Cosa bisogna fare se si nota del sangue nelle urine?

Un sintomo che mette in allarme tutti e spesso ci porta a pensare al peggio. In realtà, non è detto che all’origine vi sia una malattia grave, ma è sempre importante farsi vedere da un medico. E in alcuni casi, anche andare diretti al pronto soccorso.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinologo
27 Aprile 2021 * ultima modifica il 27/04/2021

La presenza di sangue nelle urine (in medicina viene definita ematuria) è un reperto che genera spesso preoccupazione, vediamo insieme cosa fare nel caso in cui avvenga. Innanzitutto è di fondamentale importanza rivolgersi sempre a un medico che sarà l’unica figura in grado di fare una diagnosi precisa.

Sangue nelle urine: cosa fare

I tipi di ematuria

Possiamo distinguere 2 tipi di ematuria:

  1. Macroematuria: quando il sangue è visibile a occhio nudo
  2. Microematuria: quando il sangue non è visibile a occhio nudo perché la quantità è modesta. La presenza di globuli rossi può essere riscontrata solo attraverso l’esame delle urine

Le cause

Questa condizione può derivare da problemi a qualsiasi livello del tratto urinario che è composto da:

  • reni: calcoli, pielonefrite, glomerulonefrite, tumori, cisti, disturbi di filtrazione e altro
  • ureteri (condotti che collegano i reni alla vescica) : cicatrici occlusive, calcoli, strozzature, anomalie in generale
  • vescica: cistite, tumore, infezioni
  • uretra: infezioni, traumi

A queste cause si aggiungono problemi riguardanti la prostata (ghiandola maschile che concorre nella produzione dello sperma) fra cui prostatiti, ingrossamenti e tumori. Vi sono inoltre altre cause quali esercizio fisico intenso e prolungato, assunzione di farmaci (FANS, antiaggreganti, antitrombotici), problemi di coagulazione, ustioni, traumi e altre condizioni patologiche.

C’è da ricordare l’esistenza di una condizione definita pseudoematuria in cui la colorazione rossastra dell’urina non deriva dalla presenza di sangue nelle urine ma da condizioni che mimano l’ematuria, come l’assunzione di cibi che possono colorarle di rosso (mirtilli, barbabietole, coloranti alimentari) o di farmaci come la rifampicina o ancora nelle donne le perdite mestruali possono essere confuse con ematuria.

Cosa fare

Come detto in precedenza la prima cosa da fare è rivolgersi a un medico che dopo un’accurata anamnesi e con l’ausilio dell’esame delle urine e di altri esami diagnostici, se dovesse ritenerlo necessario, sarà in grado di determinare la condizione che ha causato l’ematuria.

In linea di massima, la maggior parte delle cause non è di grave entità ma ci sono alcuni sintomi a cui bisogna fare particolare attenzione e riguardano l’età superiore ai 50 anni, la presenza di grandi quantità di sangue e il gonfiore di mani e piedi associato a ipertensione arteriosa. Questi segnali d’allarme dovranno portare il soggetto a rivolgersi al pronto soccorso.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
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