Carcinoma duttale infiltrante: come riconoscere la forma più diffusa di tumore al seno

Il carcinoma duttale infiltrante (o invasivo) è una delle più frequenti forme di tumore al seno. Si tratta di una tipologia aggressiva, che spesso dà luogo a metastasi. Per fortuna però esistono diverse possibilità di cura.
Valentina Danesi 19 Gennaio 2022
* ultima modifica il 19/01/2022

Il carcinoma è una forma tumorale che colpisce il seno e, tra tutti, il più comune è quello di tipo duttale infiltrante che rappesenta circa il 75% dei casi. Potresti sentirlo nominare anche come "invasivo" perché purtroppo tende a superare la mammella e a diffondersi ad altri organi, provocando metastasi. Per fortuna la ricerca in questo campo ha fatto progressi molto importanti e oggi è possibile tenere sotto controllo la patologia e addirittura guarire. L'importante però è intervenire il prima possibile e dunque agire soprattutto sul fronte della prevenzione, in modo da consentire una diagnosi precoce.

Cos’è


Il carcinoma duttale infiltrante è una forma di tumore al seno molto diffusa. Il termine fa riferimento al fatto che di norma ha origine nei dotti mammari, ovvero dei condotti che collegano la ghiandola mammaria al capezzolo. Sono quelli, ad esempio, che permettono il passaggio del latte. Infiltrante, invece, così come invasivo, sottolinea la sua capacità di dar luogo a metastasi.

La prognosi dipende soprattutto dallo stadio che la patologia ha raggiunto. Fino a quando rimane "in situ", ovvero ferma all'interno dei dotti, le possibilità di cura sono molto elevate. Quando invece comincia a formare metastasi il quadro si complica. Ma come ti dicevo prima, oggi esistono terapie molto avanzate che in molti casi permettono comunque di frenare la progressione. Rimane dunque fondamentale non esistare e iniziare subito con le cure e i controlli prescritti dallo specialista.

I sintomi

I sintomi del carcinoma duttale infiltrante possono variare in base allo stadio che la malattia ha raggiunto. All'inizio potrai infatti notare una secrezione o un arrossamento del capezzolo, ma anche un anomalo gonfiore dell'aureola. In seguito potrebbe subentrare anche dolore al seno e un aumento del volume dei linfonodi, che devi sempre tenere monitorati perché fungono da sentinelle per lo stato di salute del tuo corpo. Assolutamente consigliata, accanto agli esami di screening, è l'autopalpazione.

Le cause

Ad oggi non si è a conoscenza di una causa precisa che possa determinare l'insorgenza del carcinoma duttale infiltrante. Sicuramente il problema principale, come per tutti i tumori, un'alterazione nel Dna della cellula che ne provoca una replicazione incontrollata. A favorire questa situazione possono intervenire alcuni fattori di rischio, come una predisposizione genetica, ad esempio se esiste già un caso precedente in famiglia, l'età avanzata oppure l'obesità. 

La diagnosi


Per arrivare a una diagnosi di carcinoma duttale infiltrante, il primo step è come sempre la mammografia, che va ad analizzare il “corpo ” del tuo seno. E ci teniamo a ribadire che lo screening è importantissimo per scoprire queste forme tumorali già al loro inizio, quando risultano meno pericolose.

Alla mammografia, in caso di presenze sospette, si associa una risonanza magnetica per visualizzare con più precisione la zona. Infine, la biopsia, ossia il prelievo di una piccola parte di liquido, è spesso consigliata nei casi dubbi per essere assolutamente sicuri della diagnosi a cui si è giunti. Questo ultimo esame viene quindi prescritto solo quando si ha il forte sospetto che la lesione sia pericolosa, ma nessuno degli esami precedenti ha chiarito il dubbio. E può essere effettuato sia per la lesione che per le secrezioni del capezzolo.

La cura

Come ti dicevamo all’inizio dell’articolo la cura per il carcinoma duttale infiltrante dipende sia dalla tipologia che dallo stadio in cui viene scoperto. Di norma si comincia con un'operazione chirurgica, ovvero la mastectomia, per asportare la massa oppure l'intero quadrante della mammella. Viene esaminato anche il linfonodo sentinella per capire se sia necessario rimuovere anche lui. Le altre terapie consigliate sono soprattutto la radioterapia e, con minor frequenza, la chemioterapia.

Fonte| Istituto Oncologico Veneto

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.