Come usare il filo interdentale e quale scegliere

La pulizia dei denti è uno dei segreti per non avere problemi fastidiosi con la salute della bocca. L’utilizzo del filo interdentale è una fase imprescindibile dell’igiene orale quotidiana. Il filo va utilizzato sempre e nel modo corretto. Inoltre bisogna anche scegliere il “filo giusto” e quindi ricorda che il dentista può aiutarti a capire come, quando e quale filo interdentale usare.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
11 aprile 2019 * ultima modifica il 29/05/2019

Non piace a nessuno passare il filo interdentale, si perde un bel po’ di tempo con questa operazione. Eppure è una delle soluzioni indispensabili per ridurre le probabilità di carie e altri problemi ai denti. Tutti i dentisti sono d’accordo: il filo interdentale deve essere usato con continuità e costanza. Infatti i denti sono composti da 5 superfici che dobbiamo tenere pulite. Facilmente con lo spazzolino possiamo detergere le superfici occlusali e le due superfici esterne ed interne dei nostri denti ma non riusciamo a pulire le superfici interdentali, quelle tra dente e dente.

Ma perché? Qual è l’utilità di questo strumento per la pulizia approfondita dei denti? Ecco una breve guida per affrontare questa piccola spesa (che può aiutarti a risparmiare cure più impegnative) e usare al meglio questo strumento per togliere gli ultimi residui di cibo.

Cos’è il filo interdentale e perché usarlo

Questo è il nome comune di un elemento che deve far parte della tua routine quotidiana. Si tratta di un vero e proprio elemento filiforme, fatto di un materiale specifico, che viene fatto passare tra lo smalto di due denti.

Obiettivo? Eliminare ciò che lo spazzolino non è riuscito a togliere. In questo modo puoi togliere in profondità residui di cibo per contrastare l’accumulo di placca, un agglomerato batterico che con il tempo può portare diversi problemi.

Quest’ultima può trasformarsi già dopo poche ore in tartaro, che altro non è se non un agglomerato batterico calcificato. Questi batteri possono portare ad alitosi, gengivite, parodontite ed a carie interdentale. Il tartaro insomma è una delle cause della perdita ossea che porta alla parodontite, una delle patologie più gravi e difficili da curare se ad uno stadio avanzato.

Tutto questo può essere valido per convincerti a usare il filo interdentale, vero? Ora vediamo qualche consiglio in più.

Quando e come usare il filo interdentale

Ecco uno dei dubbi che spesso le persone che vogliono prendersi cura della propria igiene orale devono affrontare. Qual è l’occasione giusta per usare il filo interdentale?

La mattina, dopo pranzo o la sera? Quante volte al giorno? L’occasione giusta è proprio a fine giornata.

Meglio usarlo prima o dopo lo spazzolamento dei denti? Non c’è una risposta definitiva, alcuni dentisti suggeriscono prima e altri dopo: l’importante è usarlo almeno tre volte al giorno proprio per non permettere alla placca batterica di trasformarsi in tartaro non più facilmente rimovibile. A proposito, quali sono i consigli e le tecniche per passare il filo interdentale nel modo corretto? Ecco il tutorial che ti guida passo dopo passo.

Una premessa importante. Tra due elementi dentari è fondamentale che ci sia un punto di contatto valido. In parole povere il filo interdentale deve schioccare nell’attraversare un saldo punto di contatto. Se il punto di contatto manca, ad esempio per un’otturazione o una corona non eseguite correttamente – e ce ne accorgiamo perché il filo interdentale passa troppo facilmente tra due elementi – si ha un accumulo di cibo anche detto “food impaction” che genera col tempo carie e perdita di osso. In tal caso bisogna parlarne col dentista per permettergli di correggere questa problematica.

Come passare il filo tra i denti in modo corretto

In primo luogo devi tagliare una buona porzione di filo e avvolgere le due estremità alle dita delle mani (indice o medio) in modo da poter usare i pollici per inserire l’elemento nelle fessure tra i denti che vuoi pulire. Il filo deve essere teso ma non devi spingerlo troppo forte per evitare di lesionare la gengiva.

Adesso la parte più importante: per usare al meglio il filo interdentale non basta inserirlo tra i due denti, ma devi fare in modo che abbracci lo smalto ed esegua un movimento capace di pulire il dente sia sopra che immediatamente sotto la gengiva. In pratica il filo, una volta entrato nello spazio tra due denti, deve essere fatto uscire una volta facendolo aderire alla superficie anteriore del dente ed una seconda volta alla superficie posteriore del dente.  Esegui l’operazione per entrambi i denti in ogni spazio interdentale e poi passa al successivo sazio. Questo vale per l’arcata superiore e inferiore.

Non utilizzare due volte la stessa porzione di filo dato che può essere sporca dei residui di cibo. E se ci sono passaggi difficili da pulire, come quelli che riguardano i denti del giudizio, puoi usare gli archetti tendifilo. Vale a dire strumenti che mantengono il filo ben teso e offrono una buona impugnatura.

Quale filo interdentale scegliere?

Il secondo interrogativo più diffuso dopo quello relativo al come usare il filo interdentale. Basta andare in farmacia, nello scaffale dedicato all’igiene orale, per scoprire che non esiste un unico modello. C’è quello cerato o meno, il modello aromatizzato, quello in nylon… Quale scegliere? La prima osservazione riguarda il filo cerato: passa più facilmente tra i denti quindi può essere usato da chi ha poco spazio interdentale. D’altra parte è anche vero che quello senza trattamento in cera pulisce meglio.

Ci sono poi fili interdentali in materiale spugnoso (tipo Ultrafloss): una volta teso diventa molto sottile e quando si allenta l tensione il materiale poroso occupa lo spazio alla ricerca degli ultimi residui di cibo. Esistono dei modelli specifici (tipo superfloss o implafloss) che hanno un’estremità più rigida per passare facilmente sotto i ponti, tra capsule e corone e impianti.

Esistono alternative al filo interdentale? Certo, per svolgere questo lavoro di igiene orale tra i denti puoi usare anche lo scovolino (una sorta di spazzola formata intorno a un asse metallico che ricorda un pò lo spazzolino per pulire le bottiglie) oppure un apparecchio idropulsore anche detto doccetta intraorale che usa l’acqua espulsa ad alta pressione per espellere i residui di cibo. In ogni caso la soluzione giusta per ogni singolo caso deve essere suggerita dal dentista.

Esiste il filo interdentale fai da te?

Può sembrare strano ma ci sono molte persone che tendono a usare cure casalinghe per i denti, con i risultati che puoi ben immaginare. Anche il filo interdentale spesso viene interessato da queste attenzioni. Le persone cercano e usano strumenti fai da te per pulire gli spazi tra i denti, come ad esempio il classico stuzzicadenti.

In realtà usare oggetti non adatti, quindi non pensati per pulire lo spazio tra i denti, è un rischio che devi evitare a tutti i costi. Si può facilmente lesionare la gengiva e non c’è alcuna garanzia di ottenere il risultato finale. Ovvero, di eliminare le particelle di cibo incastrate tra i denti che potrebbero causare accumulo di placca e tartaro.

I bambini piccoli devono usare il filo?

Prevenire problemi ai denti è fondamentale e si inizia dalla tenera età. Certo, con i denti da latte può essere difficile passare il filo dato che spesso sono più larghi e i bambini non sono così propensi ad una pulizia profonda ma si può dire che appena lo smalto tra i due denti si tocca inizia il lavoro quotidiano.

Se i bambini non riescono a passare il filo possono essere aiutati dagli adulti: è importante far prendere questa abitudine ai piccoli. Dagli otto anni in poi il filo interdentale deve essere un appuntamento fisso.

Il ruolo del dentista nella scelta e nell’uso del filo

Può sembrare esagerato, ma anche per capire quale filo interdentale usare puoi e devi andare dal dentista. Solo lui può darti il miglior consiglio per affrontare al meglio questa routine. Quello che è necessario fare in questa sede è capire l’importanza di un passaggio extra per pulire i denti: dentifricio e spazzolino non bastano, devi usare il filo. Come e quale? Chiedilo al tuo dentista.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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