Coronavirus in Italia: che cosa vuol dire “paziente zero” e perchè è così importante trovarlo?

Per gli epidemiologi e per le autorità sanitarie è fondamentale individuare il paziente zero, o caso indice, per ricostruire dall’inizio la catena del contagio di un’infezione. Sui focolai della Lombardia e del Veneto, però, le ricerche sono ancora in corso.
Federico Turrisi 23 Febbraio 2020
* ultima modifica il 22/09/2020

Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. No, non è Figaro. Stiamo parlando del cosiddetto "paziente zero", definito anche paziente indice (o meglio ancora, caso indice). La sua ricerca richiede un'attività meticolosa delle autorità sanitarie e la sua individuazione può aiutare a capire come, quando e perchè ha preso il via un'epidemia, come in questo caso quella legata al nuovo coronavirus nei due focolai in Lombardia e in Veneto (che per ora vengono considerati non collegati tra loro). In sostanza, possiamo dire che il paziente zero è il primo caso documentato di una malattia infettiva all'interno del campione della popolazione di un'indagine epidemiologica. Quindi attenzione, non è il primo paziente in assoluto, ma il primo in una determinata area geografica e in un determinato periodo temporale. Il caso indice dà origine a dei casi secondari che a loro volta danno origine a casi terziari e via dicendo. È stato così per la Sars, per l'ebola, e adesso per il coronavirus.

Non usiamo però parole come "super untore" o simili. L'individuazione del paziente zero è uno strumento utile per gli epidemiologi e non deve essere il pretesto per mettere alla gogna una persona in particolare. Nel caso del focolaio del Basso Lodigiano si era pensato inizialmente che il paziente zero potesse essere un manager di Fiorenzuola d'Arda (in provincia di Piacenza) rientrato dalla Cina, la nazione più colpita da Covid-19. L'uomo è però risultato ripetutamente negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus, e così anche l'indagine sierologica per vedere se aveva sviluppato gli anticorpi nel sangue si è rivelata negativa. Questo vuol dire che non ha mai contratto il virus. Le ricerche per trovare il possibile paziente zero dell'area lombarda sono dunque ancora in corso. Non ci sono certezze neanche per quanto riguarda il focolaio veneto.

Differenza con il "paziente uno"

Prendendo sempre in considerazione il focolaio del Basso Lodigiano, avrai sentito nominare spesso il cosiddetto "paziente uno". Si tratta del 38enne di Codogno, che ora si trova in terapia intensiva in gravi condizioni. È risultato positivo al coronavirus, sebbene non sia mai stato in Cina. Paziente uno è in realtà un termine improprio. Lo abbiamo detto prima: il contatto con il paziente zero, che è la fonte primaria dell'infezione, dà origine a dei casi secondari e non è possibile stabilire una sequenza numerica precisa dei contagiati. Sostanzialmente, parlare di paziente uno, paziente due, paziente tre eccetera non ha molto senso.

Fonte | The Pharmaceutical Journal

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