Bronchiolite: sintomi e cure della malattia respiratoria dell’infanzia che può colpire anche gli adulti

La bronchiolite è una malattia respiratoria di origine virale che comunemente colpisce i bambini, ma che in rari casi può contagiare anche gli adulti. Nelle forme lievi ha gli stessi sintomi di un raffreddore e guarisce da sola, ma a volte può dare delle complicanze gravi che richiedono il ricovero in ospedale. Ecco perché è importante riconoscerne i sintomi in tuo figlio e sapere come va curata.
Paola Perria 3 Dicembre 2018
* ultima modifica il 22/10/2020

La bronchiolite è un'infezione virale acuta che colpisce il sistema respiratorio inferiore dei neonati o dei bambini che hanno meno di 2 anni, causando a volte una febbre leggera in accompagnamento ai sintomi principali della malattia, che vanno dalla tosse a difficoltà respiratorie più gravi e possono, nei casi più seri, richiedere anche il ricovero in ospedale.

Quasi sempre, se il tuo bambino si ammala di bronchiolite la colpa sarà del virus respiratorio sinciziale (VRS), che nel 75% dei casi circa è responsabile della riduzione del diametro dei bronchioli (ovvero le ultime ramificazioni dei bronchi), da cui dipendono i problemi causati dall'infezione.

Specialmente nel periodo compreso tra novembre e marzo, la bronchiolite risulta essere molto diffusa nei bambini al primo anno di vita. Tuttavia, questo non deve spaventarti troppo: tuo figlio potrebbe contrarre la malattia e guarire anche in circa due settimane senza aver bisogno di cure particolari. L'importante è riuscire a riconoscere i sintomi dell'infezione per tempo e sapere cosa fare quando il tuo bimbo o neonato dà segnali di possibili complicazioni, perché in quei casi è importante che venga curato velocemente e con il trattamento più adeguato. Inoltre, tieni presente che qualche volta la bronchiolite può colpire anche gli adulti.

Cos'è la bronchiolite

La bronchiolite è una malattia infettiva che interessa le vie respiratorie inferiori, in particolare bronchi e bronchioli, causata solitamente dal virus respiratorio sinciziale (VRS) e molto comune tra i bambini al di sotto dei 2 anni di età, specialmente tra quelli al primo anno di vita.

Più raramente, la bronchiolite può colpire anche gli adulti e può essere scatenata da altri agenti patogeni, appartenenti alla famiglia dei coronavirus, rinovirus, adenovirus, virus influenzali e parainfluenzali.

In genere la malattia ha un decorso benigno, con caratteristiche non troppo diverse da quelle di un comune raffreddore, e spesso tende a risolversi senza conseguenze in circa 12 giorni. Tuttavia, in bambini molto piccoli, nati prematuri o che presentano cardiopatie congenite, immunodeficienze o altre malattie pre-esistenti, la bronchiolite può manifestarsi in maniera più grave e dare vita a complicazioni respiratorie causate da un'ostruzione del flusso d'aria da e verso i polmoni. In questi casi può essere necessario procedere al ricovero ospedaliero del piccolo, sia per tenere attentamente monitorate le sue condizioni, come l'ossigenazione del sangue, che per sottoporlo alle cosiddette terapie di supporto, che possono includere la somministrazione di ossigeno o liquidi tramite flebo. Allo stesso modo, anche per gli adulti cardiopatici o affetti da malattie respiratorie croniche la bronchiolite può rappresentare un serio pericolo per la salute generale.

La bronchiolite si trasmette per contatto diretto con una persona infetta e la fase di contagio della malattia può durare da 6 a 10 giorni. Non devi farti prendere dal panico se tuo figlio si ammala, perché questa infezione è più comune di quanto tu possa pensare: durante il primo anno di vita circa un bimbo su 3 viene colpito dalla malattia, ma solo in pochi casi deve essere portato in ospedale.

Piuttosto, se pensi che il tuo bambino possa avere la bronchiolite, fai attenzione a eventuali segni di difficoltà respiratoria e non indugiare a chiamare il pediatra per un consulto. Inoltre, tieni presente che potrebbe contagiarti, anche se per fortuna negli adulti l'infezione si manifesta in modo simile a un raffreddore o, in alcuni casi, può addirittura essere asintomatica.

Sintomi

Inizialmente, potresti confondere i sintomi della bronchiolite per quelli di un raffreddore o di una comune influenza. In questa fase, i segnali che potresti notare nel tuo bambino dopo un breve periodo di incubazione, di circa 4-6 giorni, includono:

  • Infiammazione nasale (rinite)
  • Tosse secca
  • Naso che cola (rinorrea)
  • Febbricola
  • Mal di gola
  • Mal di testa

Successivamente la malattia raggiunge la fase acuta, che dura circa 2 giorni ed è caratterizzata da difficoltà respiratorie più evidenti: il respiro si fa più accelerato, la tosse diventa più insistente e potresti notare un suono acuto emesso durante l'espirazione, così come dei rientramenti intercostali, ovvero delle fossette che si formano negli spazi tra le costole mente il bimbo inspira. Tuttavia, in moltissimi casi il piccolo continuerà a mangiare regolarmente e non mostrerà un ulteriore aggravamento delle condizioni di salute generale, entrando poi nella fase di recupero in tempi piuttosto rapidi, nonostante alcuni sintomi come il respiro sibilante possano manifestarsi anche mentre ci si avvia verso la guarigione.

La situazione si fa invece più seria quando nel bambino o nel lattante compaiono episodi di apnea (interruzione del respiro), febbre alta, tosse convulsa e una colorazione bluastra della pelle. In presenza di questi sintomi faresti bene ad andare al pronto soccorso, dove verrà considerata la possibilità del ricovero in ospedale, necessario soprattuto in quei casi in cui viene registrato un calo dell'ossigenazione del sangue o qualora il bimbo fosse disidratato, un effetto dell'inappetenza e delle difficoltà a respirare.

Come ti accennavo, le complicanze della bronchiolite sono più probabili tanto più il bambino colpito è piccolo, ma tra gli altri fattori che ne aumentano il rischio ci sono:

  • Essere nati prematuri
  • Immunodeficienze
  • Cardiopatie
  • Malattie polmonari
  • Malattie croniche
  • Malformazioni cardiache
  • Avere avuto episodi passati di apnea

Cause

Le cause della bronchiolite, come anticipato, sono di tipo infettivo. Un agente patogeno, solitamente il virus respiratorio sinciziale VRS (ma a volte anche altri germi, come ti dicevo), entra nel corpo attraverso il naso, gli occhi o la bocca e il suo veicolo di trasmissione è rappresentato dalle goccioline di saliva (conosciute come droplet) che si “nebulizzano” nell’aria passando da un soggetto infetto a uno sano. Anche il contatto diretto – basta una stretta di mano – o con indumenti e oggetti contaminati favorisce il contagio perché il virus può sopravvivere per molte ore fuori da un organismo ospitante.

La bronchiolite può restringere il diametro dei bronchioli, riducendo le quantità di aria che passano da e verso i polmoni

La persona che sta incubando la bronchiolite, e che ovviamente è contagiosa senza saperlo, lo è soprattutto nei primi giorni dopo aver contratto il virus. La pericolosità di questa infezione è data dal fatto che può raggiungere i bronchioli, ramificazioni terminali dell’albero bronchiale, che si trovano all'interno dei polmoni, infiammandoli e restringendone il diametro e di conseguenza riducendo l’afflusso di aria. Ecco perché, a differenza di altre malattie respiratorie che non interessano i polmoni, la bronchiolite in forma severa può diventare molto pericolosa.

Nel caso degli adulti, distinguiamo pertanto la malattia respiratoria sinciziale leggera, che come abbiamo visto ha un decorso benigno in tutto simile a quello di un banale raffreddore, quando non addirittura asintomatica, da quella di grado severo, che può dar luogo a complicanze tra cui la polmonite. A rischio, come abbiamo visto, sono soprattutto gli adulti anziani, gli asmatici e tutti coloro che abbiano un sistema immunitario indebolito.

Diagnosi

Per essere certo che il tuo bambino abbia la bronchiolite dovrai portarlo dal pediatra, che si baserà sui sintomi osservati per formulare l'eventuale diagnosi. Normalmente, a prescindere dalla presenza della febbre, nei bambini una frequenza respiratoria accelerata è uno dei principali sintomi di un'infezione delle vie respiratorie inferiori.

Altri esami strumentali o di laboratorio potrebbero essere prescritti qualora le condizioni del bimbo richiedessero ulteriori approfondimenti: tra questi ci sono il tampone faringeo per ricercare il virus responsabile dell'infezione e la misurazione dell'ossigeno o della saturazione dell'ossigeno nel sangue, un aspetto dal quale può dipendere un eventuale ricovero in ospedale.

Soltanto raramente e nei casi più gravi, infine, è necessario eseguire la radiografia del torace, utile per scoprire se la bronchiolite abbia portato a complicazioni polmonari.

Conseguenze della bronchiolite

Di solito, la bronchiolite guarisce da sola e non vi sono gravi conseguenze. La maggior parte delle persone, bambini compresi, può tranquillamente rimanere a casa nella fase di guarigione e solo in alcuni casi è necessario essere ricoverati all'ospedale. Quindi non allarmarti immediatamente se riscontri in tuo figlio i sintomi che ti ho descritto, perché se la malattia è curata in maniera corretta il rischio di gravi complicanze è veramente ridotto, persino per quei casi che richiedono il ricovero. Specialmente nei più piccoli, l'apnea rientra tra le conseguenze serie più comuni ed è segno che l'infezione va trattata il prima possibile.

Come ti dicevo, la bronchiolite può risolversi nel giro di pochi giorni, ma il tuo bambino potrebbe continuare ad avere un respiro leggermente sibilante per le settimane successive. Se invece tuo figlio è particolarmente sfortunato potrebbe ritrovarsi con alcuni disturbi come insufficienza respiratoria, polmonite o asma. Questi problemi potrebbero manifestarsi addirittura due anni dopo che il bambino si è ammalato. Parlane subito con il pediatra, in modo che si intervenga al più presto.

Come si cura

In caso di bronchiolite lieve, con sintomi simili a quelli del raffreddore, proprio come per quest’ultimo non devi fare nulla di particolare se non, all'occorrenza, assumere farmaci per alleviare i sintomi più fastidiosi.

In caso di aggravamento dei sintomi o se il tuo bambino presenta i fattori di rischio di cui ti ho parlato, però, è importante chiamare il pediatra per una visita, dopo la quale lui stesso deciderà se prescrivere altri esami. La cosa importante è non trascurare i sintomi: una tosse che non guarisce e difficoltà respiratorie non vanno mai sottovalutate, anche in assenza di febbre.

In generale, il trattamento per questa malattia dipende dal grado di severità. Una bronchiolite leggera passa da sola nel giro di 7-10 giorni, senza cure particolari se non, come anticipato, il ricorso a farmaci sintomatici da banco per lenire la tosse e decongestionare il naso.

In caso di interessamento polmonare, disidratazione, pelle di colore bluastro, crisi respiratoria, o se tuo figlio rifiuta di mangiare, è invece indispensabile il ricovero in ospedale. In questi casi il protocollo terapeutico prevede la somministrazione di cortisone in vena, soluzioni idratanti ed eventuali farmaci anti virali o antibiotici (se vi è una polmonite batterica come complicanza). In casi estremi si può ricorrere all'ossigenoterapia.

In ogni caso, ricordati che qualunque malattia respiratoria va trattata in casa con misure che riducano l’infiammazione alle vie aeree. Ad esempio:

  • Umidifica l’aria negli ambienti domestici per mantenere idratate le vie respiratorie e le mucose di naso, bocca e gola
  • Assumi molti liquidi
  • Effettua dei lavaggi nasali con soluzioni saline
  • Evita il fumo anche passivo

Come prevenire la bronchiolite

Puoi evitare che il tuo bambino si ammali di bronchiolite e di altre infezioni virali adottando semplici norme di igiene e di prudenza, le stesse che in caso di contagio già avvenuto eviteranno la comparsa di altre condizioni che possono peggiorare la situazione. Ad esempio, dovresti:

  • Lavarti spesso le mani, specialmente prima di entrare in contatto con tuo figlio
  • Evitare che il tuo bambino entri in contatto diretto con soggetti affetti da disturbi delle vie aeree, anche se hanno semplici sintomi influenzali
  • Preferire l'allattamento al seno, che garantisce un adeguato apporto di liquidi
  • Lavare frequentemente il naso utilizzando una soluzione fisiologica o ipertonica
  • Evitare di fumare in casa, neanche quando tuo figlio si trova in un'altra stanza

(Modificato da Giulia Dallagiovanna il 09/07/2019
Modificato da Alessandro Bai il 5/10/2020)

Fonte| Istituto Superiore di Sanità; MSD ManualsOspedale Bambino Gesù

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