Cos’è il tampone faringeo e come funziona

È l’unico strumento di diagnosi che permette di accertare la positività o meno al coronavirus. Il tampone faringeo è un test molto semplice, indolore, utilizzato in genere per rilevare le più comuni infezioni batteriche che colpiscono la gola. In genere affidabile, può tuttavia dare come risultato anche falsi negativi. Vediamo perché.
Gaia Cortese 23 Febbraio 2020
* ultima modifica il 12/06/2020
In collaborazione con Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore del Centro medico Santagostino di Milano

Di norma prescritto per rilevare le più comuni infezioni batteriche che colpiscono la gola, mai come in questi giorni avrai sentito parlare di tampone faringeo, un esame rapido, indolore, forse solo un po’ fastidioso, che viene impiegato per determinare se un paziente sospetto di aver contratto il Coronavirus, è positivo o meno.

Cos'è il tampone faringeo

Il tampone faringeo è un test utilizzato non solo per le più comuni infezioni batteriche che interessano la gola, ma anche nella diagnosi del coronavirus. Il tampone permette di analizzare la mucosa della faringe e di prelevarne campioni di fluido con l'aiuto di un bastoncino alla cui estremità si trova un tampone in cotone (molto simile ai cotton-fioc utilizzati per le orecchie). L'obiettivo del tampone faringeo è quello di verificare se nel muco sono presenti particelle del virus.

Come funziona

L'esame diagnostico viene fatto inserendo nella gola del paziente il tampone e strofinando l'estremità rivestita di cotone sia sulle tonsille che sulla mucosa faringea. Il muco prelevato per mezzo del tampone diventa materiale di coltura: viene infatti analizzato in laboratorio per procedere con l'esame colturale. Le verifiche condotte in laboratorio hanno lo scopo di stabilire quale sia il microorganismo responsabile della patologia e di conseguenza scegliere la modalità terapeutica più appropriata.

Nel caso del coronavirus, se non viene rilevata nessuna traccia del virus, il test è negativo, ma va comunque ripetuto, perché una sola risposta negativa, non è sufficiente per scartare completamente la possibilità che ci sia stato o meno un contagio.

Ad ogni modo, nello stesso campione analizzato, si cercano tracce di eventuali altri virus, come quelli responsabili dell'influenza stagionale. Un passaggio necessario perché i sintomi dell'infezione da coronavirus sono molto simili a quelli della comune influenza e i test devono poter scartare ogni ipotesi. Nel caso invece il test riveli la presenza di materiale genetico del coronavirus, si utilizzano sonde molecolari per riuscire a moltiplicarlo e  analizzarlo.

È affidabile?

Di norma il tampone faringeo è affidabile, ma possono verificarsi dei falsi negativi per due motivi: il campione raccolto può essere di scarsa qualità e non essere sufficiente per una corretta analisi in laboratorio oppure la carica virale può essere ancora bassa e pertanto il tampone non riesce ad intercettare il virus. Per questo motivo, nei pazienti a rischio, il tampone viene effettuato più volte.

Quanto tempo per il risultato

In questo momento, per avere dei risultati dal tampone faringeo ci vogliono mediamente dalle 4 alle 6 ore, per quanto nei due centri di riferimento per il coronavirus, il Sacco a Milano e lo Spallanzani a Roma, si sta lavorando per ottenere i risultati in un tempo più breve.

Chi deve fare il tampone

Se si manifestano sintomi compatibili a quelli del coronavirus è opportuno darne segnalazione chiamando il 112 affinché l'autorità sanitaria possa intervenire per un'eventuale diagnosi attraverso il tampone faringeo. In questi giorni chi proviene dalla Cina o ha avuto contatti con persone infette di norma viene sottoposto al tampone per ricercare la positività al coronavirus (anche più volte).

Il parere dell’esperto

Abbiamo sentito sull’argomento il parere del Dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore: "Il tampone faringeo è un esame molto semplice che viene fatto con una specie di cotton-fioc lungo, che viene passato sia al livello delle tonsille che della mucosa della faringe. Di solito l’indicazione per questo esame diagnostico sono delle faringo-tonsilliti accompagnate da essudato (un liquido di consistenza variabile che si forma durante processi) infiammatori acuti di varia natura, muco, tonsille gonfie, febbre e malessere generale: si fa il tampone per vedere se c’è meningococco o qualsiasi altro microrganismo che può essere la causa del malessere.

Di solito ci vogliono 2 o 3 giorni per avere dei risultati. Si tratta di un esame abbastanza affidabile, anche perché tutto quello che viene prelevato, viene messo in un terreno di coltura cellulare per permettere agli eventuali microrganismi di crescere e, una volta che si ha la coltura, serve per farci un antibiogramma utile per capire a quali antibiotici può essere sensibile l’eventuale microrganismo che si è sviluppato nella coltura. Ovviamente se esce fuori un virus, l’antibiotico non serve".

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