Che cos’è il singhiozzo, quel disturbo fastidioso che ti colpisce nei momenti meno opportuni

Sei a un colloquio o a un’importante riunione di lavoro e sul più bello ti si scatena il singhiozzo. Ti sarà capitato di sussultare emettendo un suono fastidioso con la bocca e soprattutto di non riuscire a calmarti? Lo sai quali sono le cause di questo riflesso?
Valentina Rorato 19 Maggio 2020
* ultima modifica il 08/06/2020

Il singhiozzo può essere davvero imbarazzante. Capita nei momenti meno opportuni e se nei bambini strappa sempre un sorriso, negli adulti è semplicemente fastidioso. È caratterizzato dall'emissione, con la bocca, di piccoli suoni strani e incontrollati, ma ha origine molto più in giù: parte, infatti, dal diaframma. Vediamo insieme che cos’è e perché si manifesta.

Che cos'è

Il singhiozzo non è un verso che fai con la bocca, anche se l’effetto finale è un po’ quello. È causato dal diaframma, un muscolo a forma di cupola che si trova tra i polmoni e lo stomaco. Normalmente, il diaframma si abbassa quando inspiri per far entrare aria nei polmoni, quindi si rilassa quando espiri in modo che l'aria possa rifluire dai polmoni al naso e alla bocca. Quando qualcosa però irrita improvvisamente questo muscolo, si crea uno spasmo che ti costringe a risucchiare aria in gola. Quest’aria fa vibrare le corde vocale e sei costretto a emettere il famigerato suono “hic hic hic”.

Le cause

Sicuramente adesso ti stai chiedendo quali siano le cause che possono irritare il diaframma. Devi sapere che alcune sono fisiche, altre sono emotive, perché l'irritazione effettiva si verifica nel nervo che collega il cervello al diaframma. Potrebbe quindi manifestarsi a seguito di:

  • Mangiare troppo o troppo velocemente
  • Forte nervosismo o eccitazione
  • Bere bevande gassate o troppo alcool
  • Stanchezza
  • Un improvviso cambiamento di temperatura
  • Inghiottire l'aria mentre succhi caramelle o mastichi gomme
  • Gonfiore allo stomaco
  • Pianto forte e tosse

E poi, nei casi più gravi, potrebbe essere il sintomo di una malattia:

  • Ictus o tumori cerebrali che coinvolgono il tronco encefalico
  • Traumi al cervello
  • Meningite ed encefalite
  • Danni al vago o al nervo frenico
  • Assunzione di farmaci che possono causare reflusso acido come effetto collaterale

Sintomi

Il singhiozzo è il sintomo di una contrazione del diaframma. Quindi come abbiamo detto prima ti obbligherà a emettere un suono ritmico con la bocca, spesso accompagnato da un sussulto. Nelle persone sane è un meccanismo fisiologico che può durare qualche secondo o, al massimo, qualche minuto.

Singhiozzo nei neonati

Il singhiozzo nei neonati si manifesta con una certa frequenza e non ha nulla a che vedere con la respirazione. I pediatri sono convinti che sia collegato all’alimentazione (per l'esattezza con la suzione) o a un raffreddamento. È considerato innocuo se non si dimostra troppo persistente da interferire con l'allattamento e la regolarità del sonno. I bambini con malattia da reflusso gastroesofageo tendono a singhiozzare più frequentemente. In linea di massima, questo piccolo fastidio tende a regolarizzarsi (e quasi a scomparire) dopo l’anno. Come aiutare il neonato con il singhiozzo? Parlane con il pediatra e valuta, se prende la formula, un cambio di latte. Inoltre, se lo spasmo non si risolve da solo entro qualche minuto puoi offrirgli dell’acqua o attaccarlo al seno. Lo aiuterà a rilassarsi. Un altro modo per calmare il singhiozzo è posizionarlo sulla tua spalla (quindi in una posizione semi-verticale) e cercare di fargli fare un ruttino.

Rimedi naturali

I rimedi naturali per far sparire il singhiozzo sono numerosi, ma non ci sono prove scientifiche del reale funzionamento. Tuttavia, si crede che trattenere il respiro o respirare in un sacchetto di carta possa essere d’aiuto: entrambe le tecniche fanno sì che l' anidride carbonica si accumuli nei polmoni, il che potrebbe rilassare il diaframma. Ovviamente, non deve essere un trattamento prolungato, bastano pochissimi secondi perché i rischi sono elevati. Tra i metodi noti ci sono anche:

  • bere un po’ d’acqua
  • spaventarti o sorprenderti
  • usare sali profumati
  • succhiare una caramella
  • Mettere qualche goccia di limone sulla lingua

Qual è il migliore? In realtà devi cercare di rilassarti o distrarti e dunque prova quello con cui ti senti più a tuo agio. Ovviamente, tutti questi suggerimenti non sono adatti ai neonati e agli anziani con problemi di deglutizione.

Quando preoccuparsi

Il singhiozzo raramente preoccupa, perché tende a scomparire da solo molto velocemente. Devi preoccuparti se diventa frequente, cronico e persistente (dura più di 3 ore), se influenza il tuo sonno, se interferisce con l’alimentazione, se causa vomito, reflusso o se compare con altri sintomi, come il dolore addominale, la mancanza di respiro o la febbre.

Fonte| Humanitas

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