Come riconoscere l’eritema e quando dovresti rivolgerti a un medico

L’eritema può essere l’effetto collaterale di una giornata passata al sole senza la dovuta protezione o il sintomo di una malattia infettiva o dermatologica. Nella maggior parte dei casi, non è nulla di grave, anche se prurito, pizzicore e calore possono rendere questo disturbo molto fastidioso.
Valentina Rorato 14 gennaio 2020
* ultima modifica il 14/01/2020

Un arrossamento della pelle è spesso definito eritema e tende a comparire e a scomparire con la pressione delle dita. Può essere causato da sole, da un forte stress o da un’allergia. Potrebbe essere anche il sintomo di una malattia, come quelle esantematiche dei bambini.

Cos'è l’eritema

L’eritema è una reazione cutanea, caratterizzata da un forte rossore. Se hai la pelle molto chiara, sai bene che l’esposizione al sole senza un’adeguata protezione solare non solo ti mette a rischio scottatura, ma può provocarti un fastidioso eritema. È quello sfogo, con macchie estese rosse, che se premi con le punta delle dita svanisce. Può anche insorgere a seguito di una forte emozione, per esempio la tensione prima di un esame o l’agitazione che ti può cogliere quando devi parlare davanti a un pubblico: decolleté e guance paonazze sono il sintomo fisico del tuo stress.

L'eritema può essere limitato a una specifica area o diffuso in più distretti del corpo, soprattutto se è una reazione allergica. Come puoi capire, esistono diversi tipi di eritema in base alla causa. Puoi dunque distinguere in:

  • Eritema comune: il più noto è l'eritema solare, spesso è lo stadio che precede una scottatura e può essere accompagnato da prurito, edema, bruciore e febbre.
  • Eritema multiforme: causato dal virus dell’herpes simplex o dalla somministrazione di farmaci.
  • Eritema nodoso: causato da infezioni come la mononucleosi, patologie del tessuto connettivo quali il lupus, colite ulcerosa, malattia di Crohn, malattia di Bechet e gravidanza.
  • Eritema passivo: causato da fenomeni di stasi venosa. È caratterizzato da cianosi e abbassamento della temperatura locale. È tipico di disturbi quali cianosi, sindrome di Raynaud, livedo reticolare e cutis marmorata.

Le cause

Le cause dell’eritema possono essere fisiche, psichiche o infettive. Molto spesso è causato da un’intossicazione, che può essere alimentare, alcolica o farmacologica. Talvolta invece è il sintomo di una malattia, come quelle esantematiche tipiche dei bambini (rosolia, morbillo e varicella). Ecco dunque le patologie cui si può associare:

I sintomi

Il sintomo dell’eritema per eccellenza è il rossore, che può essere diffuso o a macchie. Inoltre, potrebbe essere accompagnato anche da:

  • prurito
  • bruciore o pizzicore
  • desquamazione cutanea
  • febbre
  • sensazione di calore
  • vertigini
  • nausea

I rimedi

I rimedi dipendono dal tipo di eritema. Da un punto di vista farmacologico sono indicati gli antibiotici in caso di infezione batterica, gli antistaminici per le reazioni allergiche e gli antinfiammatori o antidolorifici se c’è tanto dolore. Ovviamente, è vietato fare il fai da te: prima di assumere qualsiasi terapia devi chiedere il consiglio del tuo medico di base o del tuo dermatologo.

Per quanto riguarda i rimedi naturali, è estremamente indicata l’aloe vera, che ha proprietà antinfiammatorie. Il gel da applicare sulla zona arrossata ti darà immediatamente sollievo. È utile anche un impacco a base di camomilla, nota per le proprietà calmanti e lenitive. Prepara un infuso e fallo raffreddare. Poi effettua delle spugnature con questo liquido. In alternativa puoi utilizzare il burro di karitè puro. Non ha un buon profumo, ma è un unguento efficace soprattutto sugli arrossamenti. Se proprio l’odore ti dà fastidio, mescola il burro con un po’ di olio di mandorle dolci.

Quando rivolgersi a un medico?

L’eritema nella maggior parte dei casi è un disturbo benigno, che si risolve in qualche ore. Se però è la conseguenza di un’ustione, hai la febbre alta o è associata a sintomi quali vomito e disorientamento, il consiglio è quello di rivolgersi al medico o andare direttamente al Pronto Soccorso.

Fonti | John Hopkins; Humanitas

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