Bruciore di stomaco, con quali rimedi puoi spegnere uno dei disturbi più diffusi

È un disturbo molto fastidioso, di solito è passeggero e quindi non desta particolari preoccupazioni. La prima mossa per combattere il bruciore di stomaco è una corretta alimentazione, il ricorso ai farmaci è invece da prendere in considerazione solo se strettamente necessario e comunque sempre sotto la supervisione di un medico.
Federico Turrisi 26 Ottobre 2019
* ultima modifica il 26/10/2019

Il bruciore di stomaco, o più tecnicamente la pirosi gastrica, è un sintomo che si manifesta quando è in corso un'infiammazione della mucosa gastrica, ossia una gastrite. È una sensazione molto fastidiosa, in grado di rovinarti le giornate, ed è una condizione che può diventare anche invalidante se si presenta più volte e non viene adeguatamente trattata. Ma perché vieni colpito dal bruciore di stomaco e che cosa puoi fare per alleviare il dolore? Scopriamolo insieme.

Cause

Il disturbo che viene più frequentemente associato al bruciore di stomaco è il reflusso gastroesofageo, una condizione che si verifica quando l'acido gastrico risale in maniera spontanea verso l'esofago, infiammandone le pareti. L'altra patologia spesso collegata al bruciore di stomaco è l'ulcera peptica, che è una vera e propria lesione alla mucosa dello stomaco. In generale, il bruciore di stomaco è riconducibile a una situazione di iperacidità di stomaco. Acidità di stomaco e bruciore di stomaco sono infatti praticamente sinonimi. I motivi per cui ciò accade possono essere diversi, tra questi i più frequenti sono:

  • cattiva alimentazione, caratterizzata in particolare da un eccesso di cibi grassi e/o speziati;
  • abuso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS);
  • fumo;
  • consumo eccessivo di alcol o di caffé;
  • stress.

Sintomi

Il dolore solitamente è localizzato appena sotto al torace, alla base dello sterno, ossia alla parte superiore dell'addome (appena sotto al torace) , all'altezza della "bocca dello stomaco". La sensazione di bruciore si può estendere anche all'esofago, soprattuto nei casi di malattia da reflusso gastroesofageo. Il rigurgito tipico di questo disturbo avviene di solito dopo un pasto abbondante ad alto contenuto di grassi e per questo è sconsigliato a chi soffre di reflusso di assumere una posizione sdraiata subito dopo mangiato. A proposito del bruciore di stomaco associato al reflusso gastroesofageo potresti sentire dal medico anche il termine pirosi retrosternale, da non confondere con il dolore retrosternale che caratterizza alcune malattie cardiache come l'angina pectoris o l'infarto del miocardio.

Il bruciore allo stomaco è comunque esso stesso un sintomo della gastrite, ma può comunque essere accompagnato da altri sintomi come:

  • nausea e vomito;
  • difficoltà a deglutire;
  • alitosi;
  • tosse secca persistente.

Rimedi naturali

Se il bruciore di stomaco dovesse tormentarti puoi provare alcuni rimedi naturali. Tra questi troviamo il bicarbonato di sodio, che, sciolto in acqua, crea una soluzione basica che può essere usata per contrastare i disturbi digestivi e l'eccessiva acidità di stomaco. Per alleviare i fastidi causati dalle infiammazioni delle mucose dello stomaco possono esserti utili anche il succo di aloe vera e lo zenzero, che hanno un buon effetto antiacido. Quella che anche il latte possa aiutare ad attenuare il bruciore di stomaco è invece una leggenda metropolitana. O meglio, è in grado di dare sollievo immediato, dal momento che il latte è una bevanda alcalina che con la sua basicità neutralizza l'acidità di stomaco, ma sul lungo termine rischia di essere dannoso. Il latte, soprattutto quello intero, contiene infatti anche grassi e rallenta lo svuotamento gastrico, facendo aumentare di conseguenza il tempo di permanenza dei succhi gastrici nello stomaco.

Farmaci

Indipendentemente dall'efficacia dei rimedi "fai da te" che ti ho appena elencato, prima di prendere qualunque iniziativa è buona regola rivolgersi al proprio medico curante. I farmaci che contrastano l'eccessiva acidità di stomaco sono infatti da considerare come una soluzione di emergenza. I principali farmaci antiacidi sono il sodio bicarbonato e l'idrossido di alluminio combinato con idrossido di magnesio. Per l'acidità di stomaco causata invece dall'abuso di farmaci FANS gastrolesivi oppure da disturbi come un'ulcera gastrica o il reflusso gastroesofageo, il medico potrebbe suggerirti una terapia a base di farmaci gastroprotettori, che comprendono una vasta gamma di principi attivi: i più importanti sono il pantoprazolo, il lansoprazolo e il sucralfato. Se il bruciore dovesse diventare cronico anziché sparire dopo poco tempo, non esitare a chiamare uno specialista. Solo in questo modo è possibile, attraverso esami specifici, individuare le cause del malessere e valutare la terapia più opportuna.

Cosa mangiare

Se il tuo stomaco è già dolorante, la prima cosa da fare è non caricarlo ulteriormente di lavoro. Stai quindi alla larga dalle grandi abbuffate! L'alimentazione è molto importante nei casi di bruciore allo stomaco e se non si vuole aggravare la situazione bisogna evitare alcuni cibi e privilegiarne altri. Tra gli alimenti da tenere lontano troviamo tutto ciò che ha un alto contenuto di grassi e che quindi richiede un più lungo tempo di permanenza nello stomaco rallentando la digestione (carni e pesci grassi, formaggi erborinati come il gorgonzola, insaccati, conservati sottolio, fritti). Altri cibi da evitare sono:

  • Cibi molto ricchi di fibre, che possono risultare indigesti: zuppe di legumi, peperoni, melanzane, cetrioli eccetera;
  • Cioccolato;
  • Pomodori e agrumi, cioè cibi acidi che possono peggiorare il bruciore di stomaco;
  • Cibi piccanti;
  • Caffè, bibite gassate e alcolici.

Semaforo verde invece per tutti quegli alimenti che sono leggeri e facili da digerire come riso bianco bollito, yogurt bianco, frutta e verdura (fatta eccezione per i cibi che abbiamo segnalato nell'elenco sopra), carni bianche e pesce magro.

Fonte | Humanitas

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.