Chi è guarito non contagia più, anche se il tampone resta positivo: l’importante studio coreano

I risultati sono stati comunicati dal Centro di prevenzione e controllo della malattie coreano: dai campioni prelevati da 285 pazienti non è stato possibile ottenere nessuna particella virale che fosse in grado replicarsi e provocare un’infezione.
Giulia Dallagiovanna 20 maggio 2020
* ultima modifica il 20/05/2020

Una notizia di cui si aveva già il sospetto, ma che ora è stata confermata e fa davvero tirare un sospiro di sollievo: chi è guarito dal Covid-19 non è più contagioso, anche se il tampone lo indica come ancora positivo. Lo ha spiegato in un comunicato il Centro di prevenzione e controllo delle malattie della Corea del Sud. E questo non è altro che il risultato di uno studio più ampio dal quale era già emerso come non esistessero casi di reinfezione da Coronavirus, ma solo falsi positivi.

Significa insomma che una volta che sono scomparsi i sintomi, si è guariti sul serio, anche senza dover attendere di negativizzarsi ufficialmente. Una scoperta che diventa ancora più importante se si pensa ad alcuni casi così incredibili da essere apparsi per giorni sui quotidiani, come quello della modella Bianca Dobroiu, rimasta positiva per oltre due mesi. Ed è una news che fa ben sperare anche per chi, e succede non di rado, scopre di essere tornato positivo dopo diversi tamponi negativi.

Insomma, l'analisi che ha coinvolto 285 pazienti ha dimostrato come in nessun caso la traccia del virus rilevata potesse essere coltivata in vitro. Non riusciva dunque e replicarsi e questo significa che era morta, inattiva, incapace di provocare di nuovo un'infezione.

Le tracce di virus rilevate non possono essere coltivate in vitro e dunque sono inattive

Se dunque si risulta clinicamente guariti, e il proprio organismo ha sviluppato gli anticorpi specifici in risposta al SARS-Cov-2, non si rappresenta più un'eventuale minaccia per le altre persone. Per questo motivo, in Corea del Sud stanno già pensando di rivedere i protocolli di sicurezza per permettere alle persone di tornare al lavoro in tempi più rapidi. Naturalmente, indossando sempre le mascherine e mantenendo il metro di distanza, perché non si è ancora certi rispetto a quanti giorni, mesi o anni possa effettivamente durare l'immunità acquisita.

Fonte| "Findings from Investigation and analysis of re-positive cases", comunicato stampa del Korean Center for Disease Control and Prevention, pubblicato il 19 maggi0 2020

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