le conseguenze dell'apnea notturna

Se di notte non respiri in modo corretto, non riuscirai nemmeno a riposare bene. Andrai al lavoro più stanco di prima e inizierà subito a toccare con mano le conseguenze della sindrome da apnea notturna. Le tue prestazioni si abbasseranno e potresti faticare a mantenere un buon rapporto con i tuoi colleghi.

Conseguenze più pericolose possono invece verificarsi mentre sei alla guida. Non avendo dormito bene, sarai infatti più esposto al classico colpo di sonno e al rischio di fare un incidente.

Altre complicazioni riguardano invece più direttamente la tua salute. Le apnee notturne provocano una cattiva qualità del sonno unita all'abbassamento dei livelli di ossigeno nel sangue. Questa condizione porta al rilascio degli ormoni dello stress da parte del tuo organismo, che faranno aumentare la frequenza cardiaca e getteranno le basi per lo sviluppo di aritmie e ipertensioni, ma anche ictus e infarto.

Se poi trascuri i sintomi, il tuo metabolismo può subire delle alterazioni e aumentare il rischio che tu soffra di diabete, sindrome metabolica e obesità.

Come prevenire l'apnea notturna

La prevenzione passa attraverso una modifica del tuo stile di vita. Soprattutto se sai di avere alcuni dei fattori di rischio che possono portare alla sindrome da apnea notturna dovresti cercare di mantenere un corretto peso forma ed evitare che si sedimenti uno strato troppo spesso di adipe.

Allo stesso tempo, ti consiglio di ridurre fortemente il consumo di alcol e lasciarlo proprio perdere dopo cena. Ancora più importante, poi, se hai l'abitudine di fumare, smetti subito per non compromettere la salute delle tue vie respiratorie.

Quando dormi, cerca di non metterti in posizione supina, ma di appoggiarti su un fianco, in modo che le tue vie respiratorie rimangano il più possibile libere e aperte. Eventualmente, puoi anche fare ricorso a spray nasali e cerotti che ti aiuteranno a mantenere le vie nasali senza ostacoli.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto come viene diagnosticata la sindrome da apnea notturna e quali terapie devono essere adottate al dottor Luigi Ferini Strambi, presidente dell'Associazione italiana di Medicina del sonno (Aims) e professore presso la Scuola di specializzazione in Neurologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e dell’Università degli Studi di Milano.

"Affinché una persona decida di sottoporsi a una visita per scoprire se soffra di apnee notturne, le possibilità sono due. Nella maggioranza dei casi, viene accompagnato dal partner di letto, preoccupato perché lo sente russare molto forte e avverte anche le apnee notturne vere e proprie. Oppure un soggetto arriva direttamente con questo sospetto, perché si accorge di essere particolarmente stanco e assonnato durante la giornata. Altri segni di questo disturbo possono poi essere, ad esempio, il fatto di alzarsi spesso durante la notte per urinare: viene infatti rilasciato in questo modo l’ormone natriuretico, che abbassa la pressione sanguigna.

Anche le caratteristiche fisiche del soggetto, inoltre, posso aumentare il sospetto. Ad esempio, il fatto di essere in sovrappeso o di avere un collo con una circonferenza più ampia del normale, cioè superiore ai 43 centimetri negli uomini e ai 39 centimetri nelle donne. E, soprattutto per queste ultime, un ulteriore segnale può essere una cefalea avvertita al risveglio, che scompare dopo circa 30 o 40 minuti senza l’utilizzo di antidolorifici. Infine, può essere motivo di sospetto un’ipertensione arteriosa farmaco-resistente, cioè che non risponde ai farmaci comunemente utilizzati per questa condizione.

Dopo una prima visita, si effettuano alcuni esami. Innanzitutto un monitoraggio cardiorespiratorio: viene applicato un apparecchio simile all’holter cardiaco, che registra se il soggetto russa e se ha episodi di apnee notturne, per quanto tempo durano e di quanto diminuisce l’ossigeno nel sangue, un dato fondamentale che indica la gravità del problema e serve a stabilire come procedere.

Si effettuano anche esami posizionali, perché alcuni soggetti hanno le apnee sono quando dormono in posizione supina. In questi casi, esistono delle terapie specifiche, come ad esempio cucire una pallina da tennis all'interno del pigiama che non consenta di coricarsi a pancia in su, oppure il Night Shift, una sorta di piccolo collare che avverte con piccole vibrazioni quando viene raggiunta la posizione supina.

La terapia principale per chi soffre di apnee notturne, però, è la CPAP. Si tratta di una mascherina nasale che insufla aria a pressione positiva per tenere aperte le prime vie aree. I risultati sono molto buoni, ma l’apparecchio dev’essere applicato in maniera corretta ed è importante trovare la giusta pressione per l’aria, che varia da soggetto a soggetto. Si può infine ricorrere a un apparecchio simile a un bite, che fa avanzare la mandibola e mantiene aperte le vie aeree."

Fonti| Humanitas

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