Coronavirus in Italia, il medico Kasongo: “Il presunto contagio da persona quasi asintomatica è una notizia molto negativa”

Dopo i casi di Coronavirus in Italia abbiamo chiesto al medico Albert Kasongo di fronte a quali sintomi dobbiamo preoccuparci e qual è la situazione da un punto di vista sanitario.
Simona Cardillo 21 febbraio 2020
* ultima modifica il 22/02/2020
Intervista al Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore presso il Centro Medico Santagostino di Milano.

Il coronavirus è arrivato in Lombardia. Ieri sera si è avuta la conferma del primo caso positivo: un 38enne ricoverato all'Ospedale di Codogno in gravi condizioni. Sono successivamente arrivate le conferme di altri contagi di persone vicine al paziente. Abbiamo sentito il medico Albert Kasongo per capire meglio la situazione.

Dottor Kasongo, al momento ci sono già 14 casi accertati di Coronavirus in Lombardia e si parla di altre centinaia di persone a cui sarà effettuato il tampone. Dobbiamo preoccuparci?

Adesso i toni sono cambiati rispetto alle scorse settimane. Dobbiamo considerare diverse evidenze. Il primo caso sembrerebbe aver contratto il virus da una persona per lo più asintomatica (a parte un giorno di febbre), ovvero una persona che non presenta sintomi evidenti come febbre, tosse, raffreddore e sintomi respiratori. Questa è per me una notizia negativa perché una mancata manifestazione clinica rende potenzialmente infettante chiunque ci circondi.

Chi deve preoccuparsi?

In linea generale i dipendenti di tutte le aziende che hanno rapporti commerciali frequenti con la Cina devono alzare l’asticella della preoccupazione. Ad oggi tutte le persone appartenenti ai Comuni coinvolti devono stare all’erta. E' quindi auspicata la quarantena e i tamponi per tutti. Inoltre è molto importante che chiunque avverta sintomi respiratori non vada assolutamente in pronto soccorso. Deve invece avvisare prontamente il 112, saranno poi i sanitari a recarsi al suo domicilio per i test.

Perché non si deve andare in pronto soccorso?

Non è la soluzione migliore per varie ragioni: innanzitutto per non affollare i luoghi chiusi. Questo perché se una persona fosse un portatore sano potrebbe infettare tutti gli altri con cui è entrato in contatto.

Cosa significa essere portatore sano?

Un portatore sano è colui che è stato infettato da un agente patogeno ma non ha manifestato i sintomi della malattia.

Perché una persona è un portatore sano e un'altra invece viene colpita in maniera molto più importante dallo stesso virus?

Dipende dal suo sistema immunitario, però è presto per scendere a conclusioni.

Di fronte a quali sintomi dobbiamo preoccuparci?

Non dobbiamo preoccuparci di fronte a un singolo colpo di tosse. Ma se ci sentiamo affaticati, non riusciamo a respirare, abbiamo una tosse continua e febbre è il caso di chiamare l'112.

Tra le complicazioni più gravi del coronavirus c'è la polmonite. Quali sono i sintomi di questa patologia?

Ci sono tanti tipi di polmoniti, che è un’infiammazione del parenchima polmonare, ovvero la struttura del polmone. In generale i sintomi sono dolore al petto e difficoltà di respirare.

Perché questo virus degenera così rapidamente in polmonite?

Considerato che attacca le alte vie respiratorie, coinvolge anche i polmoni che fanno parte del sistema respiratorio. Se l'infezione va avanti e non si riesce a limitare, si arriva ai polmoni con una polmonite. Questo accade per varie ragioni: per via dell’agente patogeno (il coronavirus, appunto) e anche per la condizione immunologica del singolo infettato. La prima difesa che si attiva in caso di un'infezione è l'immunità aspecifica: ogni volta che entro in contatto con un agente patogeno le mie cellule combattono aspecificamente il virus. Se questo basta per confinare l’estensione dell’infezione, riesco a evitare i sintomi e combattere l’infezione. Se non dovessi avere questa immunità aspecifica, compaiono le complicazioni.

Quasi 10 comuni sono stati messi in isolamento volontario e preventivo. Questa misura funziona?

Sì, è una misura valida perché limita al massimo i rapporti sociali e in questo modo si evita di contagiare altre persone.

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