Cosa fare se hai avuto un contatto con un caso positivo: quanto restare in quarantena e quando fare il tampone

Se vivi nella stessa casa di una persona che è risultata infetta oppure se hai stretto la mano a un amico a cui è arrivato l’esito positivo di un tampone, diventeresti un cosiddetto “contatto stretto”. In questo caso, dopo aver avvisato le autorità sanitarie, dovrai metterti in quarantena per 14 o 10 giorni e il tampone negativo diventerebbe obbligatorio solo nel secondo caso.
Kevin Ben Alì Zinati 26 Ottobre 2020
* ultima modifica il 26/10/2020

Come i marinai nella tempesta hanno bisogno di bussola e indicazioni, così è importante che tu ogni giorno di questa pandemia sappia chi sei e in base alla risposta che ti dai, sapere che cosa devi fare. Nel senso che oggi il virus può costringere te o chi ti sta intorno ad assumere uno dei nuovi ruoli di questa strana normalità. Potresti avere febbre e tosse ed essere un caso positivo sintomatico oppure potresti aver fatto un tampone e avere avuto esito positivo pur nona avendo nessun sintomo. Ci sono casi invece in cui potresti essere entrato in contatto con qualcuno poi rivelatosi positivo al Sars-Cov-2, magari in treno o in ospedale, diventando così un cosiddetto “contatto stretto”: in questo caso, sapresti che cosa fare?

Cosa fare in caso di contatto con un positivo

Il contatto con un positivo

Secondo le definizioni fornite dal Ministero della Salute, diventeresti un contatto stretto nel momento in cui una delle persone a cui sei stato vicino nelle ore precedenti venisse trovato positivo al Coronavirus. In particolare sei in contatto stretto quando, da asintomatico, vivi nella stessa casa di un caso Covid-19 oppure quando hai stretto la mano a una persona risultata successivamente infetta. Anche se fossi entrato in contatto con un fazzoletto di carta usato da un soggetto positivo saresti un "contatto stretto”, allo stesso modo di chi fosse stato faccia a faccia per almeno 15 minuti con un una persona successivamente scopertasi positivo. Lo stesso vale se sei rimasto in una stanza chiusa senza mascherina o se hai preso un treno o un autobus o qualunque altro mezzo con un infetto.

Cosa devi fare

Se ti fossi reso conto di aver passato del tempo con un caso positivo e se dunque rientrassi nella definizione di “contatto stretto”, allora la prima cosa che devi fare è avvisare le autorità sanitarie competenti. Queste, una volta accertato che non hai alcun sintomo, ti diranno poi che devi necessariamente metterti in quarantena. Il tuo periodo lontano dalla persone può essere di due tipi:

  • può durare 14 giorni a partire dal giorno dal contatto: alla fine di queste due settimane non sti servirebbe il tampone per uscire di casa
  • può durare 10 giorni: per poter uscire però è necessario che tu ti sottoponga a un tampone molecolare il decimo giorno di quarantena e che questo abbia un risultato negativo.

Il tampone?

Mi prendo qualche riga in più per ribadirti un dettaglio sul quale è bene evitare di avere confusione. Nel caso in cui fossi entrato in contatto con un caso positivo al Coronavirus (nelle circostanze che ti ho spiegato sopra) ma non avessi i sintomi, il tampone non ti servirebbe se hai passato 14 giorni di quarantena senza aver sviluppato né febbre né tosse come nessuna sintomatologia vicina all’infezione da Sars-Cov-2. Diventerebbe obbligatorio invece se volessi accorciare il periodo lontano dalle persone da 14 a 10 giorni: in questo caso, però, dovresti farlo il decimo giorno ed avere esito negativo.

Per accorciare ulteriormente la quarantena, potresti pensare di affidarti a un tampone effettuato prima dei dieci giorni. E invece non è così: il tampone deve essere necessariamente fatto dopo il decimo giorno perché c’è un periodo di incubazione (appunto di dieci giorni, più o meno) durante il quale il virus è sì entrato nel tuo corpo ma non è detto che si sia già attivato. Perciò con un tampone eseguito prima della sua attivazione potresti risultare negativo, è vero, ma il virus potrebbe invece attivarsi il giorno (o l’ora) immediatamente dopo e tu, così, diventeresti una potenziale fonte di contagio. Rischio che oggi deve essere limitato al massimo e in ogni modo.

Fonte | Ministero della Salute

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