Cancro, l’immunoterapia migliora la qualità di vita e aumenta i tempi di sopravvivenza

Le cure per le neoplasie sono spesso molto aggressive e possono rendere faticosa la vita di un malato. Un recente studio ha confrontato i trattamenti con farmaci immunoterapici con la chemioterapia ed altri protocolli terapici. Il risultato? L’immunoterapia, oltre a ridurre le masse tumorali, migliora la qualità di vita.
Valentina Rorato 19 Novembre 2021
* ultima modifica il 19/11/2021

L’immunoterapia ha dimostrato di essere fondamentale per la cura dei tumori. Secondo un recente studio del Policlinico San Martino e dell'Università di Genova, pubblicato sullo European Journal of Cancer, i farmaci antitumorali immunoterapici possono aumentare i tempi di sopravvivenza, ma anche migliorare la qualità di vita dei malati. E questa può essere una svolta notevole nel trattamento di tutte le neoplasie, soprattutto quelle aggressive.

La ricerca ha analizzato 17 sperimentazioni cliniche che in totale avevano coinvolto oltre 8mila pazienti e in cui diversi farmaci immunoterapici (i cosiddetti inibitori dei checkpoint immunitari) venivano confrontati con la chemioterapia nel trattamento di differenti tumori.

Studio

Sono stati inclusi studi clinici che confrontavano l'efficacia degli ICI (inibitori programmati del recettore 1 della morte e inibitori programmati del ligando della morte 1 o inibitori citotossici dell'antigene 4 dei linfociti T, come singolo agente o in combinazione) rispetto alla chemioterapia standard (CT). E sono stati presi in considerazione gli studi che valutavano il trattamento con ICI più CT rispetto a CT da sola, mentre sono stati esclusi gli studi in cui il braccio di controllo includeva altri agenti antitumorali (come la terapia mirata e altri ICI) o il solo placebo.

"I benefici dell'immunoterapia in termini di riduzione della massa tumorale e risposta obiettiva sono ormai chiari", dice il primo firmatario dello studio Andrea Boutros, autore della ricerca. "Ma questi vantaggi non sono gli unici: c'è la capacità di stabilizzare a lungo la malattia, anche nei casi in cui non riduce il tumore. Questa caratteristica, insieme ai minori effetti collaterali, si riflette sul guadagno in termini di qualità di vita".

Il punto di maggior interesse di questa ricerca è il cosiddetto "deterioramento". Non è una misura oggettiva, ma un indicatore della qualità di vita che è il paziente stesso a riferire: "Potremmo dire che è il momento in cui una persona passa dal sentirsi una persona che, pur se affetta da tumore, è ancora in grado di condurre una vita senza particolari limitazioni a quella in cui la malattia diventa prevalente: magari non si riesce più a lavorare, non si ha più la voglia o la forza di uscire di casa, si comincia a perdere l'autosufficienza", dice Boutros.

Lo studio ha dimostrato, nonostante le differenze sostanziali a seconda del farmaco e del contesto di utilizzo, che l'immunoterapia è in grado di ampliare notevolmente il tempo che passa dall'inizio del trattamento al deterioramento e quindi il tempo vissuto con una qualità di vita ottimale nonostante la malattia.

Fonte | "Health-related quality of life in cancer patients treated with immune checkpoint inhibitors in randomised controlled trials: A systematic review and meta-analysis" pubblicato il 6 novembre 2021 European Journal of Cancer.

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