Cosa devi fare se tuo figlio è in quarantena e quando hai diritto al congedo dal lavoro

Se hai figli, prima o poi potrebbe capitare che un loro compagno di classe sia positivo e loro si ritrovino in quarantena. Sarai quindi preoccupato sia per la loro salute che per il tuo lavoro. Come prima cosa dovresti chiamare il pediatra e capire se sia necessario che si sottopongano al tampone. Per quanto riguarda il congedo, vediamo che dicono i decreti.
Giulia Dallagiovanna 29 Ottobre 2020
* ultima modifica il 29/10/2020

Se hai figli, forse è già successo. Altrimenti, rimane alta la possibilità che durante i prossimi giorni vengano messi in quarantena. La disposizione deve arrivare direttamente dalla Asl, che prenderà questa decisione qualora fosse accertato il contatto diretto con un positivo all'interno degli ambienti scolastici o durante lo svolgimento di attività sportive o ricreative. In poche parole, durante l'allenamento di calcio o la lezione di musica seguiti nel pomeriggio, al netto delle recenti disposizioni del Dcpm del 24 ottobre che vietano lo svolgimento di buona parte di queste. La domanda fondamentale comunque resta: cosa deve fare un genitore quando il bambino o il ragazzino viene messo in quarantena?

Congedo Covid per la quarantena scolastica

Nel decreto legge n.11 dell'8 settembre 2020, all'articolo 5, viene già specificato che il genitore di un minore di 14 anni ha diritto a un congedo retribuito, in caso il figlio sia costretto in casa a causa di una quarantena. La circolare 116 dell'INPS, pubblicata il 2 ottobre, aggiunge inoltre che il contatto non deve essere avvenuto per forza in aula, ma anche in tutti quegli ambienti utilizzati per le attività del pomeriggio. Per ottenere l'agevolazione è necessaria la disposizione da parte della Asl competente e non è invece sufficiente un isolamento volontario, anche nel caso il ragazzino avesse la certezza di essere entrato in contatto con un positivo.

Il congedo può essere richiesto da un solo genitore, anche nel caso in cui l'altro sia in malattia o in ferie. Ci sono però alcune situazioni nelle quali non può essere concesso. Sono infatti esclusi dal provvedimento i lavoratori autonomi o quelli iscritti alla gestione separata. Se poi il tuo lavoro può essere fatto anche in modalità smart working, allora dovrai semplicemente rimanere a casa continuando ad essere operativo.

Chi ne ha diritto, riceverà il 50% del suo stipendio per ogni giorno in cui dovrà assentarsi dal lavoro.

Il tampone

Al di là dei problemi pratici, la tua prima preoccupazione sarà probabilmente la salute. Il fatto che tuo figlio sia in quarantena, non significa che abbia contratto il virus e che debba necessariamente sottoporsi a tampone. La prima cosa da fare sarà avvisare il pediatra che lo segue e capire assieme a lui se sia il caso di effettuare il test oppure no.

La prima cosa da fare è chiamare il pediatra e capire se debba sottoporsi al tampone o no

Per quanto riguarda il rientro a scuola, non è necessario avere per forza un responso dal test. Se non è insorto alcun sintomo, allo scadere del 14esimo giorno, sarà il Dipartimento di Prevenzione dell'azienda sanitaria di competenza a stabilire se sia possibile o meno il rientro in classe.

Le regole da seguire in casa

Di solito, a chi è in quarantena in quanto contatto stretto, viene consigliato l'isolamento anche dalle altre persone che vivono con lui. Come è facilmente intuibile, se il soggetto in questione è tuo figli minorenne sarà molto più difficile poter rispettare questa norma di sicurezza. Un compromesso può essere quello di cercare di mantenere sempre una certa distanza l'uno dall'altro, indossare la mascherina chirurgica e ricordare di cambiare spesso l'aria negli ambienti. Potrebbe anche essere utile cercare di cenare a orari diversi. Magari, vista la situazione particolare, potresti concedergli un cartone animato in più durante i pasti: si sentirebbe forse un po' meno solo.

Fonti| Gazzetta ufficiale; INPS

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