Colpo d’aria: sintomi, rimedi e come prevenirlo

Il colpo d’aria può interessare quasi tutte le regioni del tuo corpo e verificarsi in molte situazioni, anche in estate se ti esponi al getto diretto dell’aria condizionata troppo bassa. Muscoli, addome e arti sono tra le parti più colpite, ma nei casi più severi il colpo d’aria può trasformarsi in congelamento. Vediamo come intervenire in tutte queste situazioni.
Paola Perria 18 ottobre 2018
* ultima modifica il 23/06/2020
Con la collaborazione del Dott. Mauro Martini medico di Medicina Generale

Non coprirsi a sufficienza quando fuori le temperature precipitano, può rappresentare un serio pericolo per il nostro corpo, in particolare per le parti più esposte, come il viso e gli arti.  È in agguato il colpo d'aria, definizione generica per una serie di improvvisi disturbi che possono coinvolgere parti del corpo diverse. Muscoli e articolazioni, pelle e mucose, sono particolarmente vulnerabili alle basse temperature, perché il sistema immunitario è meno reattivo e la circolazione sanguigna deficitaria.

Ricorda che il corpo tende a conservare il calore nelle regioni vitali, in particolare il cuore, per questa ragione le zone periferiche, come la tua testa e in particolare le orecchie e il naso, le mani e i piedi, possono andare incontro ad un deficit di ossigenazione a causa del ridotto afflusso sanguigno.

Un colpo d'aria può quindi avere delle conseguenze di natura muscolare o dermatologica, ma può colpire anche regioni meno esposte del tuo corpo, come l'apparato digerente o la schiena, se non coperte a sufficienza o esposte a fonti di freddo improvvise, come può accadere anche in estate a causa dell'aria refrigerata del condizionatore diretta sul tuo corpo accaldato. Abbiamo chiesto al dottor Mauro Martini, medico di Medicina generale, quali siano le possibili conseguenze del colpo d'aria.

I sintomi del colpo d'aria

Un colpo d'aria può avere ripercussioni su diverse parti del tuo corpo, a seconda delle zone più esposte. Se, ad esempio, la fonte fredda è un getto di aria condizionata o il gelo che penetra dal finestrino della macchina o dalla porta basculante di un locale, e che colpisce un lato del tuo corpo, puoi sperimentare sindromi dolorose come torcicollo o contrattura muscolare, persino una emiparesi del viso (dovuta a temporaneo "congelamento" dei nervi facciali), emicrania o infiammazione oculare. Se la sorgente fredda colpisce le tue spalle o la tua schiena allora potrebbe provocarti una bella lombalgia o addirittura una lombosciatalgia con interessamento del nervo sciatico, e persino il "colpo della strega".

Attenzione al gelo che colpisca il tuo stomaco, soprattutto se in fase digestiva. La conseguenza potrebbe essere una congestione, con rischi persino per la tua vita. Ma all'orizzonte ci sono anche diarrea, coliche addominali e renali, cistiti e in generale infezioni alle vie urinarie. Altro "bersaglio" del colpo d'aria sono le dita di mani e piedi, che possono ricoprirsi di geloni, bozzi violacei e pulsanti che possono diventare necrotici se trascurati. Attenzione anche alle orecchie e al naso, ugualmente possibili "vittime" del colpo d'aria che causano infiammazione della pelle, congestione nasale e possibilità di sviluppare otiti per le orecchie.

Il torcicollo può essere un sintomo del colpo d’aria alla testa

Ma vediamo più nel dettaglio cosa comporta per testa, schiena e occhi subire un colpo d'aria.

Il colpo d'aria alla testa

Se in inverno esci senza una sciarpa che ti protegga il collo, o se in estate lasci che l'aria condizionata colpisca direttamente la nuca, a un certo punto avvertirai come un blocco. Non riuscirai più a muovere il collo e la testa ti farà male. Avrai infatti preso un colpo d'aria.

Significa che i tuoi muscoli sono andati in sovraccarico di lavoro, per riuscire a mantenere la tua temperatura corporea abituale che in quel momento viene messa a rischio. Ma se già soffrivi di cervicale o avevi un problema alle vertebre, anche senza che ne fossi a conoscenza, l'eccesso di attività manda in blocco tutto il sistema, che si irrigidisce per autodifendersi. Un'armatura, in sostanza.

Colpo d'aria alla schiena

Esattamente come avviene per il colpo d'aria alla testa, anche quando il freddo colpisce la schiena i muscoli si irrigidiscono e quella zona del tuo corpo di farà male. Per rimediare, la prima cosa da fare è mettere una coperta e riscaldare dall'esterno la parte dolente.

Sicuramente dovrai stare a riposo per qualche tempo, per permettere ai muscoli di rilassarsi di nuovo, ma per facilitare le operazioni potrebbe essere utile un massaggio o una pomata adatta alle contratture.

Colpo d'aria all'occhio

Quando le temperature scendono, diminuisce anche la percentuale di umidità presente nell'aria. Così, se i tuoi occhi vengono colpiti da un freddo intenso, si congestioneranno le ghiandole lacrimali che non produrranno più liquido per mantenere lubrificato il bulbo oculare.

Il primo sintomo del colpo d'aria all'occhio è infatti la secchezza e la disidratazione. La mancata lubrificazione genera fastidio e dolore, ma può anche provocarti gonfiore e occhiaie. Il consiglio è quello di tenere una fialetta di lacrime artificiali sempre con te per ogni evenienza.

Ipotermia e congelamento: come intervenire

La possibilità che il semplice colpo di aria si trasformi in una minaccia per la vita è decisamente remota. Ma in alcune situazioni limite, che possono, però, verificarsi nella vite di tutti noi per ragioni imponderabili, può accadere anche questo e bisogna sapere come intervenire per evitare il peggio.

Il mal di schiena può essere un sintomo del colpo d’aria

Come intervenire in caso di congelamento

Cominciamo con il congelamento. Cos'è tecnicamente? Colpisce, in genere, gli arti o le zone periferiche del corpo a causa di una prolungata esposizione diretta al freddo, inteso come gelo, o a seguito di ipotermia.

In principio la zona congelata appare arrossata, fredda al tatto e si può percepire un lieve formicolio. Successivamente la colorazione diventa pallida, come accade quando il sangue non circola più, morbida al tatto, intorpidita. Se l'esposizione al gelo perdura, allora il congelamento va ad interessare anche gli strati più profondi della pelle fino ad intaccare i muscoli, le ossa o le articolazioni sottostanti producendo danni che potrebbero essere irreversibili.

Che fare in caso di sospetto congelamento? Naturalmente cercare di riscaldare la parte colpita, ma attenzione, non in modo diretto e violento! Si deve ripristinare la circolazione in modo graduale, ma se anche dopo questo tentativo la pelle rimane fredda a inerte, o si formano delle vesciche, è necessario richiedere l'intervento del medico o chiamare il 118. Importante, quando a congelarsi sono i piedi, evitare di camminare mentre sono insensibili, perché questo potrebbe provocare ulteriori danni.

Come intervenire in caso di iportermia

Veniamo all'ipotermia, che subentra quando la temperatura interna del corpo si abbassa eccessivamente. Può verificarsi in soggetti sani, ma più facilmente in chi abbia già una condizione generale di salute non ottimale, ad esempio cardiopatici o chi sia affetto da insufficienza renale. Abuso di alcool e/o farmaci possono anch'essi favorire un'ipotermia. Naturalmente le cause più logiche sono esposizioni al freddo prolungate: immersioni in acque gelide, nella neve o in ambienti ghiacciati. Vi sono tre gradi di ipotermia:

  • ipotermia lieve (fino a 34°C)
  • ipotermia moderata (fino a 30°C)
  • ipotermia grave (sotto i 30°C)

Si interviene chiamando i soccorsi, soprattutto per ipotermia severa e se la persona è in stato di incoscienza. Nel frattempo bisogna cercare di ripristinare il calore nella zona centrale del corpo, affinché il cuore non smetta di battere. Se il soggetto è bagnato, si deve asciugare e gli si devono togliere gli indumenti umidi, va bene un lieve massaggio con una coperta o qualcosa di asciutto, avendo l'accortezza di non esporre la persona ad una fonte di calore eccessiva per non provocare uno shock termico. Chi è cosciente può essere rifocillato con bevande calde e zuccherate. In ogni caso non farti prendere dal panico e chiama subito i soccorsi o fatti aiutare a farlo.

Come prevenire il colpo d'aria

Ma con il buon senso! Controlla le previsioni del tempo prima di uscire di casa e se è previsto un brusco calo delle temperature, abbigliati di conseguenza. Usa con discernimento l'aria condizionata, sia in casa che in macchina, e quando entri ed esci da ambienti con differenti temperature, copri le parti esposte, specie se sei sudato.

Un occhio disidratato può essere un sintomo del colpo d’aria

Attenzione ai bagni in acqua gelata, in particolare se ti senti poco in forma o hai mangiato da poco, e attenzione a non restare per troppo tempo immobile al freddo o esposto a fonti fredde (incluso il succitato getto di aria condizionata). E se senti che le tue mani, o i tuoi piedi, stanno diventando insensibili e sei in un ambiente freddo, muovili per riattivare la circolazione.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Mauro Martini, medico di Medicina generale con oltre trent’anni di esperienza, quali fossero le possibili conseguenze del colpo d’aria:

Molto dipende dall’età della persona e dalle sue condizioni fisiche in generale. Bisogna infatti tenere sempre ben presente che non esiste una regola fissa per ciascun paziente, ma per ogni diagnosi si deve considerare anche il soggetto che si ha di fronte. 

Alcune persone, per esempio, hanno già avuto problemi respiratori, soffrono di bronchiti croniche o altre patologie delle prime vie aeree. In questi casi il colpo d’aria può riacutizzare alcune patologie già presenti. Altri individui, invece, hanno come punto debole l’apparato muscoloscheletrico e possono insorgere problematiche di tipo infiammatorio-irritativo, a livello appunto di muscoli e ossa.  

Con il termine ‘colpo d’aria’ infatti possiamo intendere diverse cose. E in alcuni casi può anche causare problematiche abbastanza serie. Per questa ragione, le persone dovrebbero imparare ad autogestirsi e a conoscersi a fondo, in modo da sapere quali sono i loro punti deboli ed evitare di cadere nell’errore di non proteggersi.

Fonte | "I libri della salute. Le malattie del freddo". A cura di Silvia Finazzi

(Modificato da Giulia Dallagiovanna il 19/02/2018)

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