Che cos’è il defibrillatore cardiaco sottocutaneo e come funziona

Il defibrillatore cardiaco sottocutaneo è costituito da un generatore di impulsi, tipicamente posizionato nella regione pettorale, e serve per per monitorare il ritmo cardiaco e rilevare battiti cardiaci irregolari. Inoltre, può fornire scariche elettriche tramite uno o più fili collegati al cuore in caso di necessità.
Valentina Rorato 18 Giugno 2021
* ultima modifica il 18/06/2021

Un defibrillatore cardiaco sottocutaneo è un dispositivo elettronico che monitora costantemente il ritmo cardiaco. Quando rileva un’anomalia, potenzialmente fatale, fornisce energia al muscolo cardiaco, affinché torni a battere a un ritmo normale. A chi serve e come funziona?

Defibrillatore cardiaco sottocutaneo

Che cos’è

Il defibrillatore cardiaco sottocutaneo, noto anche come defibrillatore cardioverter impiantabile (S-ICD), è un piccolo dispositivo elettronico collegato al cuore (dimensione 8×7 centimetri). Viene utilizzato per monitorare continuamente e aiutare a regolare i problemi elettrici potenzialmente veloci e, soprattutto, potenzialmente letali con il cuore. Ha le dimensioni di un cronometro e viene posizionato sotto la pelle.

Esistono due tipologie di defibrillatori impiantabili:

  • ICD trans venoso;
  • ICD sottocutaneo o S-ICD.

Come funziona

Il defibrillatore cardiaco sottocutaneo ha un funzionamento apparentemente elementare, ma in realtà è un dispositivo complesso e sofisticato. Consiste in un generatore di impulsi e fili, chiamati conduttori. Il generatore di impulsi contiene la batteria e un minuscolo computer. Uno o più fili conduttori collegano il generatore  a posizioni specifiche nel cuore. Quando subentrano dei ritmi irregolari, che possono essere pericolosi, provenienti dalle camere inferiori del cuore, si attiva con una stimolazione che corregge un ritmo veloce e favorisce un battito cardiaco normale o uno shock (defibrillazione) che ripristina il ritmo cardiaco per prevenire l'arresto cardiaco improvviso. E non è tutto, perché è anche in grado di registrare e memorizza le informazioni sul ritmo cardiaco e sulle terapie affinché il medico possa esaminarle.

Questo strumento può funzionare anche come un pacemaker di base, se necessario. Come mai? Può succedere che dopo una defibrillazione il cuore batta troppo lentamente. E così questo piccolo computerino è dotato di un pacemaker "di riserva", che può stimolare il cuore a battere più velocemente fino al ritorno del normale ritmo cardiaco. E, ovviamente, può assumere questa funzione tutte le volte che la frequenza cardiaca scende sotto la soglia di frequenza preimpostata.

Quando serve

Il defibrillatore cardiaco sottocutaneo serve alle persone che hanno avuto un arresto cardiaco improvviso dovuto a fibrillazione ventricolare. Potrebbe essere consigliato l’impianto anche dopo una perdita dei sensi a seguito di un'aritmia ventricolare o se sono presenti condizioni cardiache ereditarie. In linea di massima, è necessario per coloro che sono ad alto rischio di arresto cardiaco a causa di un'aritmia ventricolare. Ciò include le persone con insufficienza cardiaca che hanno problemi con la contrazione del cuore, come una frazione di eiezione ventricolare sinistra anormale.

Procedura di impianto

La procedura di impianto dovrebbe avvenire in anestesia locale, ma sarà il medico a valutare, in regime ambulatoriale. Verranno effettuate 2 o 3 incisioni che permettono di posizionare e collegare al cuore il dispositivo. Da un punto di vista tecnico, sarà effettuata un’incisione della cute sulla parte sinistra del torace, sotto l’ascella, dove verrà alloggiato il dispositivo (sotto il muscolo grande dorsale, che fungerà da tasca), poi ci sarà una seconda piccola incisione all’estremità inferiore dello sterno che consente il posizionamento dell’elettrodo sottopelle. A questo punto l’elettrodo dovrà essere collegato al defibrillatore e saranno effettuati dei test, per verificare il funzionamento. La procedura potrebbe durare dalle 2 alle 4 ore,

Fonte | Auxologico

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