Come si prende il virus del West Nile e quando preoccuparsi

Le zanzare sono vettori di molte infezioni, dalla più famosa malaria alla meno nota Zika. Ogni estate, torna a spaventare la popolazione italiana il virus West Nile, ma bisogna davvero avere paura? Scopriamo insieme come si prende, come si cura e soprattutto quale accortezze adottare per prevenirlo.
Valentina Rorato 27 Agosto 2020
* ultima modifica il 07/09/2020

La febbre del West Nile è un’infezione virale, provocata da una zanzara. La maggior parte delle persone infettate non sviluppa sintomi o ne ha solo di minori, come febbre e lieve mal di testa. Tuttavia, alcune persone possono essere colpite da complicanze letali, come encefalite e meningite. Ecco perché è molto importante fare attenzione alle zanzare, usando un repellente e indossando indumenti che coprano la pelle.

Che cos’è

La febbre West Nile è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae, diffuso soprattutto in Africa, in Asia occidentale, in Europa, in Australia e in America. Quest’infezione si può manifestare a seguito di una puntura di una zanzara infetta (più frequentemente del tipo Culex). Non si trasmette quindi da persona a persona. A rischio Wnv, oltre gli uomini ci sono anche gli altri mammiferi, soprattutto i cavalli, e in alcuni casi anche cani, gatti e conigli.

Non ci sono vaccini per prevenire o farmaci per trattare il virus nelle persone, e questo è ciò più spaventa. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi bisogna stare sereni perché i "malati" non sono consapevoli di essere stati infettati e la malattia guarisce da sola. Circa 1 persona su 5, invece, sviluppa febbre e altri sintomi lievi, mentre 1 persona infetta su 150 viene colpita da una malattia grave, che a volte può essere anche fatale.

Come si trasmette

La trasmissione della febbre del West Nile avviene tramite le zanzare, che si infettano quando si nutrono di uccelli infetti. A loro volta, le zanzare contagiate diffondono il virus del Nilo occidentale alle persone e ad altri animali pungendole. E' raro, ma è accaduto che il virus fosse anche passato attraverso:

  • Trasfusione di sangue e donazione di organi
  • Da madre a figlio, durante la gravidanza, il parto o l'allattamento

Devi, invece, stare tranquillo perché il virus non si diffonde con il contatto diretto, la tosse o gli starnuti, ma neanche toccando animali vivi.

I sintomi

I sintomi non si manifestano nell’80 percento dei casi. Nel 20 percento, invece, potresti accusare:

  • febbre
  • mal di testa
  • dolori articolari
  • diarrea
  • eruzione cutanea

Nei casi gravi, invece, i malati possono sviluppare una forma che colpisce il sistema nervoso centrale, come l'encefalite (infiammazione del cervello) o la meningite (infiammazione delle membrane che circondano il cervello e il midollo spinale). Può inoltre colpire a qualsiasi età e le persone con più di 60 anni sono maggiormente a rischio.

L'incubazione

Il periodo di incubazione, ovvero l'arco temporale che va dalla puntura della zanzara infetta allo sviluppo dei sintomi, è rapido, varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La diagnosi

Se avverti dei sintomi, come la febbre e il mal di testa, ovviamente il consiglio è quello di rivolgersi al proprio medico di base, che probabilmente farà richiesta di un emocromo completo. Se c’è il dubbio di un’infezione da West Nile potrebbe anche chiedere dei test su siero, liquido cerebrospinale (in caso di implicazioni neurologiche) e urina per il rilevamento del genoma. Attenzione perché i campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, quindi si consiglia di ripetere gli esami dopo una settimana.

La cura

Non esiste una cura per la febbre West Nile. Come avrai potuto capire nella maggior parte dei casi non devi fare nulla, se non attendere che passi, un po’ come l’influenza. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, soprattutto se sono insorte complicazioni neurologiche.

La prevenzione

Purtroppo non esiste il vaccino, anche se al momento ci sono diversi studi su questo argomento. Quello che puoi fare per evitare di essere infettato è tenere lontano, per quanto possibile, le zanzare, usando repellenti, installando zanzariere alle finestre, evitando ristagni di acqua, soprattutto su terrazzi e balconi.

Fonte | Istituto Superiore di Sanità

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