Cos’è l’eclampsia, la più grave complicanza della gestosi

Se la gestosi è una condizione preoccupante, l’eclampsia lo è ancor di più. E’ una sindrome, difficile da prevenire, caratterizzata da forte crisi convulsive e potenzialmente fatale. Le mamme a rischio possono però seguire una profilassi efficace a base di magnesio, da concordare con il proprio medico.
Valentina Rorato 14 febbraio 2020
* ultima modifica il 14/02/2020

L'eclampsia è una delle complicanze più gravi che possono insorgere in gravidanza. Si tratta di una sindrome, potenzialmente mortale, caratterizzata da convulsioni spesso associate a confusione mentale, coma e deficit visivi. Fa molta paura, giustamente, alle mamme, anche perché i meccanismi alla base di questa patologia non sono ancora chiari. Ma quando insorge e perché può essere fatale?

Cos'è l'eclampsia

L’eclampsia è nota per essere una grave complicanza acuta della gravidanza, che mette a rischio la vita della mamma e di conseguenza quella del nascituro. Per l’esattezza è una complicanza della pre-eclampsia, ovvero della gestosi. È molto importante dunque che in caso di pressione alta gestazionale o di una diagnosi di gestosi, la partoriente sia monitorata molto attentamente perché potrebbero subentrare delle convulsioni, associate a confusione mentale, coma e deficit visivi.

La differenza tra preeclampsia ed eclampsia

La pre-eclampsia e l’eclampsia sono due disturbi della stessa famiglia, anzi per essere precisi, uno anticipa l’altro. Nel primo caso parliamo di una condizione caratterizzata da ipertensione e proteinuria che si manifesta  dalla 20a settimana di gestazione. L'eclampsia è una conseguenza della pre-eclampsia che sorge in quelle donne con gestosi. E si manifesta con inspiegabili crisi convulsive.

La pre-eclampsia (nota anche come toxemia gravidarium o gestosi) è una complessa sindrome che può manifestarsi esclusivamente in occasione della gravidanza ed è caratterizzata dalla presenza di tre elementi:

  • Aumento della pressione: valori massimi maggiori 140-160mmHg (pressione sistolica) e minimi > 90-110 mmHg per la diastolica
  • Proteinuria: >1g/L urina o >300mg/24 h
  • Comparsa evidente di edemi (gonfiore)

Le cause

Non è ancora chiara la causa scatenante dell'eclampsia. Si pensa che esistano dei fattori di rischio che possono predisporre la donna, come un’alterazione dell'assetto endocrino, l’aumento degli acidi grassi liberi, il danno endoteliale vascolare, il deficit della capacità coagulativa, una dieta scorretta, alcune infezioni ma talvolta è semplicemente legata al fatto che sia il primo parto. Se non hai mai avuto figli, se più esposta di chi invece è già diventata mamma. Inoltre, puoi essere una categoria a rischio in caso di:

  • Diabete gravidico
  • Disordini del tessuto connettivo e vascolare
  • Ipertensione cronica
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Carenza della proteina S o proteina C (fattori anticoagulanti)
  • Malattie renali
  • Obesità
  • Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

I sintomi

Come è stato accennato, i sintomi dell’eclampsia sono tremendi ma anche molto ben riconoscibili:

  • convulsioni improvvise
  • confusione mentale
  • alterazione della vista
  • vomito
  • mal di testa
  • dolore addominale

Nel feto, invece, può causare:

  • sofferenza fetale
  • distacco della placenta
  • emorragia placentare

Eclampsia e proteinuria

Il legame tra eclampsia e proteinuria è molto forte. Questa sindrome che è scatenata dalla gestosi, che a sua volta si basa principalmente su due fattori: ipertensione gestazionale e proteinuria, ovvero la presenza di proteine nelle urine (proteine: >300mg/24 h o >1g/L urina). Molto spesso questa condizione è correlata anche a edema, soprattutto alle mani, ai piedi e al viso.

Entro certi limiti, una presenza minima di proteine nelle urine può essere considerata normale. Allo stesso modo, possono essere ritenuti non preoccupanti i livelli alti quando sono accompagnati per esempio da uno sforzo fisico molto intenso o a seguito di una malattia. Non è strano che in gravidanza, l’esame delle urine dia una lieve concentrazione proteica. Quando la concentrazione però si alza le cause possono essere due: un’infezione alle vie urinarie, disturbo estremamente comune tra le gestanti, o la gestosi.

Dopo il parto

L’eclampsia può manifestarsi prima del parto (40% dei casi), in travaglio (18%) o dopo il parto (44%) (3). Esiste una forma tardiva di eclampsia postpartum che compare tra le 48 ore e le 4 settimane dopo la nascita del bambino.

La diagnosi

In presenza di gestosi, la diagnosi di eclampsia è abbastanza semplice. Esistono però degli esami che possono confermare la sindrome, anche perché la comparsa di convulsioni in gravidanza non è sempre sinonimo di eclampsia. Il medico potrebbe prescriverti:

  • Test di funzionalità renale/epatica
  • Esame emocromocitometrico
  • Analisi della capacità coagulativa del sangue
  • Concentrazione plasmatica
  • Analisi delle urine
  • Ecografia trans-addominale

La cura

Per la cura dell’ eclampsia si utilizza una terapia farmacologica a base di antipertensivi, anticonvulsivanti, antiaggreganti piastrinici, steroidi e somministazione di solfato di magnesio per via endovenosa. Si raccomanda, inoltre, di seguire una dieta ricca di antiossidanti e soprattutto a basso dosaggio di sodio. Se la malattia si è sviluppata dopo la trentaquattresima settimana, si procede con l’induzione del parto non appena la situazione cardiocircolatoria si stabilizzata.

È importante ricordare che l’eclampsia conclamata è una vera emergenza medica e il rischio di mortalità materna è del 5-10 percento, mentre quello di mortalità fetale è molto elevato (10-25 percento), nonostante le cure.

Come si previene

Prevenire l'eclampsia è molto complesso. Sicuramente curando la gestosi e quindi mantenendo bassa la pressione arteriosi si può sperare di evitare questa complicanza. Purtroppo, la crisi convulsiva insorge rapidamente e non è in genere prevedibile. L’unico modo per ridurre l’incidenza di eclampsia è quello di somministrare la profilassi con solfato di magnesio nei casi a rischio. La profilassi è raccomandata nelle forme gravi di pre-eclampsia e in particolare nelle cosiddette forme di “eclampsia imminente” (quando la mamma soffre anche di cefalea grave, disturbi visivi e dolore epigastrico).

Fonti| Sigo; Linee Guida del Ministero della Salute

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