Coronavirus: le mascherine fai da te funzionano?

Ne avrai viste di tutti i colori e soprattutto di tutti i materiali. A volte, consigliate persino da medici. Ma queste mascherine fai da te, che magari anche a te sarà venuta la voglia di fare, possono davvero proteggerti dal Covid-19?
Giulia Dallagiovanna 17 marzo 2020
* ultima modifica il 09/06/2020

Le hai viste fare con la carta da forno, all'uncinetto, con gli scampoli di stoffa e persino con un reggiseno. Ma queste mascherine fai da te servono davvero? Sono utili o sono pericolose? Certo con la carenza di dispositivi di protezione che stiamo vivendo, sia per il personale sanitario che per le persone comuni,  sarà probabilmente venuta anche a te la voglia di arrangiarti da solo. Magari avrai pensato che si tratta sempre di uno strato che ti isola rispetto all'esterno e che è sempre meglio di niente. Il problema è che non è proprio così.

I tipi di mascherine

Partiamo dall'inizio, quanti tipi di mascherine esistono? Principalmente due: quelle filtranti e quelle chirurgiche.

Le FFP2 e le FFP3

Le prime sono le più utili in questo momento e sono anche quelle andate più rapidamente a ruba (oppure vendute a prezzi gonfiati su diversi siti online poco onesti). Sono le famose FFP2 e FFP3, dove la la sigla sta per Semimaschera Filtrante. Le dovrebbero indossare soprattutto i medici, gli infermieri e chiunque si trovi ad assistere una persona positiva al Coronavirus. Grazie al filtro rotondo di cui sono dotate, infatti, depurano l'aria che viene respirata da oltre il 90% delle particelle infette. Per la precisione, si parla del 92% per le FFP2 e del 98% per le FFP3. Se anche tu hai la fortuna di averne una a disposizione, devi però saperla indossare per bene, facendo in modo che il tessuto aderisca per bene al tuo viso e si venga a creare quell'ermetismo che proibisce al virus di entrare.

Le FFP1

Fanno parte di questa categoria anche le FFP1, che il più delle volte vengono chiamate antipolvere. Sono molto utili se hai problemi di allergia, meno per difenderti dal SARS-Cov-2. Hanno infatti un'efficacia filtrante pari solo al 78%, ma possono fornire un buon contributo se a indossarle è chi già infetto. Si evita infatti che le proprie goccioline di saliva vengano liberate nell'aria ed entrino in contatto con altre persone.

Le mascherine chirurgiche

Fino a quando non è esplosa l'emergenza Coronavirus, queste erano quelle a cui eri più abituato. Le classiche mascherine indossate dai dentisti o dall'equipe che deve effettuare un'operazione chirurgica. Ma in tutti quei casi, lo scopo è evitare che un'eventuale infezione o malattie del medico venga trasmessa al paziente. Dovrebbero quindi essere utilizzate soprattutto dal paziente, per evitare di infettare qualcun altro. Il fatto che si continuino a vedere medici e infermieri con le mascherine classiche significa che mancano quelle filtranti. E soprattutto che quella persona non è sufficientemente protetta durante lo svolgimento del proprio lavoro.

Le mascherine a valvola

Le valvole in realtà sono i filtri, che possono essere montati su tutti i tipi di mascherina. Il punto è: quanto sono capaci di proteggerti dal virus? Come hai visto prima, infatti, presentano diverse percentuali di efficacia. In ogni caso durano circa cinque o otto ore e poi devono essere cambiate. Per quanto tecnologica sia la tua mascherina, sarà infatti sempre usa e getta.

Quando si usano le mascherine

In parte ho già risposto a questa domanda, ma guardiamo anche quali indicazioni fornisce in proposito l'Organizzazione mondiale della sanità. Il consiglio degli esperti è quello di indossarla se si è malati, soprattutto, anzi in via praticamente obbligatoria, quando si deve entrare in contatto con altre persone, come un proprio famigliare o una persona che ti ha portato la spesa a casa.

Le mascherine dovrebbero essere indossate soprattutto dalle persone positive e da chi le deve assistere

La categoria che dovrebbe sempre averne una filtrante a portata di mano è invece quella degli individui che assistono. Il personale sanitario prima di tutto, e poi anche tu se abiti in casa con una persona che sta trascorrendo la quarantena e non c'è modo di dividere completamente i vostri spazi.

Se invece nessuno di questi è il tuo caso, la mascherina non dovrebbe servirti troppo e forse è meglio se la cedi a chi ne ha più bisogno. Può però tornarti utile quando ti rechi in luoghi affollati, per quanto sia fondamentale sempre rispettare il metro di distanza di sicurezza. Mi riferisco ai supermercati, agli uffici postali, a banche e farmacie.

Quelle fai da te funzionano?

No, non funzionano. Puoi infatti averci messo tutta la tua buona volontà, ma non sarai mai capace di crearne una perfettamente ermetica, che ti assicuri un totale isolamento. Anche il materiale è inoltre importante e deve garantire di non lasciare passare nessuna micro molecola di saliva. Quindi no, il tuo reggiseno o la carta da forno che hai in dispensa non sono per niente utili.

Lo ha spiegato anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano, a Fanpage: "Così non funziona e non isola. Il rischio è che uno si mette una mascherina inutile come quella e pensa di essere al sicuro. Guardi, così muore qualcuno". E lo conferma pure Marcello Tavio, direttore dell'Unità Operativa di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona: "Le mascherine fai da te non funzionano, quelle anche certificate, che si comprano, non sono riutilizzabili".

Riposte che non lasciano spazio a dubbi d'interpretazione. Perciò invece che realizzare mascherine fai da te, forse è meglio se ti organizzi per riuscire ad uscire il meno possibile, in modo da non averne più bisogno.

Fonte| Organizzazione mondiale della sanità

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