Endoftalmite: l’infezione che attacca l’occhio

L’Endoftalmite è un’importante e aggressiva infezione dell’occhio. Vediamo perché è necessario riconoscerla in tempo.
Valentina Danesi 25 Giugno 2022
* ultima modifica il 25/06/2022

L’endoftalmite è una patologia che colpisce gli occhi. Approfondiamo insieme in cosa consiste questo disturbo e come si può curare.

Cos’è

L’endoftalmite è un problema serio che va a colpire l’occhio, nello specifico parliamo di un’infezione: può coinvolgere il corpo vitreo, la retina, l’uvea, la sclera e se non riconosciuta e curata può evolvere fino a diventare panoftalmite, un’infiammazione che colpisce l’occhio nella sua interezza. Non sottovalutare mai i sintomi perché può estendersi anche oltre l’occhio, colpire l’orbita oculare fino ad arrivare al sistema nervoso centrale.

Le cause

La causa è il contagio da parte di batteri, funghi e virus che possono raggiungere direttamente l’occhio o arrivare come contatto con traumi da oggetti o interventi con strumenti non perfettamente sterilizzati. Di solito quando sono dovute a operazioni chirurgiche si manifestano entro i primi tre giorni dall’intervento. Possibile, ma molto meno frequente, è l’infezione endogena ossia con il virus o batterio proveniente dall’interno dell’organismo e trasportato dal sangue e dovuta a:

  • ascessi
  • procedure odontoiatriche recenti
  • iniezioni endovenose
  • alimentazione per via parenterale
  • emodialisi
  • farmaci immunosoppressori.

I sintomi

Ecco i sintomi di questa patologia (che variano in base alla sua gravità):

  • dolore all’occhio
  • fotofobia
  • gonfiore delle palpebre
  • chemosi (sporgenza) e iperemia della congiuntiva (ossia un forte arrossamento)
  • pus all’interno dell’occhio
  • vitreite (ossia infiammazione del corpo vitreo)
  • periflebite retinica (infiammazione dei vasi sanguigni della retina, sintomo presente nelle forme batteriche).

Diagnosi

Non perdere tempo e vedrai che basterà dire al medico dell’ospedale i sintomi e, se in dubbio, oltre all’osservazione con lampada a fessura, chiederà un’ecografia bulbare e, in un secondo momento, esami colturali per identificare l’organismo che causa l’infezione. Potrebbero anche essere necessarie, nello specifico, emocolture e urinocolture per capire con esattezza quale batterio causa il problema e quindi quale sarà la cura migliore.

Cura 

La cura prevede pomate e antibiotici, nei casi più lievi, mentre l’intervento chirurgico per quelli più gravi. Come ti abbiamo detto, la tempestività nella diagnosi è essenziale per avere un risultato migliore e recuperare appieno.  Gli antibiotici che vengono scelti sono ad hoc in base al batterio, virus o fungo che ti ha creato il problema e possono essere iniettati nell’occhio, somministrati per via endovenosa o entrambi. Nei casi più gravi invece si opta per corticosteroidi e intervento chirurgico. La chirurgia è importante soprattutto quando si deve asportare del tessuto infetto dall’interno dell’occhio per aiutare a bloccare il progredire dell’infezione, ma devi sapere che non è sicuro che la vista venga recuperata, molto dipende dall’esito dell’operazione e soprattutto in quale situazione versavano i tessuti quando è stata diagnosticata la patologia.

Fonti| MSD Manuals

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