Colon irritabile: ecco come si presenta una malattia che spesso viene sminuita

Una malattia intestinale cronica intermittente che impatta fortemente sulla qualità della vita della persona, il colon irritabile è un disturbo senza un’apparente causa organica, caratterizzato da dolore, stitichezza o diarrea, e fortemente dipendente da stress, ansia e depressione. Non sminuirla, il colon ti sta parlando!
Dott.ssa Roberta Kayed Medico chirurgo
23 luglio 2019 * ultima modifica il 23/07/2019

“Sei solo un po’ stressato”, “Dai, non hai niente, sarà qualcosa che hai mangiato”, “Sei proprio un malato immaginario!”.  Queste sono solo alcune delle frasi che, chi soffre di colon irritabile, si è sentito dire almeno una volta nella vita. Un po’ come si dice “occhio non vede, cuore non duole”, nel caso del colon irritabile potremmo dire “medico non vede, malattia non esiste”: questo perché la malattia non è causata da nulla che si possa “toccare con mano” (nessun polipo, tumore, nessuna fistola, niente di niente), ma ciò non significa che il disturbo non vada riconosciuto e trattato in maniera adeguata.

Infatti, il colon irritabile, o Irritable Bowel Syndrome (IBS), è una malattia veramente comune ai giorni d’oggi che può provocare molto disagio in chi ne è colpito, prevalentemente le donne adolescenti e le giovani adulte. Insomma, prenditi cura del tuo intestino perché se è vero che fa un lavoro per te sporco, qualcuno lo deve pur fare.

Colon irritabile: cos’è

Il colon irritabile è una malattia intestinale cronica così comune, da essere quella più frequente negli ambulatori di gastroenterologia ma che, paradossalmente, ha caratteristiche poco definite. Si definisce "funzionale" perché non è causata da qualcosa di "anatomico" ben definito.

Si presenta con:

  • Alterazioni delle abitudini intestinali (alvo): stitichezza, diarrea o entrambe
  • Dolore addominale

Il colon irritabile impatta fortemente non solo su chi ne è colpito, ma anche sulla spesa sanitaria a causa del numero elevato di visite, esami e ricoveri.

Perché? In fondo è solo un po’ di “colite”, dirai tu. Ecco i motivi:

  • È una malattia cronica, che si manifesta ciclicamente e senza una causa apparente
  • È responsabile di frequenti visite, esami e ricoveri: esami del sangue, esami delle urine, delle feci, ecografie, radiografie, colonscopie ecc
  • È correlata a stress, ansia, depressione e somatizzazioni (dolori muscolo-scheletrici, mal di testa, fatica, disturbi sessuali, fibromialgia, dolori mestruali e dismenorrea)

Nonostante ciò, non è stato ancora validato un trattamento specifico, se non quello diretto al controllo dei sintomi e, ahinoi, molti pazienti spesso fanno i conti con uno scarso supporto nei loro confronti, imbattendosi in atteggiamenti sminuenti e di abbandono da parte dei medici e della società.

Le cause del colon irritabile

Il colon irritabile è una malattia funzionale, cioè non dipende dalla presenza di una causa anatomica, ma da una varietà di condizioni interagenti tra di loro. Sebbene si siano fatti molti passi in avanti per capire come mai alcune persone sviluppino questa fastidiosa sindrome, la conoscenza di tutti i meccanismi d’azione è ancora parziale. Tra le cause del colon irritabile vengono prese in considerazione:

  • Alterazione della motilità gastrointestinale: immagina l’intestino come un tubetto di dentifricio, il plesso mioenterico e i muscoli della parete intestinale come le tue dita che spingono per svuotarlo e il dentifricio come le feci. Nel colon irritabile la frequenza e l’intensità di attivazione del plesso mioenterico e di contrazione muscolare sono aumentate nei casi di diarrea e rallentati in quelli di stitichezza.
  • Infiammazione, ipersensibilità e iperalgesia (aumento della sensazione di dolore) viscerale: insomma, l’intestino è sofferente, è infiltrato microscopicamente di globuli bianchi e diventa più sensibile a stimoli altrimenti innocui
  • Microbiota intestinale alterato: la comunità di batteri che normalmente abita il nostro intestino è fondamentale per la salute dell’organismo e del nostro sistema immunitario, ma nel colon irritabile queste comunità sono alterate e sbilanciate verso malassorbimento, produzione di gas e distensione addominale
  • Alimentazione e intolleranze: i sintomi del colon irritabile sono maggiori in quelle persone che presentano anche intolleranze ai grassi dei prodotti caseari (latte e formaggi), al glutine e al fruttosio
  • Stress, ansia e depressione: ebbene sì, chi si reca dal medico per i sintomi del colon irritabile è più probabilmente una persona con disturbi d’ansia, depressivi o ipocondriaci. Hai mai sentito il modo di dire “l’intestino è il secondo cervello?” Vuol dire che ciò che succede nel cervello si ripercuote sull’intestino. I sintomi del colon irritabile nelle persone ansiose o depresse potrebbero dipendere da un’alterata funzione dell’asse intestino-cervello, un sistema fisiologico immunitario e neuro-ormonale che coordina e influenza reciprocamente le funzioni del cervello e dell’intestino, in modo tale che un evento dell’uno si ripercuota sull’altro, e viceversa.

I sintomi del colon irritabile

 I sintomi principali del colon irritabile sono l’alterazione delle abitudini intestinali (stitichezza, diarrea o entrambe) e il dolore addominale. Vediamoli nello specifico:

  • Stitichezza: si può manifestare con aumento della consistenza delle feci, diminuzione del calibro, dolore, defecazione infrequente e anche resistenza ai lassativi
  • Diarrea: feci poco o per nulla formate, associate all’urgenza di andare in bagno e aumento della frequenza
  • Urgenza alla defecazione dopo i pasti: è comune sia con diarrea sia con stitichezza
  • Dolore: a volte scatenato dai pasti e alleviato dalla defecazione, il dolore è spesso diffuso, più intenso nel basso addome a sinistra (sede del colon discendente, sigma e retto). Quando si presenta in maniera acuta, spesso insorge su un dolore vago preesistente. È importante sottolineare che un dolore dovuto a raccolte di aria nella zona del colon a sinistra, vicino alla milza, potrebbe essere scambiato per un dolore toracico o addominale superiore.

Esistono poi altri sintomi, non per forza sempre presenti, ma che non vanno sottovalutati: dovere correre al bagno nei momenti meno opportuni o provare dolore quasi di continuo non sono proprio il massimo della qualità della vita.

  • Mucorrea: perdita di muco chiaro o bianco con le feci
  • Bruciore di stomaco e dispepsia: è una sensazione vaga e aspecifica di pesantezza, sazietà precoce, nausea, vomito e senso di gonfiore
  • Nausea o vomito
  • Diminuzione della libido o dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia)
  • Aumento della frequenza e dell’urgenza urinaria
  • Peggioramento dei sintomi nel periodo pre-mestruale
  • Fibromialgia: malattia caratterizzata da dolori muscolo-scheletrici aspecifici e mal definibili
  • Sintomi legati allo stress

La diagnosi del colon irritabile

Nonostante i grandi progressi nello studio delle cause e dei meccanismi d’azione della malattia, la diagnosi del colon irritabile rimane una diagnosi di esclusione: si pone solamente dopo aver escluso altre malattie intestinali organiche (ad esempio Morbo di Crohn, retto-colite ulcerosa, diverticolite, tumori).

La diagnosi di colon irritabile si basa su:

  • Raccolta della storia clinica e dei sintomi: abitudini alimentari, viaggi, stress, ansia, depressione, attività fisica, farmaci, interventi chirurgici, tipo del dolore presente, frequenza e forma delle feci
  • Esame fisico
  • Test di laboratorio: come gli esami ematici, delle urine, esame microscopico e parassitologico delle feci
  • Test strumentali, se necessari: come ecografia addominale, radiografie del tubo digerente o colonscopia

Per la diagnosi di colon irritabile si utilizzano i cosiddetti Criteri di Roma IV e la Scala di Bristol, per i quali i sintomi di alterazione delle abitudini intestinali e di dolore:

  • Sono insorti per la prima volta da più di 6 mesi
  • Si presentano per almeno 1 giorno alla settimana durante gli ultimi 3 mesi
  • Sono associati a due o più dei seguenti criteri: correlazione con la defecazione (possono aumentare o rimanere invariati con essa), modifiche della forma delle feci o modifiche della frequenza della defecazione

In base alla presentazione clinica, il colon irritabile si classifica in 4 forme, anche se un gran numero di pazienti può cambiare categoria nel corso del tempo.

  • Forma C: stitichezza prevalente (Constipation)
  • Forma D: diarrea prevalente
  • Forma M: mista, stitichezza e diarrea alternate
  • Forma U: non classificata (Unclassified), i sintomi non possono essere riferiti a nessuna delle altre forme

Purtroppo, può capitare che i sintomi del colon irritabile possano essere gli stessi di altre malattie intestinali oppure che si possano aggiungere a esse, ad esempio:

  • Disturbi intestinali funzionali, cioè senza causa: diarrea e stipsi funzionali
  • Malattia celiaca
  • Intolleranza al lattosio
  • Malattia infiammatorie croniche intestinali: Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa

In questi casi delicati è difficile fare subito una diagnosi precisa senza avvalersi di altri esami, anche invasivi (come la colonscopia).

Infine, esiste una scala (la Irritable Bowel Syndrome Severity Scoring System) che raccoglie informazioni sulla gravità del dolore e l’impatto dei sintomi sulla vita di tutti i giorni.

Le cure per il colon irritabile

 Le cure per il colon irritabile sono diverse, e possono consistere in:

  1. Terapia psicologica
  2. Terapia farmacologica per controllare i sintomi
  3. Terapia alimentare

Terapia psicologica

 A riprova della forte relazione fra il colon irritabile e le problematiche di tipo psicologico (ansia e depressione), l’American College of Gastroenterology sostiene e incoraggia l’intervento psicologico come terapia per il colon irritabile.

Gli studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che la psicoterapia cognitivo-comportamentale e psicodinamica possono aiutare a controllare la malattia e i sintomi, con un’efficacia comparabile agli antidepressivi.

Ulteriori studi sono comunque in corso per comprendere appieno il ruolo dei processi psicologici implicati nella malattia, come la percezione soggettiva della malattia, le errate strategie di gestione dello stress e l’ipersensibilità viscerale.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica del colon irritabile è utilizzata per il controllo e la neutralizzazione dei sintomi in acuto e varia in base alla forma presente – stitichezza, diarrea o mista-.

Si utilizzano, secondo il bisogno, delle medicine per aumentare o diminuire la velocità del transito intestinale e per trattare così la stitichezza e la diarrea.

In aggiunta possono essere impiegati farmaci per il dolore, antibiotici intestinali, fermenti lattici e probiotici e antidepressivi.

L’alimentazione per il colon irritabile

Cosa mangiare con il colon irritabile

Molte persone sono interessate a modificare le proprie abitudini alimentari al fine di controllare i sintomi.

Purtroppo, a causa della natura del colon irritabile e dell’indeterminatezza rispetto ai meccanismi d’azione specifici, anche le misure dietetiche non sono assolute, nel senso che alcuni accorgimenti potrebbero funzionare per la stitichezza e non per la diarrea, oppure dovrebbero essere utilizzati con attenzione nelle forme miste o non classificate.

Rimane comunque il fatto che nessun accorgimento dietetico è stato confermato come trattamento alimentare d’elezione: si usa il buon senso, si avanza per tentativi e si escludono gradualmente gli alimenti irritanti, caso per caso.

Ad esempio, alcuni sintomi del colon irritabile possono essere scatenati dall’ingestione di lattosio o glutine perciò, anche se all’inizio i test di laboratorio per le intolleranze alimentari possono essere negativi, è bene comunque eliminare tali alimenti o preferire quelli che non contengono le sostanze irritanti.

Vediamo gli alimenti maggiormente chiamati in causa.

  • Fibre: potrebbero migliorare sia i sintomi della diarrea sia della stitichezza.

Ad ogni modo, il dibattito sui benefici dei supplementi di fibre è ancora controverso visto che il 40-70% dei pazienti migliorano anche solo con il placebo, mentre in altri studi si è dimostrata l’assenza di beneficio con le fibre o gli agenti formanti massa.

L’assunzione dovrebbe sempre essere personalizzata alle esigenze particolari (ad esempio, per alcuni l'ingestione di più fibre potrebbe peggiorare il gonfiore e il disagio).

D'altra parte dobbiamo ricordare che una dieta povera di fibre e scorie non dovrebbe essere perseguita come obiettivo a lungo termine.

  • Bere acqua nei casi di stitichezza.
  • Probiotici: anche per i probiotici è poco chiaro quali siano i pazienti che potrebbero beneficiarne e in quali forma e dosaggio. Alcuni studi propendono per la classe dei Bifidobacterium.

Colon irritabile: cibi da evitare

  • Cibi grassi come la carne e i formaggi
  • Caffeina che aumenta l’ansia e il riacuirsi dei sintomi
  • I legumi dovrebbero essere limitati nei casi di distensione addominale e gonfiore, anche se poi i legumi sono fonte di fibre (di cui ti parlavo prima) e non dovrebbero essere eliminati a vita
  • Lattosio, fruttosio, glutine e carboidrati fermentabili: potrebbe essere utile diminuirli nei casi concomitanti di intolleranze alimentari o celiachia
  • Comportamento durante i pasti: possono peggiorare i sintomi alcuni comportamenti a tavola come bere l’acqua durante i pasti, non masticare sufficientemente, mangiare velocemente mentre si parla (si ingoia aria che gonfia poi lo stomaco), assumere cibi speziati, piccanti e fritti.

Fonti|Dr. AlduiniKristen R.W, et al. (2018) Irritable Bowel Syndrome, Am J NursMedscape

Medico-Chirurgo, specializzanda in Psicoterapia, lavora da diversi anni negli ambulatori di Medicina Generale. Insieme alla pratica clinica quotidiana e alla specializzazione, altro…
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