Bologna, a 17 anni batte un tumore alla spina dorsale e torna a camminare

Il giovane Ryan era affetto da un sarcoma di Ewing, una grave e rara forma tumorale delle ossa che gli aveva compromesso l’uso della gambe. Davanti a sé aveva il fantasma di una vita sulla sedia a rotelle, poi però è arrivata l’operazione all’ospedale ortopedico Rizzoli di Bologna: avrebbe dovuto stabilizzare la sua condizione ma Ryan, ad un tratto, ha ripreso a muovere i piedi e oggi è tornato a camminare.
Kevin Ben Ali Zinati 29 giugno 2020
* ultima modifica il 29/06/2020

“Impossibile” è una delle parole che non potrà mai più appartenere al vocabolario del giovane Ryan, il ragazzo di soli 17 anni che è riuscito battere un sarcoma di Ewing, uno dei più duri e rari tumori delle ossa, e a riprendersi ciò che perfino i medici avevano pronosticato come infattibile. Dopo che il tumore gli aveva distrutto completamente una vertebra della sua spina dorsale, dopo l’operazione all’ospedale ortopedico Rizzoli di Bologna per tentare di stabilizzare la sua condizione e i cicli di fisioterapia, Ryan oggi è tornato a camminare. “È una forza della natura” l’hanno definito gli operatori sanitari che si sono occupati di lui in questi mesi: gli stessi che hanno girato, montato e postato online un video che ne racconta la storia. E che nel giro di pochi clic ha trasformato Ryan nel simbolo della resilienza e della forza della determinazione, contro tutto e tutti.

La malattia

Ryan era stato colpito da un sarcoma di Ewing. Si tratta di una forma tumorale che, sebbene possa insorgere a qualunque età, predilige sfortunatamente i bambini e gli adolescenti. Questi tumori si sviluppano nelle ossa, in particolare nel bacino e nelle gambe e sono piuttosto rari. Pensa che in Italia ci sono meno di 100 nuovi casi ogni anno. Ryan aveva ricevuto proprio questa diagnosi e nel giro di poco tempo il tumore gli aveva distrutto completamente una vertebra della spina dorsale compromettendogli praticamente del tutto l’uso della gambe. Davanti a sé, Ryan aveva il fantasma di una vita relegata su una sedia a rotelle.

L’operazione

La famiglia di Ryan così ha preso una decisione: provare a intervenire per creare di stabilizzare la malattia. All’ospedale pediatrico Rizzoli di Bologna Ryan è stato sottoposto all’intervento e alla successiva fisioterapia. Tutto procedeva nella norma, o quasi. Perché mentre Ryan si trovava in terapia intensiva, la mamma ha notato un dettaglio minuscolo, che si è rivelato tuttavia il più importante di tutti. Non avrebbe dovuto (o potuto), ma Ryan stava muovendo l’alluce. La fisioterapia così ha accelerato i propri ritmi e lo stesso ha fatto il giovane che gradualmente è tornato a muovere l’intero piede, poi entrambi, passando le giornate tra qualche passo sorretto dagli infermieri fino alle camminate per i corridoi del Rizzoli in autonomia, con solo il deambulatore a fargli da spalla. Ci vorrà ancora un po’ di tempo ma Ryan ce l'ha fatta. ha sbugiardato tutti i pronostici. E per il giovane, oggi, tornare a camminar non è più impossibile, anzi.

Fonti | Istituto Ortopedico Rizzoli; Airc

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