Coronavirus: la “malattia X” dell’Oms non era una profezia, ma una previsione rimasta inascoltata

Un virus nato da un animale e che si sarebbe trasmesso con la velocità di un’influenza stagionale, ma avrebbe avuto una mortalità più alta. Sì, molto probabilmente il nuovo Coronavirus si poteva prevedere, ma le autorità politiche e sanitarie hanno ignorato gli esperti dell’Oms.
Giulia Dallagiovanna 2 marzo 2020
* ultima modifica il 02/03/2020

Ne avrai sentito parlare anche tu: la malattia X dell'Organizzazione mondiale della sanità. Quel virus misterioso che corrisponderebbe in tutto e per tutto al nuovo Coronavirus emerso ufficialmente in Italia il 21 febbraio, quando il paziente uno è stato ricoverato all'ospedale di Codogno ed è risultato positivo ai test. Siamo dunque di fronte a una profezia? O, peggio, a un complotto organizzato in un antro segreto di qualche laboratorio militare? Niente di tutto questo. Si tratta semplicemente di logica, presa visione delle situazioni igienico sanitarie delle varie zone del mondo e consapevolezza che l'azione dell'essere umano sul Pianeta avrebbe avuto le sue conseguenze. Proprio così, è tutto intrecciato. E ora proverò a spiegarti come.

Tutto parte dal febbraio del 2018, quando l'Oms pubblica l'Annual review of diseases prioritized under the Research and Development Blueprint per puntare l'attenzione sulle principali sfide che il mondo avrebbe dovuto prepararsi ad affrontare a partire dal 2019 dal punto di vista della salute. Con "mondo" si intendono principalmente le autorità sanitarie e quelle politiche, responsabili delle grandi decisioni e dei provvedimenti da assumere in questo ambito. Tra i principali pericoli vi sono le malattie croniche abbinate a uno stile di vita poco salutare che sta provocando l'aumento di tumori, diabete e patologie cardiovascolari. Ma anche la debolezza di alcuni Stati che non sono in grado di assicurare nemmeno l'assistenza sanitaria di base.

E poi si arriva alle malattie infettive, quelle che potrebbero preoccupare maggiormente a causa dell'assenza di vaccini e farmaci specifici. Se scorri qualche pagina, le potrai trovare tu stesso. Eccole:

  1. Febbre emorragica Congo-Crimea
  2. Ebola e il Marburgvirus, un suo parente stretto
  3. La febbre di Lassa (Nigeria)
  4. La MERS e la SARS, ovvero i parenti più famosi del Covid-19
  5. La febbre di Nipah e gli Henipavirus, i cui serbatoi naturali sono i pipistrelli della frutta
  6. La febbre della Valle del Rift
  7. Il virus Zika
  8. La malattia X

Ma che cos'è questa malattia X? Un virus, proprio come gli altri. Nello specifico, sarebbe nato da un animale e avrebbe effettuato il cosiddetto salto di specie in un luogo in cui le condizioni economiche e sociali avrebbero favorito il contatto ristretto tra esseri umani e bestie selvatiche. Non solo, ma in un articolo pubblicato sul New York TimesPeter Daszak, che apparteneva proprio al gruppo di esperti che coniò quel termine, ha spiegato:

"Ci riferivamo a una malattia che, quando sarebbe emersa, sarebbe stata inizialmente confusa con altre patologie già esistenti. In questo modo avrebbe potuto diffondersi in modo lento e silenzioso, ma sfruttando una rete commerciale e di viaggi sempre più stretta e connessa, avrebbe raggiunto diversi Paesi e messo a rischio un suo eventuale contenimento. Una malattia, insomma, che si sarebbe diffusa rapidamente come l'influenza stagionale, ma con un tasso di letalità superiore. Avrebbe creato scompiglio all'interno dei mercati finanziari, prima ancora di raggiungere lo status di pandemia".

L'Oms voleva semplicemente avvisare che prima o poi sarebbe accaduto, ma di fatto gli esperti sono stati ignorati

Sì, tutto porta a pensare, come lo stesso Daszak suggerisce, che il Covid-19 fosse la famosa malattia ignota. Ma non è frutto della divinazione di alcuni professori e ricercatori. Se ci fai caso, anche le altre malattie derivano da una zoonosi, cioè da una patologia presente prima in un animale e il cui virus è poi mutato per adattarsi all'uomo. In natura, ce ne sono circa 1,7 milioni pronti a esplodere e non possiamo sapere con quali conseguenze.

L'Organizzazione mondiale della sanità non voleva lanciare un anatema, ma semplicemente far notare che, per il calcolo delle probabilità, prima o poi sarebbe accaduto. Anche perché sono diversi i Paesi nel mondo dove esseri umani e bestie selvatiche convivono senza badare troppo alle norme igieniche e ai dispositivi di sicurezza e prevenzione. Ed era proprio su questo che si voleva puntare l'attenzione: la prevenzione, quella che le autorità politiche e sanitarie hanno, semplicemente ignorato.

Ci siamo ritrovati ad affrontare l'esplosione del nuovo Coronavirus con meno armi di quelle che avremmo potuto avere. Sistemi sanitari più solidi in determinate aree del mondo, un'allerta più alta per individuare subito il primo segnale (evitando, magari, di arrestare il medico che lo avrebbe lanciato), ospedali già organizzati per aumentare i posti letto in tempi rapidi. In poche parole, ce ne siamo fregati perché ieri, come oggi, l'abbiamo presa come una profezia e non una previsione basata su conoscenze e dati certi.

Vorrei infine farti notare un problema che continuerai a ritenere marginale e che invece è centrale: l'impatto dell'uomo sul Pianeta. L'inquinamento sta indebolendo il tuo sistema immunitario, il riscaldamento globale sta alterando le nicchie ecologiche, la deforestazione e la distruzione degli habitat porta le bestie selvatiche e gli insetti più pericolosi, come alcune zanzare, sempre più vicini ai luoghi abitati dagli esseri umani. Questi virus insomma esistevano già prima e forse prima o poi sarebbero emersi comunque, ma noi sicuramente ne abbia accelerato la comparsa.

Fonte| Organizzazione mondiale della sanità

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