Emergenza Coronavirus, cos’è e come funziona la Cross, la Centrale remota per le operazioni di soccorso

Si chiama Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario, ha una sede a Pistoia e una a Torino e ha un compito fondamentale: quando una Regione esaurisce i posti letto a disposizione nei propri ospedali, il sistema si attiva trovando soluzioni per il trasferimento in strutture di altre regioni limitrofe. La Cross per ora è disponibile ma non ancora in funzione poiché, come ha spiegato il Capo della Protezione Civile, “non ci sono state richieste da parte degli ospedali”.
Kevin Ben Ali Zinati 6 marzo 2020
* ultima modifica il 09/06/2020

Quando ieri il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha aggiornato il conto dei contagi (3296), dei guariti (414) e dei deceduti (148), ti sarai chiesto che cosa sia la Cross, ovvero la Centrale Remota per le Operazioni di Soccorso Sanitario che è stata citata come un altro servizio con cui poter affrontare l’emergenza Coronavirus.

Se una Regione deve provvedere alle cure e alla gestione di un numero di pazienti troppo elevato ma ha esaurito i posti letto a disposizione, può affidarsi alla Cross: quando il sistema è attivato, in sostanza, la Regione può chiedere un aiuto alle altre che così le forniscono posti letto adatti al tipo di paziente.

Come funziona

Ogni regione individua nel suo organigramma un referente sanitario regionale per le emergenze che ha il compito di relazionarsi la Protezione Civile e la Cross nel caso in cui venisse attivata.

In questo modo viene favorita la comunicazione e il flusso di informazioni tra il territorio con la necessità di posti letto e gli altri: così il reperimento delle risorse è più efficace e veloce.

Il requisito fondamentale della Cross è la capacità di garantire, almeno per le prime 72 ore dall’emergenza, assicurare adeguate disponibilità di spazi, dotazioni tecnologiche e risorse umane, oltre all'attività ordinaria.

I compiti

Quando viene attivata, la Cross si occupa di gestire le richieste di supporto da parte delle regioni con difficoltà a trovare i posti letto necessari per i pazienti che dovessero essere ricoverati nelle terapie intensive. La Cross così aziona la sue rete di comunicazione e effettuare una ricognizione delle risorse sanitarie che le diverse regioni hanno a disposizione.

Nel più breve tempo possibile individua poi le soluzioni più idonee per le esigenze medico-sanitarie e a quel punto la Cross si occupa anche del trasporto del paziente mettendo in campo i mezzi più adatti all’emergenza.

Un compito forse secondario ma di grande importanza vista la velocità con cui l’emergenza sta dilagando, la Cross raccoglie e monitora tutte le attività di soccorso urgenti messe in atto e tiene traccia, in tempo reale, delle risorse impiegate e delle disponibilità delle strutture.

Dov’è in Italia

Sul territorio italiano sono state disposte due sedi per la Cross: una a Pistoia e l’altra a Torino. La scelta di due regioni differenti e non contigue geograficamente tra di loro funziona da garanzia: in questo modo in caso in cui l’emergenza colpisse una delle due regioni della Cross, l’altra potrebbe operare liberamente e autonomamente.

“Nessuna criticità negli ospedali”

Parlando della Cross, Borelli ha sottolineato che sono in atto piani di potenziamento per le strutture terapie intensive e delle attrezzature ma che “non ci sono stati problemi o criticità negli ospedali, neanche in Lombardia dove sono oberati di lavoro. La Cross era stata attivata per l'emergenza terremoto e dopo il crollo del ponte Morandi". Al momento il servizio è disponibile e ma non è concretamente attivo poiché, per ora, "non ci sono state richieste di altri posti letto da nessuna regione".

Fonti | Protezione Civile 

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