Come ti devi comportare se assisti a una crisi epilettica?

Assistere a una crisi epilettica può spaventare: devo tenergli al testa o le braccia? Devo fargli aprire la bocca per non farlo soffocare o metterlo su un fianco? Sono tantissime le domande che potrebbero rallentare un intervento di primo soccorso o vanificarlo, considerato che una crisi mediamente dura circa 5 minuti.
Valentina Rorato 10 Febbraio 2020
* ultima modifica il 24/09/2020

Le crisi epilettiche sono un evento drammatico e molto violento, che possono spaventare non solo chi ne soffre, ma anche chi assiste. E, purtroppo, non è un evento raro: nel mondo ne soffrono 65 milioni di persone, di cui circa 500mila solo in Italia. E proprio nel nostro Paese, si diagnosticano 36 mila nuovi casi l’anno: 20-25 mila con crisi isolate e 12-18 mila con crisi sintomatiche acute.

Il quadro complessivo è ancora più grave, se consideri che i bambini malati fino a 15 anni sono 90mila e questo disturbo ha delle ripercussioni sociali non da poco. Solo la gestione delle crisi epilettiche in ambito scolastico può essere molto complicato (pare che il 30% avvenga in classe e non ci sia personale scolastico preparato all gestione). Le cause di questa patologia neurologica, il cui nome deriva dal greco “Epilambanein” e significa essere colti di sorpresa, possono essere diverse e nel 30% dei casi la malattia è farmacoresistente.

È dunque molto importante sapere come comportarsi. Ecco quindi, in occasione della Giornata mondiale contro l’epilessia, che si celebra proprio oggi, alcuni consigli molto importanti per affrontare una crisi epilettica.

Cos'è una crisi epilettica

La crisi epilettica può essere il sintomo di epilessia, come talvolta può manifestarsi indipidentemente dalla malattia. Tra le manifestazioni principali, oltre a convulsioni focali (parziali) e convulsioni generalizzate, potresti notare l’irrigidimento di gambe e braccia. Esistono sei tipi di crisi epilettiche differenti:

  • Crisi di assenza: rapida e veloce perdita di coscienza (dai 4 ai 20 secondi) e rappresenta una delle più tipiche forme di epilessia nel bambino e nel giovane;
  • Convulsioni toniche: crisi con irrigidimento dei muscoli. Sono pericolose perché spesso accompagnate da violente cadute a terra;
  • Convulsioni atone: causano una perdita del controllo muscolare;
  • Contrazioni cloniche: movimenti muscolari ripetuti o ritmici. Solitamente colpiscono il collo, il viso e le braccia;
  • Crisi miocloniche: improvvisi e brevi sussulti di braccia e gambe;
  • Crisi tonico-cloniche: sono le più gravi. Durano circa 5-10 minuti e sono caratterizzate da una fase di contrazione intensa che prende tutto il corpo;

Cosa fare in caso di crisi epilettica

Può essere molto complicato gestire una crisi epilettica e ci vuole una certa prontezza di riflessi. Prima di tutto non farti prendere dal panico e segui le seguenti istruzioni:

  • Poni qualcosa di morbido sotto la testa, della persona a terra, per evitare che sbatta il capo durante le convulsioni.
  • Slaccia gli indumenti che potrebbero ostacolare il flusso nelle vie aeree (come cravatta o colletto della camicia), al termine delle convulsioni.
  • Ruotare la testa di lato e poni il paziente su un fianco facilitando una migliore respirazione.

Le crisi epilettiche non dovrebbero durare mediamente più di 5 minuti. Nei casi più complessi si arriva a 10 minuti. Quando chiamare l’ambulanza? Nella maggior parte dei casi non c’è bisogno, se però la persona al termine non riesce a recuperare, ha difficoltà respiratorie o ha fatto una brutta caduta, conviene contattare il 118.

Cosa non fare durante una crisi epilettica

Molte volte si compiono delle azioni di riflesso a fin di bene, che vanno invece evitate perché molto pericolose. Cosa non devi fare?

  • Trattenere le braccia e le gambe durante la crisi
  • Cercare di somministrare farmaci
  • Non cercare di aprirgli la bocca (potresti causare lussazioni mandibolari, fratture dentarie e dolori muscolari intensi)
  • Non mettere al paziente in bocca qualcosa di morbido per evitare che si soffochi con la lingua. E' una falsa credenza, non c'è questo pericolo.
  • Non cercare di rianimare il paziente con inappropriate respirazioni assistite o massaggi cardiaci.

Che cosa fare quando la crisi epilettica è passata?

Le crisi epilettiche si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi. Dopo aver assistito la persona, devi capire se ha ripreso coscienza. E devi verificare i segni focali come la deviazione degli occhi da un lato o la presenza di scosse  prevalenti in un lato del corpo. Contatta dunque un medico (se conosci l’interessato è meglio che sia il suo medico curante) e riferisci quanto hai visto. Forse dovrà assumere dei farmaci o, comunque, il tuo racconto potrebbe permettere al dottore di comprendere il motivo di questa crisi epilettica.

Fonte | Ospedale Niguarda

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