Coronavirus, per Borrelli i malati potrebbero essere dieci volte di più rispetto ai dati ufficiali

In un’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, il capo della Protezione Civile definisce “credibile” l’ipotesi per cui per ogni caso registrato ce ne possano essere dieci che sfuggano al conteggio: “Nelle prossime ore dovremo capire se le misure di contenimento stanno avendo effetto e se la curva si sta appiattendo”.
Federico Turrisi 24 marzo 2020
* ultima modifica il 12/06/2020

Ogni giorno alle 18 per numerosi italiani è l'ora dell'appuntamento con il bollettino della Protezione Civile sulla situazione coronavirus che riporta i numeri dei guariti, dei positivi e dei deceduti. Il volto affaticato di Angelo Borrelli è ormai diventato quello dell'emergenza sanitaria che sta attraversando il nostro paese. Ogni giorno si assume l'incarico di comunicare alla nazione i dati relativi a un'epidemia che ci ha colti di sorpresa e messo in grave difficoltà. Ti sei mai posto questa domanda: ma quanti sono davvero i malati?

È lo stesso Borrelli a non nascondere il fatto che si tratta di dati niente affatto completi: è inevitabile che molte persone infette, a casa con o senza sintomi, sfuggano al conteggio ufficiale. Intervistato dal quotidiano la Repubblica, il capo della Protezione Civile (nonché commissario straordinario per l'emergenza coronavirus) a tale quesito ha risposto così: "Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile".

Se fosse così, i malati non sarebbero 50 mila, come riporta il bollettino di ieri, ma mezzo milione. Un numero enorme. Viene da chiedersi a questo punto se abbia ancora senso questa sorta di rito quotidiano del bollettino delle 18. "Mi sono posto anch'io il problema e ricevo molte mail che mi chiedono di fermarci", risponde Borrelli al giornalista. "Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese. Se ora ci fermassimo ci accuserebbero di nascondere le cose".

A prescindere dai numeri, ora la priorità è cercare di limitare il più possibile il contagio. Bisogna verificare se le drastiche misure di isolamento sociale prese dal governo due settimane fa, in aggiunta ai recenti decreti e ordinanze che impongono un'ulteriore stretta sugli spostamenti e sulle attività produttive non ritenute essenziali, stiano avendo effetto, facendo calare l'aumento quotidiano di casi positivi. "Nelle prossime ore capiremo se davvero la curva della crescita si sta appiattendo", dice Borrelli. È quello che speriamo tutti noi.

Fonte | la Repubblica

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