Assalto alle farmacie per i tamponi ai fini del Green pass? Federfarma: “Siamo pronti a gestire fino a 600mila richieste al giorno”

Il segretario nazionale Roberto Tobia ha rassicurato che il sistema delle farmacie italiane, ogni giorno sempre più ricco di adesioni alla campagna di testing, è in grado di gestire il flusso di richieste e prenotazioni di tamponi dopo l’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde per accedere ai luoghi di lavoro. Sottolineando che i farmacisti spingeranno per incentivare sempre di più la vaccinazione anti-Covid.
Kevin Ben Alì Zinati 15 Ottobre 2021
* ultima modifica il 15/10/2021
In collaborazione con il Dott. Roberto Tobia Segretario nazionale Federfarma

Aumento sì, allarme no. L’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass per accedere al proprio posto di lavoro non rischia di mettere in ginocchio un sistema già rodato e composto da oltre 10mila farmacie.

Da più parti d’Italia nelle 48 ore della vigilia si è alzata la voce di un’impennata di prenotazioni per tamponi (e anche di vaccino) fino alla fine di dicembre, di schiere di persone decise a investire 450 euro per ottenere gli esiti negativi necessari per la certificazione verde e anche del rischio carenza di test.

Con quasi 3 milioni di persone non ancora vaccinate, molti dei quali lavoratori, è chiaro che le agende delle farmacie saranno zeppe di richieste di tamponi e code e rallentamenti la macchina potrebbe anche subirli. Il motore tuttavia non si ingolferà: i test antigenici rapidi non mancheranno e chiunque vorrà potrà richiederlo, prenotarlo e farlo.

La rassicurazione di Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, si basa su elementi inequivocabili e sicuri: i numeri. “Martedì il bollettino del Ministero della Salute riportava 315mila tamponi eseguiti, mercoledì sono scesi a 278mila e ieri sono tornati a 314mila: di questi, i due-terzi vengono effettuati dal sistema delle farmacie quindi è evidente che siamo pronti ad affrontare questa ulteriore richiesta di impegno avanzata dal Governo”. 

Le giornata di oggi e il weekend saranno monitorate con la lente d’ingrandimento, essendo banchi di prova importantissimi per testare la resilienza del sistema ma Tobia è sicuro della tenuta della rete. “Posiamo reggere fino a 500-600mila tamponi al giorno mentre credo che il milione stimato come quota necessaria sia quasi impossibile da sostenere per qualsiasi struttura”. 

Siamo proti ad affrontare questa ulteriore richiesta di impegno chiesto dal Governo”. 

Roberto Tobia, segretario nazionale Federfarma

Chi avrà bisogno del tampone probabilmente opterà per quelli rapidi, più facili e meno costosi specialmente dopo l’introduzione dei pezzi calmierati fissati a 15 euro per i maggiorenni e 8 per gli under18, mentre il tampone molecolare, più costoso e con un iter più lento, resterà più che altro per i contatti stretti confermati o chi abbai un esito positivo all’antigenico.

In questi giorni le adesioni stanno aumentando e le farmacie che effettueranno le attività di testing si stanno avvicinando alle 19mila totali. Per far fronte alla crescita delle richieste Federfarma ha messo poi in campo anche risorse ulteriori: “Abbiamo aumentato il personale a disposizione per eseguire i tamponi e ci siamo approvvigionati di un numero maggiore di test. Non ci saranno carenze”.

Qualche difficoltà in più potrebbe dipendere dal contesto geografico e logistico differente in cui vivono alcuni presidi farmaceutici. Secondo Tobia, ci sono territori come Romain cui, anche per via della forte presenza dell’amministrazione pubblica, si fanno tamponi da novembre dello scorso ed è quindi più rodata di altre zone del paese. Nel nord-est italiano, per esempio, può capitare che la farmacia cui si appoggiano fabbriche o industrie sia più piccola, situata in zone non centrali e quindi più esposta a difficoltà. Su queste zone, dunque, si sono maggiormente concentrati gli sforzi di Federfarma.

Abbiamo aumentato il personale che eseguirà i tamponi e ci siamo approvvigionati di un numero maggiore di test

Roberto Tobia, segretario nazionale Federfarma

Da potenziale problema, però, l’aumento del numero di persone che si recano in farmacia per effettuare i tamponi rapidi e ottenere il Green pass potrebbe diventare un concreta occasione per spingere sulla vaccinazione. “È il nostro reale obiettivo.

Il farmacista, ha concluso il segretario nazionale Tobia, è in grado di stabilire con i cittadini una relazione di fiducia, basata sull’ascolto e sulla presenza puntuale: “Il nostro potere di convincimento è forte e continuo: la gente che viene a tamponarsi magari dopo 2-3 giorni torna e si fa vaccinare. Il farmacista è un presidio “amico” che può aiutare chi ancora nutre dubbi sul vaccino disinnescando false paure e fake news. “Lo ripetiamo da tempo: meno tamponi e più vaccinazioni”.

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