Cina, mappato il genoma del virus misterioso: appartiene allo stesso genere della Sars

Non è uguale alla Sindrome acuta respiratoria grave che provocò oltre 700 morti, ma sarebbe un suo parente abbastanza stretto. Al momento, 41 persone sono ricoverate per polmonite e si è già registrato un primo decesso. Ora però si conosce il Dna dell’agente patogeno, i cui dati sono stati depositati in una banca dati internazionale in modo che i ricercatori di tutto il mondo possano studiarlo.
Giulia Dallagiovanna 13 gennaio 2020
* ultima modifica il 13/01/2020

Non è Sars, però è molto probabile che sia un suo parente abbastanza stretto. Il virus misterioso che sta circolando in Cina, di cui molto probabilmente avrai sentito parlare spesso in questi ultimi giorni, è stato finalmente studiato e ne è stato mappato il genoma. Non solo, ma la comunità scientifica internazionale ha fatto pressioni sulle autorità del Paese affinché i dati emersi fossero accessibili dai ricercatori di tutto il mondo. Lo scopo è quello di unire le menti e arrivare al più presto a dare un nome definitivo a questo nuovo agente patogeno, in modo da individuare anche una cura o un vaccino efficaci. E infatti sono stati resi noti attraverso la rivista scientifica Science, che riporta quanto ha appreso dalla Wuhan Health Commission, creata proprio per indagare sulla recente epidemia.

Ma facciamo un breve riassunto per capire meglio quale sia la situazione attuale. A partire da dicembre, nella città di Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei e situata nell'area centrale della Cina, si sono registrati diversi casi di polmonite. Per la precisione, da allora 41 persone sono state ricoverate in ospedale e 7 di loro riversano in condizioni gravissime. Due giorni fa si è anche registrato il primo decesso. Fin da subito è apparso chiaro come si trattasse di una patologia nuova, provocata da un virus non ancora individuato. La mente però è corsa immediatamente alla Sars, la Sindrome acuta respiratoria grave che tra il 2002 e il 2003 aveva provocato addirittura 744 morti. Come potrai immaginare, è stato subito panico, e non solo in Cina.

Anche se dall'inizio di gennaio non sono stati registrati nuovi contagi, i ricercatori sanno bene che in queste situazioni il tempo diventa davvero d'oro e arrivare al più presto a una conoscenza dell'agente patogeno è l'unico modo per scongiurare una nuova epidemia di quelle dimensioni. Così, si sono messi subito al lavoro, anche se il Paese interessato non lasciava trapelare le notizie molto volentieri. Quello che però fino a questo momento sembrava piuttosto evidente è che l'infezione non si trasmette da essere umano a essere umano, anche se ci sono 700 persone che vengono tuttora tenute sotto osservazione dopo che sono entrate in contatto con i malati.

Al momento sembra che il contagio non avvenga da uomo a uomo, ma sarebbero responsabili le bestie selvatiche

Il focolaio sembra piuttosto aver avuto origine dal mercato cittadino, che tutti i pazienti avevano frequentato e dove venivano vendute anche bestie selvatiche. Il primo gennaio le autorità locali ne hanno infatti disposto la chiusura, come riporta anche il sito dell'Organizzazione mondiale della Sanità. L'11 gennaio, però, è arrivata la notizia che tutti stavano aspettando: gli scienziati cinesi sono riusciti a mappare il genoma del virus. Ne hanno letto cioè la carta d'identità e hanno depositato i dati nella GenBank, una banca dati pubblicamente accessibile e utilizzata dalla comunità scientifica internazionale proprio per lo scambio di informazioni simili, in modo che possano essere interpretati.

Cosa si conosce dunque finora del virus, oltre al suo Dna? Prima di tutto, come già si sapeva, appartiene alla specie dei Coronavirus, ovvero quelli che provocano infezioni respiratorie a livello delle vie aeree superiori. Non sono tutti così pericolosi, dal momento che in questa categoria rientrano anche quelli influenzali e quelli che sono all'origine dal raffreddore. È vero però che fa parte anche la Sars di cui ti parlavo prima e che questo nuovo non sembra essere per nulla innocuo. Dopo la pubblicazione dei dati, in ogni caso, il primo a rompere il silenzio è stato il professor Andrew Rambaut, biologo evoluzionista presso l'Università di Edimburgo, che in un tweet ha confermato come si tratti di un agente patogeno simile all'89% ai Sarbecovirus, all'interno dei quali si trovano i Betacoronavirus, cioè la famiglia della Sindrome acuta respiratoria grave.

Per questa ragione, si pensa che anche in questo caso c'entrino i pipistrelli come primi veicoli del virus, proprio come accade per i principali ceppi di Sars. La teoria quindi è che le persone siano state contagiate dopo essere entrate in contatto con le bestie selvatiche presenti al mercato, ma si tratta al momento ancora di un'ipotesi tutta da verificare.

Nel frattempo, le autorità cinesi stanno contenendo l'epidemia esercitando controlli severi su chi parte e chi arriva da Wuhan, perciò al momento il rischio che arrivi anche in Europa è molto limitato.

Fonti| "Chinese researchers reveal draft genome of virus implicated in Wuhan pneumonia outbreak", pubblicato su Science l'11 gennaio 2020; Organizzazione mondiale della Sanità

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