Eparina: a cosa serve e come funziona questo farmaco

L’uso dell’eparina di solito è associato a problemi legati alla circolazione o alla coagulazione del sangue. Viene dunque prescritta a chi soffre di patologie di questo tipo, ma ci sono alcuni effetti indesiderati a cui prestare attenzione. Inoltre, forse ti sarai chiesto come mai venga sperimentata anche contro il Coronavirus. Proviamo a capirlo insieme.
Dott.ssa Chiara Speroni Dottoressa in Farmacia
29 Aprile 2020 * ultima modifica il 09/06/2020

Tutte le volte che sentiamo la parola eparina ci vengono in mente problemi legati alla circolazione e/o alla coagulazione del sangue.

Immaginiamo i vasi sanguigni come dei tubi al cui interno scorre il sangue. Questi tubi sono fatti di tanti strati, ognuno dei quali rappresenta una tipologia cellulare con una propria funzione. Lo strato più interno si chiama endotelio (formato da cellule endoteliali) ed è a diretto contatto con il sangue che scorre. Il sangue è formato da globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, ecc. L'interazione tra le cellule endoteliali ed il sangue che scorre contribuisce alla corretta emostasi. Devi sapere che nel sangue ci sono tutti i componenti che servono a mantenere l'equilibrio vascolare, ci sono i componenti che mantengono il sangue fluido e ci sono i componenti che servono a formare i coaguli in caso di lesione. Tutti questi elementi devono rimanere in perfetto equilibrio altrimenti si possono avere complicanze anche fatali. Possiamo avere complicanze legate all'eccessivo sanguinamento da parte di un vaso, o complicanze legate all'eccessiva formazione di trombi in grado di alterare l'adeguata apporto ematico agli organi. Alla base di eventuali problemi emostatici ci possono essere:

  • difetti ereditari o acquisiti dei meccanismi di coagulazione
  • difetti secondari a stati infettivi o neoplastici

Abbiamo detto che nel sangue i componenti circolano senza interagire tra di loro, ma in seguito ad un danno vascolare le cellule che rivestono un ruolo importante sono le piastrine. Quando un vaso viene lesionato si attivano una serie di meccanismi atti alla riparazione del vaso stesso. Le cellule endoteliali si attivano richiamando le piastrine e favorendo l'attivazione del fibrinogeno in fibrina. Una volta attivate le piastrine ed il fibrinogeno, si attivano una serie di reazioni a cascata che hanno come fine ultimo la formazione del coagulo. Questa si chiama cascata della coagulazione. Altra proteina chiave coinvolta nel processo di coagulazione è la trombina. Questa interviene nel processo di attivazione del fibrinogeno in fibrina, aiutando la formazione del coagulo ed il richiamo di altre piastrine. La risposta alla lesione presente su un vaso è molto complicato ed a catena.

Basta una sola anomalia in una delle reazioni che si possono verificare problemi anche gravi. Abbiamo poi il processo di fibrinolisi che gestisce l'estensione del coagulo. Anche questo processo è una serie di reazioni a cascata un cui il processo chiave la digestione proteolitica della fibrina che limita l'estensione del trombo. Un’attivazione patologica del sistema di coagulazione può portare alla perdita di controllo del processo emostatico con coagulazione generalizzata e sanguinamento (CID: coagulazione intravascolare disseminata).

Da quanto abbiamo detto capisci come sia importante il corretto equilibrio di tutte queste reazioni.

Che cos'è l'eparina?

L’eparina è una miscela eterogenea di mucopolisaccaridi. La sua attività richiede la presenza di un anticoagulante che è normalmente presente nel nostro organismo, parliamo dell'antitrombina. Già dal nome capisci la funzione di questa proteina, è una proteina che impedisce la formazione dei trombi, quindi anticoagulante. L'eparina interagisce con l'antitrombina per poter esplicare la propria funzione.

Il farmaco anticoagulante ideale dovrebbe prevenire la trombosi patologica e limitare il danno da riperfusione, consentendo la normale risposta alla lesione vascolare limitando il sanguinamento. Ad oggi, purtroppo, un farmaco così non esiste. Tutti i farmaci anticoagulanti e fibrinolitici sono caratterizzati dal rischio dell’aumento di emoraggie. A seconda della composizione dell'eparina questa può essere a basso od elevato peso molecolare. Le eparine a basso peso molecolare come l'enoxaparina si sono dimostrate utili in caso di tromboembolia. Si è notato che queste mostrano una certa specificità per dei fattori della coagulazione (in particolare il fattore X) rispetto alla trombina. Le eparine ad elevato peso molecolare, invece, hanno come bersaglio la trombina. Le eparine sono somministrate tramite iniezione sottocutanea, mostrano tutte un'elevata biodisponibilità.

Gli effetti indesiderati

Abbiamo detto che un farmaco anticoagulante senza effetti indesiderati non esiste, i principali effetti indesiderati dell'eparina sono:

  • emoragie
  • trombocitopenia
  • reazioni allergiche

L'eparina è controindicata in caso di emorragie o in caso di emofilia, trombocitopenia, ipertensione, lesioni ulcerose del tratto gastrointestinale, minaccia di aborto, carcinomi.

Qualora si verificasse un sovradosaggio di eparina, l'effetto anticoagulante può essere annullato dal solfato di protamina. Ogni qualvolta una persona si trovasse ad utilizzare questo farmaco, sarà sotto costante monitoraggio sui fattori ematici per evitare di avere complicanze anche gravi causate da un effetto anticoagulante eccessivo.

Eparina e COVID-19

Nelle ultime settimane i quotidiani ed i notiziari non hanno fatto altro che raccontarci tutte le cure sperimentali che hanno adottato e che stanno adottando i medici per contrastare gli effetti devastanti del virus Sars-CoV-2 che causa l'infezione Covid-19.

L’AIFA in data 15 marzo 2020, ha approvato lo studio sull’eparina, come possibile trattamento delle complicanze provocate dall'infezione Covid-19, soprattutto per quei pazienti che hanno sviluppato trombosi polmonare. Abbiamo visto prima che le eparine a basso peso molecolare si sono dimostrate utili nel trattamento di tromboembolie, da qui nasce il razionale per l'utilizzo in questo caso. La proposta di questo studio è arrivata da un ospedale della provincia di Piacenza, ospedale in cui è stata utilizzata l’eparina a basso peso molecolare nei casi di polmonite interstiziale. Lo studio sperimentale prevede la somministrare eparina a quei pazienti che mostrano un quadro clinico moderato o severo di Covid-19. La sperimentazione stimerà l’efficacia e la sicurezza dell’eparina nel decorso della malattia. Lo studio si chiama INHIXACOVID19 e sarà coordinato dall’Unità di Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola. A gennaio, quando c’è stato il boom di casi in Cina, l’OMS aveva raccomandato di prevenire le complicanze tromboemboliche in pazienti affetti da Covid-19, somministrando l’eparina in iniezione sottocutanea.

Inoltre, un altro studio aveva iniziato ad evidenziare come nei pazienti covid aumenti il rischio di una trombosi polmonare: la risposta immunitaria, alla presenza del virus, è talmente forte che è in grado di attivare la coagulazione del sangue (Università di Cagliari). L’obiettivo finale è quello di ridurre il circolo risposta immunitaria – coagulazione del sangue, perché se la risposta immunitaria è eccessiva e di conseguenza lo è anche la stimolazione della coagulazione, l’esito risulta fatale per il paziente.

Fonti| Aifa; Katzung – Farmacologia generale e clinica

Laureata in Farmacia presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. Tesi svolta presso il laboratorio di altro…
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