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Dall’1 gennaio 2022 la quarantena non è più malattia per l’Inps: cosa succede se perdi giorni di lavoro dopo il contatto con un positivo

Fino al 31 dicembre 2021 l’ente previdenziale copriva le giornate di assenza dei lavoratori del settore privato e dei lavoratori fragili in seguito ad un contatto con positivo, garantendo che non ci fossero detrazioni dallo stipendio. La misura, però, non è stata rifinanziata per il 2022: significa che chi resta a casa in quarantena obbligatoria dovrà ricorrere alle ferie o ai permessi per non perdere soldi.
Alessandro Bai 13 Gennaio 2022
* ultima modifica il 13/01/2022

A partire dall'1 gennaio 2022 l'assenza dal lavoro dovuta alla quarantena per chi ha avuto un contatto stretto con un positivo al Covid-19 non è più equiparabile alla malattia e dunque non è più riconosciuta dall'Inps: significa che se sei obbligato a restare a casa dall'ufficio per questo motivo, e non puoi lavorare da remoto, il tuo periodo di assenza non sarà coperto dall'Istituto nazionale di previdenza sociale, e quindi se non vuoi perdere parte del tuo stipendio dovrai ricorrere ai giorni di ferie o ai permessi retribuiti.

Questa novità riguarda tutti i lavoratori del settore privato e i cosiddetti lavoratori “fragili”, che invece fino al 31 dicembre 2021, in caso di quarantena precauzionale, vedevano la propria assenza dal lavoro considerata a tutti gli effetti come un periodo di malattia, coperto quindi dall'Inps grazie ai fondi stanziati appositamente. La misura, tuttavia, non è stata rifinanziata per il 2022, come previsto dal decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 che "ha modificato la disciplina delle tutele previste, durante l’emergenza Covid-19, per i lavoratori in quarantena e per i cosiddetti lavoratori fragili”, come si legge sul sito dell'Inps.

Oltre alle tutele per i lavoratori, come saprai, di recente sono cambiate anche le regole relative alla quarantena stessa: se infatti hai completato il ciclo vaccinale primario (prime due dosi o dose unica) da meno di 4 mesi o se hai già ricevuto la terza dose, anche in caso di contatto stretto con un caso Covid-19 non sarai tenuto a separarti dalla collettività, il che vuol dire che comunque sarai libero anche di andare a lavorare. La fine dell'equiparazione tra quarantena e malattia da parte dell'Inps rappresenta invece un problema maggiore per chi ha fatto al massimo due dosi da più di 4 mesi e per i non vaccinati che, secondo le regole del Governo, dopo essere entrati in contatto con un positivo saranno obbligati rimanere a casa rispettivamente per 5 e 10 giorni: in questi casi, l'unico modo per non vedersi detratti dallo stipendio i giorni di assenza sarà quello di spendere i giorni di ferie a disposizione o i permessi retribuiti.

È ancora presto per capire se la tutela per i lavoratori fragili e del settore privato in quarantena possa essere rifinanziata nel 2022; d'altronde, la situazione attuale è molto diversa da quella di marzo 2020, periodo in cui il decreto Cura Italia approvato dal governo Conte aveva introdotto per la prima volta l'equiparazione tra quarantena e malattia, stanziando ben 663,1 milioni di euro per garantire che le persone costrette a restare a casa dopo il contatto con un positivo continuassero a ricevere regolarmente il proprio stipendio, senza detrazioni dovute ai giorni di assenza, che erano appunto coperti dall'Inps. All'epoca, tuttavia, la quarantena era decisamente più frequente di oggi e durava addirittura 14 giorni, rendendo questa situazione di fatto piuttosto comune per molti lavoratori, in un periodo nel quale la curva dei contagi era in netta crescita.

Con l'arrivo dell'anno nuovo, però, tutto questo non è più possibile: una perdita di tutele che, di fatto, diventa anche un incentivo a vaccinarsi o comunque ad effettuare il richiamo booster per ripristinare la protezione contro il coronavirus, due gesti fondamentali per contrastare la pandemia e, dall'1 gennaio 2022, anche per non vedersi ridotto lo stipendio in caso di quarantena forzata.

Fonte | Inps

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