Che cos’è elettromiografia e quando è necessaria

Per valutare la funzionalità di nervi e muscoli ed elaborare diagnosi elative a diverse patologie neuromuscolari e di compressione di nervi periferici si utilizza un esame noto come elettromiografia.
Valentina Rorato 1 Febbraio 2022
* ultima modifica il 17/11/2022

L’elettromiografia (EMG) è un esame che misura la risposta muscolare o l'attività elettrica in risposta alla stimolazione di un nervo del muscolo. Il test viene utilizzato per rilevare le anomalie neuromuscolari. Ma come si esegue e chi lo deve fare?

Che cos’è

L'elettromiografia (EMG) è una procedura diagnostica per valutare la salute dei muscoli e delle cellule nervose che li controllano, i cosiddetti motoneuroni. I risultati dell'EMG possono rivelare disfunzioni nervose, disfunzioni muscolari o problemi con la trasmissione del segnale da nervo a muscolo.

I motoneuroni trasmettono segnali elettrici che provocano la contrazione dei muscoli. Un EMG utilizza minuscoli dispositivi chiamati elettrodi per tradurre questi segnali in grafici, suoni o valori numerici che vengono poi interpretati da uno specialista. Durante l’esame, un elettrodo ad ago inserito direttamente in un muscolo registra l'attività elettrica in quel muscolo.

A chi serve

Ti può servire un EMG se si hai segni o sintomi che potrebbero indicare un disturbo nervoso o muscolare. Tali sintomi possono includere:

  • Formicolio
  • Intorpidimento
  • Debolezza muscolare
  • Dolore muscolare o crampi
  • Alcuni tipi di dolore agli arti

A cosa serve

I risultati dell'EMG servono per aiutare a diagnosticare o escludere una serie di condizioni come:

  • Disturbi muscolari, come la distrofia muscolare o la polimiosite
  • Malattie che colpiscono la connessione tra il nervo e il muscolo, come la miastenia grave
  • Disturbi dei nervi esterni al midollo spinale (nervi periferici), come la sindrome del tunnel carpale o le neuropatie periferiche
  • Disturbi che colpiscono i motoneuroni nel cervello o nel midollo spinale, come la sclerosi laterale amiotrofica o la poliomielite
  • Disturbi che colpiscono la radice del nervo, come un'ernia del disco nella colonna vertebrale

Rischi

L’ elettromiografia è una procedura sicura e i rischi sono rari. Potrebbe manifestarsi un piccolo sanguinamento o infezione e lesioni nervose quando viene inserito un elettrodo ad ago. Inoltre, quando i muscoli lungo la parete toracica vengono esaminati con un elettrodo ad ago, c'è un rischio minimo, ma che va tenuto in considerazione, che possa causare la fuoriuscita di aria nell'area tra i polmoni e la parete toracica, causando il collasso di un polmone (pneumotorace).

Preparazione all’esame

La preparazione all’esame è semplice e poco invasiva. Prima di tutto, chiedi al medico se è necessario interrompere l'assunzione di farmaci da prescrizione o da banco. Poi, ricordati di fare una doccia poco prima dell'esame per rimuovere gli oli dalla pelle. E soprattutto non applicare lozioni o creme.

Informa, poi, il neurologo che condurrà l’esame se hai un pacemaker o qualsiasi altro dispositivo medico elettrico, se prendi farmaci che fluidificano il sangue e soffri di emofilia, un disturbo della coagulazione del sangue che causa un'emorragia prolungata.

Come si esegue

La procedura inizia posizionando gli elettrodi di superficie in vari punti della pelle a seconda di dove si verificano i sintomi.  Quando lo studio è in corso, questi strumenti a volte trasmettono una piccola corrente elettrica che potresti sentire come una fitta o uno spasmo. L'elettrodo ad ago può, invece, causare disagio o dolore che di solito termina poco dopo la rimozione dell'ago stesso.

Il neurologo, che valuterà se c'è qualche attività elettrica spontanea quando il muscolo è a riposo e il grado di attività quando si contrae leggermente il muscolo, ti darà delle indicazioni da seguire (potresti dover cambiare posizione). Finito l’esame, potrebbero comparire dei piccoli e lievi lividi dove è stato introdotto l’elettrodo ad ago.

Fonte | Mater Domini; Gruppo San Donato

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