Avvelenamento da monossido di carbonio: a cosa fare attenzione

Spesso diciamo, o ci diciamo, che dobbiamo stare attenti ai fornelli o a trattare con cura qualsiasi fonte di gas. Questo perché, non solo temiamo eventuali esplosioni, ma perché i gas spesso non hanno colore né odore ed è quindi molto difficile captarne la presenza e non rischiare di venirne intossicati. Cerchiamo di capirne di più.
Valentina Danesi 2 Luglio 2021
* ultima modifica il 02/07/2021

Il monossido di carbonio è un gas ed è caratterizzato soprattutto dal fatto di essere inodore, incolore, insapore. Per questo motivo può essere molto pericoloso per chi ne respira ingenti quantità. Si produce dalla combustione incompleta degli idrocarburi che possono derivare da impianti di riscaldamento, stufe a gas, cucine che non ricevono un'adeguata manutenzione e scarichi delle automobili. Vediamo quindi cosa può comportare un avvelenamento da monossido di carbonio.

avvelenamento da monossido di carbonio

Cos’è

Ti hanno mai detto "spegni bene il gas"? O, "dobbiamo verificare se ci sono perdite"? Ecco, questo perché spesso i gas che si diffondono sono molto pericolosi, sia per la salute in modo diretto, che per il rischio di eventuali esplosioni. Ma l'aspetto più preoccupante è che spesso non hanno odore e sono quindi impercettibili.

L'avvelenamento da monossido di carbonio si verifica quando vieni a contatto, per un lasso di tempo più o meno consistente (non bastano pochi secondi per capirci), con sistemi di riscaldamento domestico (che possono essere le vecchie caldaie, caminetti a legna o a carbone e caldaie a cherosene) che non funzionano correttamente. La pericolosità principale, come ti abbiamo anticipato, è proprio dovuta al fatto che il monossido di carbonio (CO) è un tipo di gas completamente incolore e inodore, quindi non è facile accorgersi di esserne a contatto.

I sintomi

I sintomi principali dell'avvelenamento da monossido di carbonio che tu stesso puoi osservare sono di norma:

  • cefalea (quando il libero di intossicazione è tra il 10 e il 20%)
  • nausea
  • astenia (perdita di forze, debolezza)
  • vertigini (quando si supera il 20%)
  • angina, dolore al torace
  • dispnea (respirazione difficoltosa, oltre il 30%)
  • perdita di coscienza
  • convulsioni
  • coma (tasso che supera il 60%)

Non solo, alcuni disturbi di tipo neuropsichiatrico possono comparire anche dopo alcune settimane dall’esposizione.

Le cause 

La causa dell'avvelenamento da monossido di carbonio è molto semplice. Se accade spesso è perché ci sono perdite nelle tubature degli impianti o ci si è dimenticati aperti o accesi stufe, fornelli o qualsiasi elettrodomestico che funzioni con questo gas.

La diagnosi


Non è facile da diagnosticare l'avvelenamento da monossido di carbonio, perché come avrai visto la maggior parte dei sintomi è tipica anche di tante altre patologie. Inoltre, spesso non si è a conoscenza della presenza di un malfunzionamento e quindi di gas in casa. Se però il personale medico dovesse sospettare un’intossicazione da monossido di carbonio, dovrà misurare il livello di carbossiemoglobina nel tuo sangue con un CO-ossimetro.

Altre indagini possono essere fatte con l'emogasanalisi e la pulsossimetria ma non sono sufficienti per diagnosticare in maniera definitiva un'intossicazione da CO. Questo perché la saturazione di ossigeno che mostra l'emogasanalisi verifica solo l'ossigeno disciolto e quindi non modificato dalla concentrazione di carbossiemoglobina. Mentre la pulsossimetria potrebbe non essere sufficientemente precisa.

Sicuramente un indicatore è costituito appunto dai livelli di carbossiemoglobina, ma dobbiamo anche dire che una volta terminata l’esposizione al gas, l’organismo tende a farli abbassare immediatamente. Un aiuto però possono dartelo esami come l'ECG per dolore toracico e un’analisi di eventuali sintomi neurologici, in aggiunta agli esami che ti abbiamo elencato proprio qui sopra.

La cura


La prima cura contro l'avvelenamento da monossido di carbonio consiste nel somministrare al paziente ossigeno puro tramite una maschera. Con intervento viene riservato più che altro a chi mostra manifestazioni piuttosto severe, come:

  • problemi cardiopolmonari
  • non coscienza o coscienza alterata
  • dolore al petto
  • carbossiemoglobina in concentrazioni superiori al 25%

C’è anche la possibilità dell’ossigenoterapia iperbarica ma solo in alcuni casi specifici come donne in gravidanza o sintomi di problemi neuropsichiatrici, il problema è che non è presente in tutte le strutture e talvolta può causare dei problemi.

Fonte| Ospedale Bambino Gesù

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