Come si lavano i denti? Ecco i consigli del dentista

L’igiene orale è la base della salute della bocca. Tenere i denti puliti può essere una pratica noiosa, ma al giorno d’oggi anche la tecnologia ci viene incontro per facilitare la cura quotidiana di denti e cavo orale. Lo spazzolino da solo spesso non basta (soprattutto se usato male). Ecco quindi un vademecum su come lavare i denti.
Dott.ssa Simona De Stefano Perfezionata in Endodonzia e Odontoiatria Restaurativa
2 maggio 2019 * ultima modifica il 22/09/2020

Lavare bene i denti non è solo utile ad evitare le solite paternali del dentista che, come il più classico dei cliché, ci esorta puntualmente a pulire meglio, ma significa effettivamente prevenire le principali patologie che affliggono la nostra bocca. Infatti, anche se può suonare scontato, l’unica arma a nostra disposizione per limitare allo stretto indispensabile la sedia del dentista è… lo spazzolino! Questo strumento tanto comune quanto sottovalutato (e spesso misconosciuto) raramente viene adoperato come si dovrebbe, col risultato che il paziente nella maggior parte dei casi, accumula placca e tartaro compromettendo la salute dei denti.

Sarebbe buona norma, quindi, farsi aiutare dal proprio dentista o dall’igienista a capire la tecnica di spazzolamento più appropriata e ad impararla, magari prendendosi un po’ di tempo per chiedere consigli sulle quotidiane manovre di igiene orale, come quale dentifricio scegliere, come passare il filo senza lesionarsi la gengiva ogni volta, se comprare o meno lo spazzolino elettrico..

Certo, non sarà la più entusiasmante delle conversazioni ma, parola di dentista, se c’è un modo per mantenere la propria bocca sana, è proprio una buona igiene quotidiana.

Come scegliere spazzolino per i denti

Prima regola: conosci la tua bocca

 Spazzolino dentale adatto

Il primo passaggio per lavare i propri denti al meglio è senz’altro acquistare uno spazzolino adatto alle proprie esigenze. Quando entriamo in farmacia e vediamo scaffali ricolmi degli spazzolini più disparati, con ogni tipo di forma e colore, e ci chiediamo quale sia la differenza, è importante sapere che: no, non vanno bene tutti; che no, lo spazzolino più accattivante non è necessariamente il migliore e che  non sempre tanta varietà è solo un’altra trovata di marketing. Le nostre bocche infatti non sono tutte uguali, come non lo sono le nostre esigenze. In linea di massima un soggetto sano dovrebbe usare uno spazzolino di taglia media a setole medie, ma dal momento che questa non è la regola, è sempre bene chiedere al proprio dentista.

Ma… lo spazzolino elettrico non è migliore?

Lo spazzolino elettrico

Se si dovesse scegliere la domanda più inflazionata dal dentista, probabilmente sarebbe questa. La risposta è molto semplice: no, non è migliore, ma è sicuramente più pratico. Lo spazzolino manuale, infatti, richiede alla base una tecnica, che, per quanto semplice, va applicata sempre, a prescindere da quanto tempo si abbia a disposizione, da quanto si sia stanchi, da quanto ci si annoi al pensiero. Il risultato è che dei canonici 2 minuti che occorrerebbe dedicare allo spazzolamento, il tempo si riduce, in media, ad una ventina di secondi, magari anche impiegati nel modo sbagliato. Filo, neanche a parlarne. Il risultato sono accumuli di placca e tartaro che, come sappiamo, sono alla base delle gengiviti, della carie e della parodontite. Per questo motivo nei pazienti meno inclini all’uso corretto dello spazzolino, così come nei bambini, è consigliabile quello elettrico. Questo ovviamente non vuol dire che lo spazzolino elettrico funzioni in tempi record, perché il tempo di spazzolamento resta comunque più elevato della media dei pazienti, ma, se non altro, quei secondi dedicati saranno meglio spesi.

Parallelamente allo spazzolino elettrico, è stata sviluppata una versione più innovativa, che si serve di una tecnologia sonica rivelatasi più efficace. I modelli sonici creano micro movimenti pulsanti ad alta frequenza che generano un flusso di acqua capace di pulire spazi interdentali: in parte ricorda proprio un idropulsore. In questo modo è possibile eliminare il biofilm batterico dagli spazi più difficili, in genere quelli interdentali,  dove, ovviamente, lo spazzolino normale non riesce a muoversi con facilità. L’azienda produttrice sostiene addirittura che 6 minuti al giorno di questo strumento sostitutiscano anche il filo interdentale, ma poiché sappiamo che difficilmente il paziente laverà i denti per due minuti, raccomandiamo comunque il filo!

Filo interdentale e idropulsore

Il filo. Croce di ogni paziente (e di ogni dentista). E indispensabile? la risposta è sempre sì. Lo spazzolino, come insegnato dalle più note pubbilicità, non penetra negli spazi interdentali, per cui questo resta il solo strumento in grado di pulire tra i denti. Ottima alternativa è il super-floss o lo scovolino, che però non può essere usato in tutti i casi, quindi è d’obbligo il solito consiglio del dentista!

Poi c’è l’idropulsore, noto ai pazienti come “doccetta gengivale”. Già questo dovrebbe far capire una cosa, anzi due: spara acqua ovunque e non è un sostituto dello spazzolino. Infatti molti credono che sia sufficiente usare questo idrogetto per pulire i denti ma non è così: per quanto il getto sia percepito come “violento”, non è in grado di rimuovere la placca una volta che questa è adesa al dente. L’idropulsore va usato come complemento dello spazzolino per rimuovere i residui interdentali che difficilmente vengono intercettati dalle setole, soprattutto in zone dove si ha difficoltà a passare il filo. Ha senso solo se usato 3/4 volte al giorno, altrimenti ha efficacia solo sulla placca recente.

Scegli anche il dentifricio ideale

Quasi sempre l’acquisto della pasta dentifricia avviene in modo casuale al supermercato, viene condizionata dalle offerte, dal sapore, dal bel sorriso dell’attrice di turno nella pubblicità, e perché no, dall’effetto che si spera di ottenere, come nel caso dei dentifrici “sbiancanti”. In realtà qui vale un discorso molto simile a quello degli spazzolini: i dentifrici rispondono alle specifiche esigenze del paziente. Accanto al dentifricio quotidiano per il paziente sano, si trova quello indicato nei casi di ipersensibilità dentinale, o quello con azione antinfiammatoria. Ma allora quale scegliere?

In genere è utile valutare la presenza del fluoro ed evitare quelli con granulometrie più spesse (es:gli sbiancanti) perché hanno forte azione abrasiva sui denti. Per dettagli maggiori vale la solita: chiedere al proprio dentista di fiducia.

Quante volte al giorno lavare i denti

La regola suggerisce di rispettare un minimo di 3 passaggi di spazzolino al giorno:  ovvero dopo colazione, pranzo e cena. Non è sbagliato, si può dire che è giusto spazzolare i denti dopo ogni assunzione di cibo. In questo si neutralizza il prima possibile l’azione cariogena di alcuni cibi.  Ma di base è importante che non trascorrano più di 8 ore tra uno spazzolamento e l’altro, dato che in questo tempo, in media, la placca inizia ad aderire maggiormente alla superficie del dente e i cristalli di calcio iniziano a precipitare dando luogo alla formazione del tartaro.

Anche in questo caso, la domanda più frequente dopo invito a spazzolare i denti più spesso è “dottore ma io lavo i denti anche 5 volte al giorno”. Il punto non è la quantità, ma il metodo, meglio 3 volte spazzolando bene che 10 pulendo male: passare lo spazzolino sui denti è cosa ben diversa dal pulire i denti!

Quando spazzolare i denti: subito dopo aver mangiato?

I denti si lavano dopo ogni pasto o spuntino, ma è meglio aspettare 30 minuti prima di iniziare con le operazioni. Questo vale soprattutto se dopo il consumo di cibi con elementi acidi come agrumi o bibite gasate: il movimento dello spazzolino potrebbe aumentare l’effetto dannoso di questi fluidi sullo smalto. Nel frattempo per tamponare l’azione acida di queste sostanze è buona norma sciacquare la bocca con acqua semplice.

Per quanto tempo lavare i denti?

Il buon uso di questo strumento si basa anche sulla durata dello spazzolamento. Soprattutto se si usa uno spazzolino manuale bisogna lavare i denti per almeno due minuti. Un buon consiglio: ascoltare una canzone preferita che duri il tempo indicato.

Talvolta si tende a ridurre il tempo del lavaggio a causa di gengive dolenti e denti sensibili. Questi problemi possono essere legati a diverse patologie dello smalto o dei tessuti molli, quindi la soluzione è sempre una visita dal dentista e non la riduzione del tempo di spazzolamento.

Come lavare i denti. Spazzolino: istruzioni per l’uso

Arriviamo alla chiave di volta dell’igiene domiciliare, quella che svelerà una volta per tutte come lavare bene i denti: il movimento da applicare.

Il primo, grande segreto sta nell’andamento  dello spazzolino, che NON è orizzontale: è sbagliato spazzolare i denti muovendo la mano avanti e indietro lungo mandibola e mascella: in questo modo l’unica cosa che riuscirete ad ottenere è l’abrasione del colletto dentario seguito da una recessione gengivale.

Il movimento corretto è sempre verticale e va dalla gengiva al dente. Molto importante è non muovere lo spazzolino sfruttando la forza dell’avambraccio, ma usando un movimento rotatorio del polso: in questo modo si evitano danni alle gengive e si otterrà la forza giusta a rimuovere la placca.

Seconda regola: lavare tutti i denti su tutt’e due le superfici (interna ed esterna) più quella occlusale nel caso di premolari e molari (unico caso in cui il movimento sarà orizzontale).

Terza regola: osservarsi. Se non guardate i vostri denti, non capirete mai dove si accumula la placca e dove è necessaria più attenzione.

Ricorda, infine, di spazzolare anche la lingua: si tratta della zona su cui si annida la maggior parte delle colonie batteriche e quella principalmente responsabile dell’alitosi, per la quale vale la pena investire 15 secondi in più..

Abrasioni del colletto: quando spazzolare troppo è un problema

Se investite molto tempo a lavare i denti e nonostante ciò vi si sono formate delle antiestetiche aree marroncine o giallastre nella zona cervicale del dente, con tanto di gengiva “ritirata” e sensibilità spiccata al freddo, probabilmente vi siete procurati un trauma da spazzolamento. Per quanto l’aspetto dello spazzolino sia del tutto innocuo, le sue setole hanno un potere abrasivo se adoperate per troppo tempo e con forza eccessiva. Rivolgetevi subito al dentista.

Lavare i denti non basta: filo interdentale e collutorio

Proprio così. Spazzolare bene i denti è un buon punto di partenza per ridurre i rischi di carie e tartaro, una delle cause principali di parodontite. Ma non è sufficiente: per ottenere il miglior risultato possibile è necessario passare il filo interdentale minimo una volta al giorno.

Questo è indispensabile per eliminare gli ultimi residui di cibo negli spazi interdentali e scongiurare la placca in ogni angolo. Inoltre l’uso di un buon collutorio può aiutare a diminuire le probabilità di carie e altri disturbi gengivali grazie all’azione detergente e antibatterica. Non trascurabile è l’effetto di freschezza balsamica e il sollievo per chi soffre di alitosi.

Cosa fare se proprio non puoi lavare i denti

Non sempre è possibile curare l’igiene orale come si converrebbe e ci si può trovare nella condizione di non poter lavare i denti a causa di viaggi o per motivi di lavoro. Questa è una condizione abbastanza comune e anche piuttosto critica non solo per la salute orale, ma anche per i rapporti sociali, al punto da provocare in alcuni soggetti ansia e imbarazzo per lo sviluppo di alito pesante. Come risolvere in questi casi? In primo luogo sono molto utili i kit di igiene orale da viaggio, piccoli e facili da portare anche in borsa, nel caso in cui si sia del tutto impossibilitati ad usare lo spazzolino, è possibile aiutarsi con dei chewing-gum a base di xilitolo, o col collutorio.

Odontoiatra laureata col massimo dei voti alla facoltà di Odontoiatria dell’Università Federico II di Napoli con una tesi sperimentale in patologia altro…