Denti del giudizio: a cosa servono e cosa devi sapere

Eredità di un passato decisamente lontano, i denti del giudizio sono gli ultimi che erompono nelle arcate dentarie. Cosa sono i denti del giudizio? a cosa servono? è vero che andrebbero sempre estratti? Vediamo di capirci qualcosa.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
12 Settembre 2019 * ultima modifica il 04/08/2020

I denti del giudizio normalmente erompono in arcata tra i 18 e i 25 anni, periodo comunemente conosciuto come “l’età del giudizio” da cui proviene il popolare nome dei terzi molari. Con la loro comparsa si stabilisce il completamento della dentizione permanente. Tuttavia ci sono casi in cui i denti del giudizio fuoriescono molto tardi, anche dopo i 40 anni, e altri in cui rimangono inglobati nell’osso o nella gengiva.

A cosa servono i denti del giudizio

I denti del giudizio non servono praticamente a nulla.

Si tratta di un’eredità anatomica dell’uomo primitivo che nell’epoca moderna non assolve ad alcuna funzione masticatoria o estetica ed è per questo motivo che esiste la convinzione errata di dover estrarre sempre e comunque i terzi molari.

In tempi remotissimi prima della scoperta del fuoco i denti del giudizio erano essenziali per far fronte a un tipo di dieta basata su carne cruda e alimenti decisamente duri. Si tratta in effetti di denti molto forti e resistenti proprio per facilitare la masticazione di questa tipologia di cibi. All’epoca erano più grandi e per questo i denti del giudizio erompevano senza problemi.

Con i tempi moderni e la cottura dei cibi, con l'evoluzione della specie le mascelle sono diventate più piccole ma il numero dei denti non è cambiato. I terzi molari oggi il più delle volte non hanno lo spazio sufficiente per erompere senza problemi e per questo hanno perso ogni funzionalità, anzi qualche volta rappresentano soltanto una fonte di problemi e fastidi che richiedono l’intervento di un dentista per poter essere risolti.

Sintomi dell'eruzione dente del giudizio

Comunemente si pensa che l’eruzione dei denti del giudizio sia un episodio fastidioso e doloroso per tutti, ma in realtà non è detto che si presentino problemi. Tuttavia può capitare che la loro fuoriuscita sia accompagnata da un’infezione detta anche disodontiasti del terzo molare inferiore.

I sintomi dell'eruzione dei denti del giudizio può essere accompagnata da:

  • gonfiore alla guancia
  • dolore e sanguinamento gengivale
  • mal di testa e d’orecchio
  • difficoltà di masticazione
  • alito cattivo
  • difficoltà nell’aprire la bocca

Tutti questi sintomi possono essere facilmente tenuti sotto controllo assumendo un antinfiammatorio non steroideo da banco per un massimo di 2 o 3 giorni. Se il dolore persiste ed è molto forte è consigliabile effettuare una visita dal dentista per valutare un’eventuale estrazione.

Quando estrarre dente del giudizio

Sono diverse le motivazioni che spingono il dentista a scegliere l’estrazione del dente del giudizio.

Nello specifico i terzi molari vanno tolti quando:

  • sono inclusi, cioè rimangono intrappolati totalmente o parzialmente all’interno della gengiva; tuttavia se il dente è totalmente incluso, non rischia di danneggiare i denti vicini e non da problemi, si può decidere di monitorare la situazione nel tempo ed evitare l’estrazione;
  • presentano l’asse di crescita inclinato, cioè quando i terzi molari erompono orizzontalmente per mancanza di spazio;
  • sono cariati e il processo carioso è talmente esteso da rischiare di compromettere l’integrità dei denti vicini;
  • per una terapia ortodontica è necessario recuperare spazio in arcata.

Quando non estrarre i denti del giudizio

Ancora oggi è molto diffusa la convinzione che i denti del giudizio debbano essere estratti sempre e comunque. Se però i terzi molari non danno alcun tipo di problema, presentano un normale sviluppo e hanno spazio sufficiente in arcata per erompere non c’è necessità di sottoporre il paziente a un intervento di estrazione dentale con tutti gli eventuali rischi che ne conseguono.

In passato poi si pensava che i denti del giudizio potessero essere la causa dell’accavallamento dei denti anteriori. È stato dimostrato che è la risultante delle forze masticatorie e non la spinta dei denti del giudizio a determinare l'affollamento dei denti anteriori.

Estrarre il dente del giudizio senza dolore

Comunemente l’estrazione dei denti del giudizio prevede l’utilizzo di una pinza con cui applicare una forza laterale tale da allentare la presa della gengiva e tirare via il dente.

Detto così sembra una procedura facile, rapida e indolore, ma in realtà questa tecnica non è esente da rischi, non di rado infatti si verifica una frattura del dente che rende necessaria una lunga seduta operatoria (può durare anche 2 ore) per rimuovere tutti i frammenti del dente spezzato. Inoltre può succedere che a seguito dell’estrazione compaia l’infiammazione dell’osso alveolare.

Tuttavia esiste davvero una tecnica rapida e indolore per estrarre il dente del giudizio, che al posto della classica pinza prevede l’uso di leve grazie alle quali è possibile imprimere una forza tale da spingere il dente dal basso verso l’alto lungo la sua direzione di minore resistenza. Questa pratica richiede grande esperienza e manualità, ma di fatto l’intervento dura solo pochi minuti e riduce molto il rischio rottura del dente con tutte le conseguenze riportate sopra.

In caso poi di denti inclusi dove è necessario separare il dente o rimuovere osso, oggi può essere fatto con strumenti sonici o con la Piezosurgery. Questi strumenti vibrando anziché ruotando riducono il trauma all'osso e riducono notevolmente i rischi di lesione ai nervi e alle arterie.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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