Cancro al seno: sperimentata con successo una terapia che sfrutta i nostri anticorpi

I linfociti di tipo T, già presenti nel tuo corpo, hanno il preciso compito di eliminare le cellule tumorali. Ma può capitare che una di questa sfugga ai loro controlli e la malattia inizi a diffondersi. Un gruppo di ricercatori americani ha provato ad aumentare il numero di anticorpi di una paziente e l’esperimento ha avuto successo.
Giulia Dallagiovanna 27 dicembre 2018
* ultima modifica il 26/03/2019

La cura per il cancro al seno potrebbe essere già dentro di te. Secondo uno studio del National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, i linfociti T, un gruppo di cellule che appartiene al tuo sistema immunitario, possono attaccare e sconfiggere tutte le metastasi, se prima ne viene aumentato il numero. E non si tratta solo di una serie di dati teorici: una paziente ha scelto di sottoporsi a questa terapia sperimentale e ora festeggia i suoi primi due anni libera dal tumore.

Si chiama "immunoterapia a cellule T". Su Ohga ti abbiamo spiegato come funziona l'immunoterapia contro i tumori, ma la paziente della quale ti sto parlando è la prima donna a poter affermare di essere guarita definitivamente grazie al potenziamento del suo sistema immunitario.

A 45 anni Judy Perkins aveva ricevuto una comunicazione drammatica: il suo corpo non stava reagendo alle cure contro il tumore metastatico che le aveva colpito il seno. In altre parole, le rimanevano solo pochi mesi di vita. Decide allora di sottoporsi a un nuovo tipo di trattamento, ancora in fase di studio.

Per capire la teoria che sta dietro questo esperimento, devi immaginarti una città dove la maggior parte degli abitanti vive in modo onesto e rispettando la legge, mentre alcuni di loro commettono dei reati. I primi sono le cellule del tuo corpo, che si riproducono correttamente e gli permettono di funzionare come dovrebbe.

Se una cellula subisce una mutazione, potrebbe invadere un organo vicino e diventare una metastasi

I secondi invece sono cellule che danno vita ad alcune mutazioni. In particolare possono variare due tipi di geni: gli oncosopressori, che regolano la proliferazione delle cellule, e i proto-oncogeni, che stimolano la riproduzione delle particelle del tuo corpo. Quando cambiano, non sono più in grado di sottostare alle leggi del tuo organismo.

Nella città di cui ti parlavo prima, però, esistono anche le forze dell'ordine, ovvero il tuo sistema immunitario. Se funzionano bene, questi poliziotti sono in grado di riconoscere subito le mutazioni e aggredire i criminali. Ma può capitare che una cellula con i geni variati sfugga ai controlli, si riproduca senza seguire le regole, e invada gli organi vicini. Così, si generano le metastasi.

Quello che hanno pensato i ricercatori americani è stato di aumentare il numero di agenti di polizia speciali, cioè i linfociti di tipo T, che hanno proprio il compito di eliminare quelle cellule che rischiano di trasformarsi in un tumore. Gli anticorpi sono stati prelevati dal corpo della donna, coltivati in provetta e fatti replicare miliardi di volte fino a quando non sono diventati un piccolo esercito. A questo punto, sono stati iniettati nuovamente e sono riusciti a ripulire il corpo di Judy Perkins da ogni metastasi.

Due anni dopo, gli esami della donna non riportano la ricomparsa del cancro al seno che stava per portarla alla morte.

Un'ottima notizia per la ricerca contro il tumore e per i pazienti di tutto il mondo. Ma è bene precisare che finora si tratta di un unico caso e serviranno molti altri approfondimenti prima di elaborare una vera e propria terapia, che, si spera, possa agire anche contro forme cancerogene diverse.

Fonte| "Immune recognition of somatic mutations leading to complete durable regression in metastatic breast cancer" pubblicato su Nature Medicine il 4 Giugno 2018

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