Cosa fare se ricevi la notifica di un’esposizione a rischio Covid-19 da Immuni

Hai scaricato l’app Immuni e hai avuto una notifica dell’avvenuta esposizione con un utente positivo al Covid-19. Nessun allarme. Segui le indicazioni che ti vengono date dall’applicazione e rispetta il periodo di quarantena domiciliare di 10 giorni (con tampone) o 14 giorni (senza tampone).
Gaia Cortese 27 Ottobre 2020
* ultima modifica il 29/10/2020

Hai scaricato l’app Immuni. Ogni tanto ti ricordi di aprirla per vedere se c’è o meno una notifica, ma difatti la schermata che ti trovi davanti è sempre la stessa, quella che ti assicura che il servizio è attivo anche quando l'app è chiusa.

Aprire Immuni di tanto in tanto è la cosa più corretta da fare perché l’applicazione creata per il tracciamento del Covid-19 non prevede l’invio di una notifica come capita per messaggi di What’s app, Messenger e numerosissime altre applicazioni o gestori di email: Immuni la devi aprire (una volta al giorno mi sentirei di consigliarti), affinché possa essere, in una parola, davvero utile.

Poi però un giorno la apri e ti appare la scritta “Esposizione a rischio: Immuni ha rilevato che il giorno x, sei stato vicino a un utente Covid-19 positivo”.

Nessun allarme. La prima cosa che puoi fare è porre attenzione alla data indicata dell’esposizione. Non è detto che sia così recente ma, come nel mio caso, potrebbe riferirsi a una settimana prima o addirittura a una decina di giorni prima.

Non è detto infatti che nel momento in cui sei stato a contatto più o meno ravvicinato con una persona positiva al Covid, quest’ultima sapesse già di esserlo. La notifica quindi, potrebbe arrivare dopo un tampone effettuato e risultato per l’appunto positivo. Diamo il beneficio del dubbio all'applicazione senza dover per forza pensare che ci siano dei ritardi nelle segnalazioni del sistema di tracciamento o nel caricamento dei dati.

Nel momento in cui a un paziente viene riscontrata la positività al Covid-19, il medico curante dovrebbe collegarsi con il software della tessera sanitaria, scaricare un codice e consegnarlo al paziente stesso, che a questo punto dovrebbe caricarlo sull’app Immuni. È però possibile che uno dei due, medico o paziente, non segua alla lettera le indicazioni ed ecco un altro bug di immuni.

Tornando a noi, la data della possibile esposizione è utile anche per capire dove sei stato e chi hai frequentato quel giorno. Puoi essere stato in ufficio, in palestra o a fare la spesa in un supermercato. Questo esercizio di memoria ti permette anche di ricordare chi hai frequentato e a chi dare conto dell'avvenuta notifica.

Superato il primo momento di panico quindi, non ti resta che seguire le indicazioni fornite da immuni per proteggere la tua salute e quella di tutte le persone che hai e hai avuto vicino.

La prima cosa che devi fare è rivolgerti al tuo medico di medicina generale e spiegargli di aver ricevuto la notifica da Immuni. Il medico dovrebbe contattare il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di competenza, mentre a te non resta altro che aspettare indicazioni in merito.

In assenza di sintomi, devi comunque rimanere in quarantena, perché sei considerato un "contatto stretto di un positivo": la quarantena può durare 14 giorni o 10 giorni a partire dal giorno dal contatto. Nel primo caso, sempre in assenza di sintomi, non avrai bisogno di sottoporti a un tampone per uscire di casa; nel secondo caso, è proprio l'esito di un tampone negativo a permetterti di accorciare un po' la quarantena è di ridurla a 10 giorni.

Tampone si o no?

Perché proprio 10 giorni? Il tampone deve essere fatto necessariamente dopo il decimo giorno perché c'è un periodo di incubazione (di approssimativamente 10 dieci giorni) durante il quale il virus può essere entrato nel tuo corpo ma non è detto che si sia già attivato. Ecco perché un tampone eseguito prima dei 10 giorni, può essere ingannevole: potresti risultare negativo, ma il virus potrebbe attivarsi benissimo il giorno immediatamente dopo, un rischio che oggi deve essere limitato in ogni modo.

Nasce il call center nazionale

Il Decreto Ristori, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 28 ottobre 2020, prevede che venga attivato presso il Ministero della Salute un call center nazionale che potrà essere chiamato anche dagli utenti positivi al virus e dai cosiddetti "stretti contatti" dei positivi, quelli che fino ad oggi, una volta ricevuta la notifica di esposizione a rischio dovevano rincorrere il proprio medico curante per capire se e come fare un tampone.

Il call center nazionale avrà anche un ruolo per tutti quegli utenti Immuni positivi al virus, i cui codici chiave devono essere caricati sul sistema sanitario, affinché possano consentire all'applicazione di avvisare gli utenti che sono stati a contatto a rischio con il contagiato.

Modificato da Gaia Cortese in data 28 ottobre 2020

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