Da 60 a 115 chili, andata e ritorno: la storia di Maria Carla e della sua lotta contro l’obesità

Oggi 10 ottobre è l’Obesity Day. Maria Carla Ossola ha un passato da obesa. Si è sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica e, supportata anche da uno psicologo, è riuscita a ritornare al suo peso forma. “Il messaggio che rivolgo a chi sta combattendo contro l’obesità? Fatevi aiutare, non pensate di farcela da soli”.
Federico Turrisi 10 ottobre 2019
* ultima modifica il 10/10/2019

"L'obesità tra tutte le malattie è quella che fa più morti". Non usa mezzi termini Maria Carla Ossola, 59 anni. Di mestiere fa il vigile urbano a Torino, ma è anche presidente di una associazione senza scopo di lucro, Small mai più obesi, che aiuta persone con seri problemi di peso. Alle spalle lei ha una storia travagliata fatta di errori, di debolezze, ma anche di riscatto. L'obesità è uno dei principali problemi di salute pubblica, soprattutto nei paesi più sviluppati. L'Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un'autentica epidemia globale, che riguarda ormai tutte le classi socioeconomiche. Perché di obesità si muore, come fa notare giustamente Maria Carla: è infatti tra le principali cause di malattie come diabete, ictus e altre patologie cardiovascolari, ma anche dell'insorgenza di tumori. Per questo l'attività di sensibilizzazione sul  non è mai troppa.

"All'età di 22 anni, quando mi sono sposata per la prima volta, pesavo 60 chili – sono alta un metro e settantadue -. Non ho genitori che sono obesi, non ho alcuna predisposizione genetica. A un certo punto della vita arriva un momento in cui scatta qualcosa, come un interruttore. L'insicurezza, nel mio caso, è stato il fattore scatenante, il non sentirsi mai adeguata. Dietro all'obesità ci sono quasi sempre meccanismi psicologici. Il cibo diventa la tua valvola di sfogo e ho iniziato a mangiare in maniera sregolata".

Inizia così la discesa verso il baratro. Purtroppo in una società opulenta come la nostra, quando non ci sono più freni, ingrassare è facilissimo.

"Sei a casa e c'è cibo, sei al supermercato e c'è cibo, fai una passeggiata al parco e c'è cibo. Reperire cibo è la cosa più facile del mondo ed è alla portata di tutti. Peggio della droga, dell'alcol e delle sigarette. Si entra poi in un circolo vizioso: più ingrassi, più ti senti inadeguato".

Maria Carla capisce che la situazione sta lentamente sfuggendo di mano e che bisogna intervenire. Arriva allora il tempo delle diete.

"All’inizio sembrano dare dei buoni risultati ma poi ti rendi conto che non è sufficiente. Perdere 40-50 chili in un breve arco di tempo, semplicemente attraverso la dieta, è impossibile. Solo una persona su un milione ci riesce, e comunque bisogna diffidare da chi offre soluzioni semplici e immediate per un problema così complesso come l'obesità. Ormai pesavo circa 100 chili e mi sono rivolta dunque a un centro di chirurgia bariatrica. Quando i medici mi hanno detto «lei è troppo magra per l'operazione», li avrei voluti uccidere! Erano 10 anni che seguivo diete particolari, avevo preso di tutto, pastiglie e integratori di ogni tipo, come solitamente fanno tutti quelli che attraversano una fase del genere. Sono ancora di più sprofondata nella depressione; continuavo a mangiare e sono arrivata a pesare 115 chili".

Finché avviene la svolta, in maniera del tutto casuale. L'arrivo di una nuova speranza che può dare inizio alla faticosa risalita, al percorso di disintossicazione.

"Un giorno, in un mercatino rionale di Susa, incontro una signora, la quale mi dice che grazie a un medico è riuscita a ritornare magra. Bene, quel medico l'ho contattato e grazie a lui la mia vita è cambiata. Era l'anno 1999 e quella signora non l'ho mai più rivista".

Maria Carla Ossola

Accompagnata anche da uno psicologo, Maria Carla si sottopone a un intervento di chirurgia bariatrica, per l'esattezza a un bendaggio gastrico. Sintetizzando al massimo, l'operazione consiste nell'inserire per via laparoscopica un anello di silicone regolabile ("l'anello più prezioso che ho da vent'anni") che riduce la capacità dello stomaco e quindi anche l'introduzione di cibo, dal momento che si raggiunge prima il senso di sazietà.

"Ritengo la chirurgia bariatrica uno strumento fondamentale senza il quale non si va da nessuna parte; a patto che sia supportata da una buona educazione alimentare, da uno stile di vita salutare e da un lavoro psicologico su se stessi. La forza d'animo è un ingrediente indispensabile. Io avevo 40 anni, volevo tornare la donna agile e snella di prima. Volevo tornare la donna che non provava dolore quando saliva una rampa di scale, che non veniva richiamata dopo sei mesi a rifare la spirometria sul posto di lavoro, perché nelle analisi risultava che avessi problemi respiratori".

Maria Carla è riuscita a ritornare al suo peso forma. La sua storia è emblematica del fatto che guarire dall'obesità – perché di una malattia vera e propria si tratta – non è affatto una passeggiata. Richiede numerosi sacrifici e una grande determinazione. Proprio perché è lastricata di difficoltà, è meglio percorrere la strada che porta alla guarigione sapendo che ci sono delle persone a sostenerci.

"Il consiglio che do sempre alle persone che si rivolgono per la prima volta all'associazione di cui sono presidente è questo: non pensare che il solo intervento chirurgico sia la soluzione di tutti i problemi e non pensare di farcela da soli. L’obesità è lì dietro l'angolo che ci vuole ammaliare. Affiancare all'intervento chirurgico un adeguato percorso psicologico aiuta sicuramente a tenere sotto controllo quella voce inconscia che ci spinge a farci del male. Mettere a disposizione degli altri la propria esperienza è poi fondamentale. Condividere ti aiuta anche a prestare maggiore attenzione e a evitare di ricadere negli errori del passato".

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