Celiachia: in Italia diagnosi sempre più precise (e purtroppo in aumento)

La celiachia è una delle intolleranze alimentari più diffuse in Italia. Gli esami clinici che la diagnosticano sono l’analisi del sangue e in alcuni casi l’esame istologico: esami precisi che evidenziano la presenza della malattia e che determinano un cambiamento repentino nelle proprie abitudini alimentari. Una dieta senza glutine, infatti, è l’unica terapia per tenere sotto controllo questa intolleranza alimentare.
Gaia Cortese 4 febbraio 2019
* ultima modifica il 04/02/2019

La celiachia è una patologia a cui dovremo fare sempre di più l’abitudine. La buona notizia è che le diagnosi sono sempre più esatte e precise, quella meno buona è che il numero di celiaci accertati è in aumento. Secondo l’ultima Relazione annuale sulla celiachia (Dati 2017) pubblicata dal Ministero della Salute, infatti, in Italia il numero dei celiaci è in graduale aumento. Basti pensare che nel 2017 le diagnosi di celiachia sono state ben 206.561 (pari allo 0,34% della popolazione), con oltre 8 mila diagnosi in più rispetto a quelle nuove del 2016.

Cos'è la celiachia?

La celiachia è dovuta a un’intolleranza al glutine e si manifesta con un’infiammazione cronica autoimmune dell’intestino tenue. È una patologia di cui soffrono soprattutto le donne, con una percentuale intorno al 66%, e si manifesta prevalentemente in alcune regioni come Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia Romagna (al contrario, Valle d'Aosta e Molise, registrano la minor incidenza di diagnosi di celiachia). La celiachia è legata a una predisposizione genetica, in pratica “ci si nasce”, ma capita spesso che i primi sintomi e la reazione immunitaria dell’organismo, perché di questo si tratta, si manifestino quando si è ormai adulti, nella maggior parte dei casi intorno ai 20-25 anni o anche dopo i 40 anni.

La Relazione annuale sulla celiachia analizza anche la percentuale di pazienti celiaci rispetto alla popolazione: il primato spetta alla Sardegna, seguita da Toscana e Provincia Autonoma di Trento. Secondo i dati pubblicati dal Ministero, negli ultimi 6 anni sono state registrate 57.899 nuove diagnosi, in media circa 10mila all'anno.

Come si scopre la celiachia

Come scoprire se si è intolleranti o meno al glutine? Di prassi la diagnosi avviene con un’analisi del sangue che individua la presenza di specifici anticorpi, e con una biopsia dell’intestino tenue: viene fatto un prelievo di un frammento di tessuto che, attraverso l’esame istologico, serve a determinare lo stato di salute dei villi intestinali. Una volta diagnosticata la celiachia, in Italia si ha diritto, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e fino a un tetto massimo di spesa, all’erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine.

Dal 2017, con la revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), la celiachia è stata inserita tra le malattie croniche invalidanti, di conseguenza è stata garantita l'esenzione per tutte le prestazioni sanitarie e gli alimenti senza glutine per celiaci.

L'unica terapia per la celiachia, infatti, è una dieta alimentare priva di glutine. Nel 2017 il Servizio sanitario nazionale ha speso in prodotti senza glutine circa 250 milioni di euro, con una media annua nazionale di circa 1.200 euro pro capite. Inoltre dallo scorso agosto, un decreto ministeriale ha stabilito, oltre alle categorie erogabili, i nuovi tetti di spesa per l'acquisto dei prodotti in esenzione, rivalutati secondo determinati parametri come il sesso, l'età, il fabbisogno energetico, l'attività fisica praticata, le esigenze nutrizionali e i prezzi medi di mercato.

Fonte | Relazione annuale sulla celiachia (Dati 2017) pubblicata dal Ministero della Salute il 31 gennaio 2019

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