Cosa pensano gli italiani su testamento biologico, eutanasia e procreazione assistita?

In un sondaggio commissionato dall’Associazione Luca Coscioni, in previsione del Congresso sulle libertà civili che si tiene a Bari fino al 6 ottobre, è emersa con evidenza la richiesta di maggiori spazi di autodeterminazione e meno limitazioni alla ricerca. Ma anche la necessità di una maggiore informazione su questi temi.
Giulia Dallagiovanna 4 ottobre 2019
* ultima modifica il 04/10/2019

Testamento biologico, eutanasia, aborto, cannabis legale, fecondazione assistita. Cosa ne pensi tu? Ma soprattutto, cosa ne pensano gli italiani? Se lo è chiesto l'Associazione Luca Coscioni, che ha commissionato un sondaggio a SWG per capire quale siano le opinioni dei cittadini su questi temi così complessi e sui quali si sono consumati lunghi anni di battaglie per i diritti civili. Stando a quando emerge dalle risposte fornite da un campione rappresentativo di mille persone, maggiore libertà di ricerca e autodeterminazione sono diventate delle priorità. Ma è emerso anche un altro dato, poco confortante: manca un'informazione precisa e dettagliata, soprattutto da parte delle istituzioni, su questi argomenti. Informazione che proverà a fare invece proprio l'Associazione Coscioni durante"Le Libertà in Fiera", il congresso che si tiene a Bari dal 3 al 6 ottobre.

Proviamo a vedere assieme un po' di numeri che restituiscono una fotografia precisa dell'Italia. Partiamo innanzitutto dal testamento biologico, approvato nel 2017, e conosciuto dall'83% degli intervistati. Si nota però subito un problema riguardo l'informazione, perché addirittura il 71% non ha idea di come si possano depositare le proprio Dichiarazioni anticipate di Trattamento. E questo accade perché le istituzioni mettono anche a disposizione gli strumenti, ma poi latitano quando arriva il momento di spiegare come debbano essere utilizzati. Ma c'è di più. Sono diventati il 93% della popolazione i cittadini che chiedono l'eutanasia legale. Cosa significa? Più nel concreto, le persone chiedono una legge, approvata dal Parlamento, che regolamenti l'accesso a questa pratica e definisca per bene le condizioni fisiche e di salute che permettano di farne richiesta. Chiedono, insomma, che si metta fine a questo vuoto legislativo contro cui si batteva già Piergiorgio Welby per il quale non può bastare una seppur fondamentale sentenza della Corte di Cassazione, a proposito del processo contro Marco Cappato.

Ma sul tavolo non c'è solo il fine vita. Agli intervistati è stato chiesto anche cosa ne pensassero dell'aborto e più della metà di loro si è ritenuto abbastanza soddisfatto rispetto alla famosa legge 194 che disciplina questa procedura in Italia, ma ritiene anche che dopo oltre 40 anni dalla sua approvazione, siano necessari dei passi avanti. Ad esempio, per garantire alle donne percorsi di accesso facilitati, magari permettendo di effettuarlo in regime ambulatoriale ed evitare quindi di imporre un ricovero di più giorni. Circa due terzi degli italiani rimangono comunque favorevoli all'aborto.

Il 93% degli italiani è favorevole a una legge sull'eutanasia

E se invece si guarda all'altro lato della medaglia, cioè a chi desidera avere un bambino, anche in questo caso gli italiani hanno un messaggio per il mondo politico. Oltre l'80% infatti vorrebbe norme per tutte le forme di procreazione assistita, compresi anche i casi di donatore esterno e madri single, e che permettano anche diagnosi preimpianto per prevenire eventuali malattie genetiche.

E le limitazioni vengono avvertite anche nell'ambito della ricerca scientifica, considerando che il 65% vorrebbe rimuovere il divieto di utilizzo di embrioni che sono già stati dichiarati non idonei alla gravidanza e che al momento rimangono semplicemente congelati in celle apposite, per un periodo di tempo indefinito. Embrioni che nel nostro Paese vengono comunque impiegati nelle sperimentazioni, ma dopo averli acquistati dall'estero.

"Gli italiani si dimostrano ancora una volta più avanti dei capipartito e chiedono riforme di libertà per potere decidere sulla propria vita e sulla propria morte – afferma Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Al Congresso di Bari abbiamo invitato tutti, Governo e opposizione. Ma una cosa è certa: non staremo ad aspettare che si mettano d'accordo tra loro e ‘concedano' forse un giorno quelle riforme per le quali i cittadini sono pronti da molto tempo. A Bari discuteremo nuove iniziative di partecipazione democratica e di disobbedienza civile sui temi per i quali, come diceva Luca Coscioni, ‘le urgenze dei malati non possono aspettare‘".

Altri pareri favorevoli riguardano poi la legalizzazione della cannabis e maggiori studi e ricerche sui possibili usi terapeutici delle droghe, ma anche una maggiore conoscenza e informazione riguardo gli Ogm e il metodo Crispr, ovvero il cosiddetto editing genetico. Qual è invece la vera emergenza sociale? Le barriere architettoniche che non rendono una città a misura di disabile.

Fonte| Associazione Luca Coscioni

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