Cistite emorragica: le cause e le possibili complicanze di un’infezione più complessa della comune cistite

La cistite emorragica è un’infiammazione della mucosa della vescica che causa dolore ed ematuria, ovvero la presenza sangue nelle urine. Può causare sintomi lievi ed altri più seri e, soprattutto se non trattata, può degenerare in complicanze molto serie. La durata è legata alla gravità della condizione stessa, che si risolve con una dieta priva di determinati cibi e, all’occorrenza, seguendo una terapia antibiotica.
4 Marzo 2021 * ultima modifica il 04/03/2021

La gravità della cistite emorragica varia in relazione al tipo di causa che la scatena, pertanto è caldamente consigliato rivolgersi ad un medico che aiuti a capire la natura della stessa nel caso in cui il disagio si protragga a lungo.

Cistite emorragica

Cos’è

La cistite emorragica, a differenza di una cistite semplice, coinvolge i capillari della sottomucosa della vescica, provocando l’eliminazione di sangue attraverso l’urina (ematuria).

La cistite emorragica può derivare da infezioni della vescica di natura batterica, virale o micotica, o svilupparsi come complicanza del trattamento al cancro, come radiazioni e chemioterapia. L’incidenza associata alla chemioterapia va dal 10% al 35% dei casi totali di cistite emorragica, e si sviluppa solitamente entro due giorni dal trattamento, mentre nel caso di radiazioni potrebbe svilupparsi anche nei mesi successivi.

Cause

La cistite emorragica può avere natura differente e di conseguenza una durata diversa: tende ad essere una condizione acuta quando è causata da infezioni, e quindi a risolversi più semplicemente e in minor tempo. Se diagnosticata tempestivamente e prontamente trattata, la cistite di tipo infettivo tende a risolversi con maggior facilità e con minori complicanze successive. La cistite emorragica diventa cronica e grave quando è causata da chemioterapia e radiazioni: la risoluzione della stessa è più difficile e le complicanze possono essere più serie e permanenti.

Le infezioni che possono causare la cistite emorragica sono indotte dalla presenza di alcuni virus:

  • Adenovirus;
  • Polyomavirus;
  • virus dell’herpes;
  • Citomegalovirus;
  • virus JC;

Anche i batteri possono causare l’infezione:

  • Escherichia coli;
  • Staphylococcus saprophyticus;
  • Proteus mirabilis;
  • Klebsiella.

In casi più rari, invece, il processo infettivo potrebbe scatenarsi a seguito di malattie parassitarie o da infezioni fungine.

La cistite emorragica cronica è spesso dovuta all’utilizzo di farmaci chemioterapici (ciclofosfamide e ifosfamide), nello specifico agenti alchilanti, che quando vengono scomposti dal corpo producono l’acroleina: questa viene filtrata dal sangue e dai reni e accumulata nella vescica, condizione che irrita il rivestimento della stessa provocando infiammazione, dolore e ulcere in grado di causare gravi emorragie.

Anche la radioterapia è collegata alla cistite, specialmente nei pazienti che ricevono radiazioni pelviche come per il trattamento di tumori uterini, della vescica o della prostata.

Tra le altre cause che possono rappresentare un fattore di rischio per la cistite emorragica possiamo trovare:

  • sistema immunitario compromesso (solitamente dopo trapianti o nei pazienti con leucemia o linfomi);
  • uso prolungato di antibiotici;
  • tumore alla vescica;
  • trombocitopenia.

Sintomi

I sintomi della cistite emorragica possono includere:

  • disuria (difficoltà, irregolarità e dolore nell’emissione di urina);
  • sensazione di incapacità nello svuotare totalmente la vescica;
  • perdita di controllo della vescica, quindi incontinenza;
  • frequenza urinaria e urgenza urinaria;
  • nicturia (esigenza di urinare spesso durante la notte);
  • stanchezza dovuta all’anemia;
  • dolore o fastidio nella parte inferiore dell’addome;
  • ematuria (sanguinamento).

In base alla quantità di ematuria si determinerà la gravità della cistite emorragica:

  • primo grado: ematuria microscopica, aumento minimo di frequenza, urgenza, disuria, nicturia e incontinenza;
  • secondo grado: ematuria visibile, moderato aumento di frequenza, urgenza, disuria, nicturia e incontinenza;
  • terzo grado: ematuria visibile con piccoli coaguli;
  • quarto grado: sanguinamento visibile con grossi coaguli che bloccano il tratto urinario e richiedono la rimozione, con intervento urgente indicato.

In base alla combinazione tra la portata del sanguinamento e il dolore addominale, si può inoltre parlare di condizione lieve, moderata o grave.

Uno schema riassuntivo dei principali sintomi di una cistite.

Diagnosi

La corretta diagnosi di cistite emorragica avverrà solamente dopo un consulto di un medico che per prima cosa valuterà la storia clinica dietro ogni paziente: occorrerà un elenco dei farmaci che si stanno assumendo ed eventuali dettagli di trattamenti per il cancro o procedure di trapianto avute.

La valutazione dei sintomi della vescica è il passo seguente, quindi la frequenza e quantità di urina, il senso di svuotamento incompleto, un flusso scarso o intermittente. Successivamente potranno essere richiesti esami del sangue, esami delle urine e urinocoltura per identificare infezioni o anemie. Se necessario può essere prescritta anche un’ecografia, una tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica per immagini per esaminare la vescica e il tratto urinario e trovare eventuali coaguli di sangue.

Nel caso in cui il medico volesse esaminare più attentamente il rivestimento della vescica, l’esame da eseguire è la cistoscopia, ossia l’inserimento di un tubo con telecamera attraverso l’uretra: attraverso questo esame è possibile anche effettuare una biopsia per prelevare un campione di tessuto da esaminare o trattare le aree di sanguinamento con il laser.

Terapia

In caso di cistiti in generale esistono delle accortezze che si possono adottare per cercare di non peggiorare la condizione infiammatoria, come idratarsi molto e bere molta acqua, ed eliminare cibi che potrebbero aumentare l’irritazione. La dieta dovrebbe evitare cibi come cioccolato, zuccheri semplici e carboidrati raffinati, spezie, formaggi e insaccati, bevande zuccherate e gassate, e soprattutto caffè e .

Un trattamento tempestivo, invece, con farmaci e irrigazione della vescica, può aiutare a gestire il dolore e prevenire danni permanenti: potrebbe presentarsi il rischio di urosepsi, una proliferazione di batteri che causa un’infezione grave del tratto urogenitale, oltre ad un blocco del tratto urinario.

La terapia dipende dalla gravità e dalla causa di cistite emorragica, e può comprendere:

  • idratazione;
  • irrigazione della vescica con soluzioni saline;
  • antidolorifici;
  • farmaci per rilassare i muscoli della vescica;
  • farmaci per controllare l’emorragia;
  • trasfusioni di sangue in caso di anemia;
  • terapia antibiotica, antivirale o antifungina in caso di cistite di natura infettiva;
  • ossigenoterapia iperbarica nel caso di post radiazioni per facilitare la guarigione dei tessuti.

Nei casi cronici si può ricorrere ad un intervento chirurgico, nonostante sia sempre mantenuto come ultima risorsa, in quanto potrebbero esserci complicanze. Gli interventi eseguibili sono:

  • cistotomia aperta, ovvero l'inserimento temporaneo nella vescica di garze e farmaci topici per bloccare il sanguinamento;
  • deviazione urinaria permanente;
  • embolizzazione dell’arteria vescicale: chiusura di alcune arterie coinvolte nell’emorragia;
  • cistectomia: rimozione della vescica.

La cistite emorragica causata da trattamenti di chemioterapia si può anche cercare di prevenire riducendo il tempo di esposizione della vescica all’acroleina. Questo può avvenire tramite somministrazione di sodio mercaptoetansolfonato (mesna), agevolato dall’assunzione di molti liquidi e diuretici per facilitare il passaggio dell’acroleina dalla vescica.

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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