Come si svolgono le visite dal dentista in fase 2? Lo abbiamo chiesto al dottor Senna

Quello che prima era un normale controllo di routine, oggi deve essere riorganizzato completamente: medico e paziente si trovano infatti molto vicini e il rischio di contagio aumenta. Sono quindi state elaborate delle indicazioni comportamentali a livello nazionale per garantire la massima sicurezza a chiunque entri nello studio del dentista.
Giulia Dallagiovanna 25 maggio 2020
* ultima modifica il 09/06/2020
Intervista al Dott. Andrea Senna Presidente della commissione d'albo odontoiatri e vicepresidente dell'ordine dei medici e odontoiatri di Milano

La fase 2 è ormai ufficialmente cominciata e starai iniziando a riprendere in mano la tua vita normale. Ricomincerai a vedere i parenti, a uscire per qualche passeggiata, ma anche a recuperare tutti quegli appuntamenti che hai dovuto rimandare. Tra questi potrebbero esserci alcune visite mediche. Ma come si saranno organizzati gli ambulatori per prevenire il rischio di contagio tra lo specialista e il paziente? Una questione che in alcuni casi può diventare ancora più complessa. Ad esempio, durante una visita dal dentista, dove la distanza tra odontoiatra e assistito deve essere per forza di cose minima.

Abbiamo quindi chiesto al dottor Andrea Senna, presidente della commissione d'albo odontoiatri e vicepresidente dell'ordine dei medici e odontoiatri di Milano, di spiegarci quali indicazioni comportamentali sono state elaborate, dal tavolo di lavoro al quale lui stesso ha partecipato, per garantire la sicurezza.

Dottor Senna, con l'inizio della fase 2 ci sono state molte richieste di visite dall'odontoiatra?

In questo momento molti pazienti hanno ancora timore a uscire di casa, per cui le prenotazioni sono ancora in numero limitato. Soprattutto le persone che si sentono più vulnerabili di fronte al virus preferiscono rimandare di nuovo l'appuntamento con lo specialista. Per questo abbiamo elaborato delle indicazioni comportamentali e livello nazionale e approvate dal Ministero della Salute che garantiscano una maggiore sicurezza sia per noi che per i nostri pazienti.

Come sono organizzati quindi gli appuntamenti?

Si comincia con un triage telefonico, dove viene chiesto al paziente se nelle ultime settimane ha avuto febbre o altri sintomi che possono essere riconducibili al Covid-19, come cefalee, anosmia e ageusia (perdita di gusto e olfatto), eruzioni cutanee e così via. Dopodiché ci informiamo anche rispetto alle persone che vivono nella stessa casa. Se qualcuno di loro ha o ha avuto manifestazioni sospette, la raccomandazione è di non riceverlo in studio e rimandare l'appuntamento.

Verrà fatto un primo triage telefonico, per capire se il paziente possa essere entrato in contatto con il virus

Le stesse domande vengono poste a chi arriva da noi, oltre alla misurazione della temperatura. C'è un foglio di anamnesi pensato proprio per l'emergenza, che ogni paziente deve firmare. Di nuovo, se riferirà di avere avuto qualche sintomo gli verrà chiesto di tornare a casa.

Durante le visite indosserete i DPI immagino..

Non possiamo farne a meno. Il problema è che continuano a scarseggiare e hanno prezzi altissimi: una mascherina chirurgica prima costava 0,10 centesimi, oggi 0,50. A questo bisogna aggiungere le visiere, il sovracamice e tutti gli altri dispositivi. Inoltre i pazienti vengono diluiti il più possibile, sia per evitare assembramenti nelle sale d'attesa, che per areare la stanza tra una visita e l'altra e possono trascorrere anche 15 minuti tra uno e l'altro.

Mi sembra di capire che gli studi dovranno sostenere dei costi molto alti

Certo, perché dobbiamo adottare tutte le misure di sicurezza, procurarci i dispositivi e allo stesso tempo possiamo ricevere meno pazienti. Dove prima c'era spazio per 10 persone, ora ne possiamo accettare solo 6. Ci saranno difficoltà sia per gli studi grandi che per quelli più piccoli. Già in tempi normali un dentista va incontro a molte spese per poter mantenere degli standard di cura e assistenza elevati, ma ora questi sono decuplicati. Inoltre dovranno essere recuperati i due mesi di lockdown durante i quali sono state sospese tutte le attività tranne quelle urgenti.

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